Carceri, San Gimignano: detenuto ferisce agente, 12 punti di sutura

Carceri, San Gimignano: detenuto ferisce agente, 12 punti di sutura

Nel pomeriggio di ieri, un agente penitenziario del carcere di San Gimignano ha subito una aggressione da parte di un detenuto della struttura, riportando ferite e danni all’udito. Ha evitato conseguenze ben peggiori il tempestivo intervento dei poliziotti in servizio nel Reparto Media Sicurezza in soccorso dell’agente aggredito. L’ispettore è stato portato all’ospedale ‘Le Scotte’ di Siena.

“Nel pomeriggio” dentro il carcere di San Gimignano un recluso “ha aggredito alcuni poliziotti per futili motivi” quando “verso le 16.30-17 un detenuto tunisino della sezione media sicurezza ha lanciato dall’interno della sua cella un fornellino del gas che, per caso del tutto fortuito, attraversando lo spioncino del blindo ha colpito a un orecchio l’ispettore della sorveglianza generale”. Lo afferma in una nota il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, Donato Capece, ricostruendo l’aggressione, avvenuta ieri, a un ispettore dentro il carcere di San Gimignano.

“Il motivo del folle gesto – prosegue – risiede nella pretesa del ristretto di effettuare una telefonata non prevista, che peraltro gli era stata già negata la mattina. Il collega ha riportato una ferita all’orecchio con 12 punti di sutura”. Per Capece “i detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo” ed “è grave che la recrudescenza di eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici della polizia penitenziaria”.

Per la Fns Cisl di Siena “il vile gesto è ulteriore dimostrazione del grave contesto in cui quotidianamente operano donne e uomini della polizia penitenziaria” e “dell’immediata necessità di dare vita al nuovo progetto per la casa di reclusione di San Gimignano”. Si ricorda che la struttura di recente è balzata alle cronache recentemente per l’inchiesta sui presunti pestaggi ai detenuti e dove, da tempo, sono denunciate condizioni difficili di vivibilità.

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Carceri, San Gimignano: detenuto ferisce agente, 12 punti di sutura

Carceri, San Gimignano: detenuto ferisce agente, 12 punti di sutura

Nel pomeriggio di ieri, un agente penitenziario del carcere di San Gimignano ha subito una aggressione da parte di un detenuto della struttura, riportando ferite e danni all’udito. Ha evitato conseguenze ben peggiori il tempestivo intervento dei poliziotti in servizio nel Reparto Media Sicurezza in soccorso dell’agente aggredito. L’ispettore è stato portato all’ospedale ‘Le Scotte’ di Siena.

“Nel pomeriggio” dentro il carcere di San Gimignano un recluso “ha aggredito alcuni poliziotti per futili motivi” quando “verso le 16.30-17 un detenuto tunisino della sezione media sicurezza ha lanciato dall’interno della sua cella un fornellino del gas che, per caso del tutto fortuito, attraversando lo spioncino del blindo ha colpito a un orecchio l’ispettore della sorveglianza generale”. Lo afferma in una nota il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, Donato Capece, ricostruendo l’aggressione, avvenuta ieri, a un ispettore dentro il carcere di San Gimignano.

“Il motivo del folle gesto – prosegue – risiede nella pretesa del ristretto di effettuare una telefonata non prevista, che peraltro gli era stata già negata la mattina. Il collega ha riportato una ferita all’orecchio con 12 punti di sutura”. Per Capece “i detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo” ed “è grave che la recrudescenza di eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici della polizia penitenziaria”.

Per la Fns Cisl di Siena “il vile gesto è ulteriore dimostrazione del grave contesto in cui quotidianamente operano donne e uomini della polizia penitenziaria” e “dell’immediata necessità di dare vita al nuovo progetto per la casa di reclusione di San Gimignano”. Si ricorda che la struttura di recente è balzata alle cronache recentemente per l’inchiesta sui presunti pestaggi ai detenuti e dove, da tempo, sono denunciate condizioni difficili di vivibilità.

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Ancora episodi di violenza nelle carceri Toscane

Ancora episodi di violenza nelle carceri Toscane

Nelle carceri Toscane si sono registrati nuovi episodi di violenza. Un detenuto si è scagliato contro un agente di polizia penitenziaria nel carcere di Massa, causandogli una lesione della cornea. Un altro episodio simile è avvenuto nell’istituto della Dogaia di Prato. Invece un altro detenuto, con problemi psichiatrici, ha appiccato il fuoco alla sua cella nel carcere di san Gimignano.

Nel pomeriggio di ieri, un detenuto si è scagliato con violenza contro un agente di polizia penitenziaria per motivi futili nel carcere di Massa. L’uomo infatti ha colpito un diversi pugni al volto il poliziotto che stava controllando il reparto. Alla vittima gli è stata diagnosticata una lesione cornea all’occhio e una prognosi di 10 giorni. L’episodio è stato reso noto da Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria).
Capece fa sapere che la situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. Sono stati resi noti i numeri degli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Ci sono state inoltre molte evasioni di cui 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati.
Un altro agente di polizia penitenziaria è stato invece aggredito da un detenuto all’interno istituto della Dogaia di Prato. Lo ha fatto sapere il vice segretario generale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) Giuseppe Proietti Consalvi. Il fatto si è verificato quando nella sezione detentiva stava passando l’infermiera per la somministrazione della terapia serale. Il detenuto stava infatti nel corridoio senza un giustificato motivo; quando l’agente ha invitato l’uomo a rientrare in cella oppure ad andare in saletta in socialità, egli si è innervosito colpendolo più volte. L’agente ha riportato diverse contusioni e una prognosi di dieci giorni. “Risulta di irrinunciabile urgenza l’adozione di idonei correttivi da parte del capo del Dap Francesco Basentini e del guardasigilli Afonso Bonafede atteso che quasi tutti gli istituti del distretto sono completamente abbandonati al loro destino nel più totale sfacelo”, commenta Proietti Consalvi.
L’ultima aggressione è avvenuta a San Gimignano. Un detenuto del reparto isolamento e con chiari problemi psichiatrici ha appiccato il fuoco alla propria cella. “Quanto accaduto è il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria. Quest’ultimo spesso è lasciato solo ad operare nelle sezioni e in assoluta ristrettezza di mezzi e di supporti anche con 100/150 detenuti alla volta e anche con detenuti di estrema pericolosità”, denuncia il vice segretario generale dell’Osapp.

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Carceri: detenuto a San Gimignano incendia cella

Carceri: detenuto a San Gimignano incendia cella

Un detenuto nel reparto di media sicurezza del carcere di Ranza a San Gimignano (Siena) ha incendiato ieri la propria cella con lo scopo di creare disordini all’interno del reparto.

E’ quanto denunciano le organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria (Cgil-Fp, Cisl-Fns, Cnpp, Sappe e Sinappe) spiegando, in una nota, che “il fumo acre in pochi secondi ha invaso l’intera sezione tanto che ne è stata necessaria l’evacuazione presso i passeggi e solo grazie al tempestivo intervento degli agenti in servizio con gli idranti e gli estintori si è evitato il peggio; per tale motivo un agente ha dovuto ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso”.

“Nello stesso momento nell’altra sezione sempre della media sicurezza 2 detenuti sono venuti alle mani tanto da generare una rissa ed anche lì pronto l’intervento degli agenti addetti che hanno evitato che la situazione degenerasse”, proseguono le sigle sindacali evidenziando “negli ultimi giorni ci sono stati ripetuti oltraggi e aggressioni nei confronti del personale con sputi e minacce verso la divisa”.

I sindacati parlano di “situazione incandescente dovuta anche alla mancanza di un dirigente e di un comandante di reparto in pianta stabile” e denunciano “il sovraffollamento del carcere e l’invio costante di detenuti problematici e psichiatrici allontanati per ordine e sicurezza da altri istituti da parte del provveditorato regionale che evidentemente considera l’istituto di Ranza come una discarica”. Le organizzazioni sindacali si riservano di organizzare a settembre proteste “in quanto stanchi della presa in giro di un amministrazione penitenziaria sorda”.

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Detenuto non rientra in carcere Siena, scatta evasione

Detenuto non rientra in carcere Siena, scatta evasione

Un dentenuto del carcere di Siena, dopo un permesso premio, non è rientrato nella struttura, “tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto” afferma Donato Capece.

Un detenuto nel carcere di Siena per una condanna definitiva per furto non è rientrato nell’istituto dopo un permesso premio. E’ quanto rende noto il sindacato di polizia penitenziaria Sappe spiegando, attraverso il segretario nazionale Donato Capece, che “tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto”.

Sono già in corso, prosegue Capece “le operazioni di polizia dei nostri agenti” finalizzate a catturare il detenuto che “beneficiava già dell’ammissione al lavoro art.21, che permette il lavoro all’esterno con pernottamento in istituto: usciva alle 8 e rientrava alle 21. Stamane alle 9, dopo 12 ore di non rientro programmata alle 21 di ieri, è scattato il reato di evasione”.

Il Sappe spiega che “nei primi sei mesi del 2018 si sono verificate 2 evasioni da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all’esterno, 7 da semilibertà e 17 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari: nel 2017 sono stati concessi 34.105 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 36, ossia lo 0,1%. Questo non deve perciò inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno o dei permessi ai detenuti”.

Al tempo stesso Capece evidenzia che “ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del corpo in servizio negli istituti penitenziari, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione. Ci aspettiamo provvedimenti concreti dal ministro della Giustizia Bonafede e dal capo dell’Amministrazione penitenziaria Basentini”.

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