I ‘Tool’ apriranno il Firenze Rocks giovedì 13 giugno

I ‘Tool’ apriranno il Firenze Rocks giovedì 13 giugno

Firenze Rocks continua a svelare gli headliner che saliranno sul palco della Visarno  Arena di Firenze il prossimo giugno.
Dopo Ed Sheeran (14 giugno) e The Cure (16 giugno) questa è la volta dei Tool, che si esibiranno nella prima giornata del festival ovvero giovedì 13 giugno.

I biglietti per la giornata di giovedì 13 giugno saranno disponibili in anteprima tramite APP ufficiale di Firenze Rocks a partire dalle ore 10.00 di giovedì 25 ottobre, mentre la messa in vendita generale partirà dalle ore 11.00 di venerdì 26 ottobre.

Originari di Los Angeles, i Tool sono formati dal batterista Danny Carey, il chitarrista Adam Jones, il vocalist Maynard James Keenan e il bassista Justin Chancellor. La band ha vinto tre Grammy Awards ha pubblicato 4 album che hanno raggiunto i vertici delle classifiche.
L’album di debutto, Undertow (1993), segna l’ingresso della band sulla scena alternative metal, il cui successo si consolida con il secondo disco, Ænima nel 1996. Il successo di pubblico e critica continua con i dischi Lateralus (2001) e 10,000 Days (2006).
I Tool si caratterizzano fin dall’inizio per la loro sperimentazione musicale, arti visive e un messaggio di costante evoluzione. Lo stile della band è unico e trascende i generi, mescolando progressive rock, psychedelic rock e art rock.

In scena dal 13 al 16 giugno 2019 alla Visarno Arena di Firenze, il festival, giunto alla sua terza edizione, si prepara a bissare il successo delle annate precedenti che hanno visto convogliare oltre 350.000 spettatori giunti da tutto il mondo e portato sul palco stelle del calibro di Guns ‘N’ Roses, Aerosmith, Eddie Vedder, Foo Fighters, Ozzy Osbourne, Iron Maiden e System of A Down.

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Complesso di Sant’Orsola: visite guidate gratuite alla scoperta di un luogo ricco di memoria

Ad ottobre si festeggia Sant’Orsola. La Città Metropolitana di Firenze, in occasione della ricorrenza e del prossimo via ai lavori di riqualificazione delle facciate e del tetto dell’ex convento nel quartiere di San Lorenzo, propone anche la possibilità di vedere lo storico edificio dal di dentro.

La storia di Sant’Orsola comincia nel 1309 grazie a quattro monache benedettine: Francisca, Cina, Ioanna, Caterina. Fondarono il convento che nel tempo, grazie a un lungo processo di acquisizioni ed ampliamenti, assunse alla fine del Cinquecento la consistenza attuale. Nel 1808 ne venne disposta la soppressione per ordine del governo francese: l’ultima messa fu celebrata il 13 ottobre 1810. Venne quindi trasformato in Manifattura Tabacchi fino al trasferimento delle attività nel complesso di piazza Puccini nel 1940. Le sue alterne vicende proseguirono nei decenni successivi, fino all’interruzione del cantiere che ne avrebbe dovuto sancire la trasformazione in caserma della Guardia di Finanza.

Divenuta nel 2007 proprietà dell’allora Provincia di Firenze (oggi Città Metropolitana), è stata oggetto di una campagna di scavo archeologico nei locali della prima chiesa: qui sono state rinvenute pavimentazioni, vani interrati, un altare e un certo numero di sepolture.

A partire dal 27 ottobre sarà possibile visitare eccezionalmente il complesso di Sant’Orsola grazie a un programma di visite guidate gratuite a cura di MUS.E. Il percorso, della durata di un’ora e un quarto, si snoderà lungo gli spazi che costeggiano i due cortili e il chiostro, nella sala della seconda chiesa e infine nell’area archeologica.

“Anche così – spiega Benedetta Albanese, consigliera della Città Metropolitana delegata al Patrimonio – intendiamo far conoscere ai fiorentini e non solo la storia e le fattezze dell’ex monastero benedettino, risalente al ‘300, che a breve sarà interessato a importanti lavori di riqualificazione delle facciate e del tetto per due milioni di euro a carico della Metrocittà”.

Saranno cinque le giornate dedicate alle visite di Sant’Orsola: il 27 e 28 ottobre, il 3, il 4 e l’11 novembre. Per ogni giornata sono previsti quattro cicli di visite: alle 10.30, 11.30, 14.30 e 15.30. Ad ogni visita potranno partecipare gruppi di massimo 25 persone.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione (MUS.E Firenze: 055.2768224 e 055.2768558, num. attivi tutti i giorni 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17, la domenica dalle 9.30 alle 12.30. Mail: info@muse.comune.fi.it)

Luogo di ritrovo per la visita: via Panicale, dieci minuti prima dell’orario di partenza. Al termine della guida, l’uscita sarà in via Sant’Orsola.

Per le foto scattate all’interno di Sant’Orsola, si può utilizzare anche l’hashtag #scoprisantorsola.

Video a cura di Florence TV

Firenze, Boboli: presentato progetto restauro Kaffehaus

Firenze, Boboli: presentato progetto restauro Kaffehaus

?Firenze – Al Giardino di Boboli hanno ripreso a zampillare le fontane di Ganimede e della Grotticina del Kaffeehaus, Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha infatti presentato alla stampa e tagliato il nastro inaugurale, delle due fontane restaurate.

Nell’occasione è stato presentato anche il progetto di restauro dell’intero Kaffeehaus, sempre in Boboli, il padiglione completato nel 1776 circa, su disegno di Zanobi del Rosso, l’architetto del Granduca Pietro Leopoldo, che quando i lavori, saranno finiti, tornerà ad essere un punto di sosta e ristoro, dal quale godere la vista del giardino, sullo sfondo di un panorama unico sulla città.

L’intervento ha riguardato il bacino, il fusto centrale, il plinto di base in pietra, il setto murario perimetrale di forma ovoidale e la soprastante cimasa in pietra della fontana di Ganimede, interessati dalle operazioni di pulitura e di protezione dei materiali lapidei. Inoltre è stato attuato il ripristino funzionale e impiantistico dell’apparato idraulico

È stata restaurata anche la Grotticella del Kaffeehaus: incassata al centro del muro di sostegno alle due rampe di scale “a tenaglia” che portano all’edificio, essa era stata concepita per infondere un senso di piacevole frescura prima di entrare nel padiglione. Dopo averla liberata dalla erbe infestanti è apparso evidente che nulla restava dell’antico impianto idrico che inumidiva le pareti. Sono state introdotte nuove tubazioni, opportunamente forate per ricreare una generosa e suggestiva gocciolatura sui massi. Anche la parte esterna della grotta è stata sottoposta a restauro: nel corso degli anni, infatti, le spugne erano state in gran parte sostituite da sassi, e gli schienali in cotto delle due sedute in pietra, riportavano scritte lasciate dai visitatori. Il tutto è stato ripulito, consolidato, e riportato a una situazione quanto più possibile simile a quella originaria.

Quando i lavori, che partiranno tra poco, saranno finiti il Kaffeehaus, a Boboli, tornerà ad essere un punto di sosta e ristoro dal quale godere la vista del giardino, sullo sfondo di un panorama unico sulla città. È stato messo a punto il progetto definitivo che riguarderà esterni ed interni, illuminazione, messa a norma degli impianti, e tutto il necessario perché questo gioiello architettonico, ispirato al barocchetto viennese e al gusto orientaleggiante in voga nella capitale asburgica da metà Settecento, recuperi la sua funzione originale di caffè elegante.

I lavori nel giardino che ammontano a circa 150mila euro, e il restauro architettonico che costa circa 600mila euro, sono stati resi possibili anche grazie ad una generosa donazione di 100mila euro da parte di un visitatore innamorato di questo gioiello settecentesco.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Eike Schmidt

 

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Vicofaro, vescovo Tardelli:” C’è qualcosa che mi inquieta e non mi piace”

Vicofaro, vescovo Tardelli:” C’è qualcosa che mi inquieta e non mi piace”

“Ci venga spiegato chi ha ordinato un’operazione del genere e per quale ragione”. Lo chiede il deputato Pd Susanna Cenni in merito al blitz delle forze dell’ordine nella parrocchia di Vicofaro a Pistoia.

Il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli “profondamente amareggiato” per quanto successo a Vicofaro, “e non per un motivo solo”, aggiunge spiegando di non essere stato avvertito come è normale che fosse. Per Tardelli, però, “è stato un punto che ha segnato il vertice di una escalation insopportabile. Invece di sciogliersi e trovare una soluzione accettabile, la vicenda di Vicofaro nel tempo è andata sempre più ingigantendosi, complicandosi, esacerbandosi”. ”

“Nel quartiere – osserva tardelli – qualcuno è giunto all’esasperazione”, e che “nel frattempo le posizioni si sono soltanto radicalizzate e politicizzate, tant’è che sembra di esser tornati al tempo dei Panciatichi e dei Cancellieri. Manca solo che ci si cominci ad accoltellare l’un l’altro”.
Per questo il vescovo, che invita anche don Biancalani ad abbassare i toni, si chiede se “non sarebbe meglio spegnere i riflettori su Vicofaro e cercare tutti, come già diceva il grande Papa S. Giovanni XXIII, ciò che ci unisce, piuttosto ciò che ci divide?” ”

“In tempi di schieramenti – aggiunge Tardelli – sempre più feroci, questa mia affermazione non andrà a genio a molti. Non importa perché non ho da piacere a nessuno. Sono del tutto convinto che la verità non stia mai tutta solamente da una parte e nessuno la possieda completamente. Ci sono sempre ragioni da una parte e dall’altra. Solo nell’ascolto reciproco – conlcude-, nell’attenzione all’altro, nel venirsi incontro si trova la soluzione ai problemi”

“Per quanto riguarda il centro di Don Biancalani – sottolinea Cenni- si sta lavorando su alcune irregolarità tecniche, riguardanti per lo più impiantistica delle cucine, che sono già state contestate mesi fa, mentre la regolarità delle presenze di immigrati è continuamente monitorata. Ci chiediamo allora chi ha chiesto un’operazione del genere mentre si stava svolgendo una cena di solidarietà con tanti cittadini e con alimenti tra l’altro portati da fuori”.

“In questi mesi nei confronti del centro e di Don Biancalani – aggiunge l’esponente Pd – si sono verificati atti intimidatori molto pesanti: dagli striscioni di Forza Nuova fino alle aggressioni verbali sui social, degni del peggiore squadrismo. Il tutto nei confronti di un sacerdote e di una comunità che in questi anni hanno, in più occasioni, dato un grande contributo nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo”.

“A Don Biancalani – conclude Cenni – esprimo nuovamente la mia solidarietà e la mia vicinanza e, come ho già fatto in passato, depositerò un’interrogazione anche su questa vicenda”.

“Tutta la mia solidarietà a Don Biancalani, colpevole di lavorare per l’integrazione. Ho depositato questa mattina un’interrogazione a Salvini, il quale dovrà rispondere del blitz avvenuto ieri sera in occasione di una pizzata organizzata nella parrocchia di Vicofaro. Un dispiegamento di forze dell’ordine che ha generato solo spavento nella popolazione visto che non è stata contestata alcuna violazione di legge”. Lo afferma il senatore Leu Francesco Laforgia.
“Ricordo a Salvini che la solidarietà e l’umanità non sono ancora reato – conclude Laforgia-. Se ne faccia una ragione”.

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Collisione navi: si conclude oggi recupero carburante

Collisione navi: si conclude oggi recupero carburante

Sono in corso e si concluderanno oggi le operazioni di svuotamento e recupero, dalla cassa danneggiata dalla collisione, del carburante ancora presente a bordo della nave Virginia.

 

Operazioni svolte da parte del rimorchiatore greco “AEGIS I”, che ha raggiunto nelle ore scorse l’area interessata dalla collisione avvenuta il 7 ottobre tra due mercantili al largo della Corsica.

Le operazioni di svuotamento del carburante sono state volute dal Ministero dell’Ambiente. Nel suo ruolo di focal point nazionale dell’Accordo RAMOGE, ha richiesto esplicitamente alla Prefettura Marittima francese, che ha coordinato gli interventi, di attuare prioritariamente questa misura. Lo scopo è di limitare l’inquinamento marino dovuto alla collisone delle navi mercantili.

Inoltre, quale garanzia ambientale, il Ministero ha richiesto che qualora vi fosse pericolo di ulteriori sversamenti, venga prescritto alla nave Virginia nel momento del trasferimento nel porto di destinazione, di uscire prima possibile dal Santuario dei Cetacei Pelagos e tenersi fuori dalla Zona di Protezione Ecologica italiana.

Nelle acque davanti l’Arcipelago toscano, sono ancora presenti mezzi della Guardia Costiera italiana e mezzi antinquinamento della flotta del Ministero dell’Ambiente, impegnati in attività di monitoraggio per prevenire ogni possibile danno.
“Il Ministero dell’Ambiente – afferma il ministro Sergio Costa – ha immediatamente risposto alla richiesta francese di aiuto, inviando quattro navi della flotta disinquinante nazionale che hanno recuperato circa 280 metri cubi di prodotto petrolifero”.

“Gli interventi tempestivi – aggiunge il ministro Costa – hanno fatto tesoro dell’esercitazione antinquinamento RAMOGEPol 2018 svoltasi meno di un mese fa nell’Arcipelago de La Maddalena. Il mio plauso, dunque, e il mio ringraziamento va sia al personale del mio Dicastero che alla Guardia Costiera. La cui professionalità ha permesso di lavorare in un clima di serena sinergia”.

“La tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino – dichiara il comandante generale della Guardia Costiera Giovanni Pettorino – rientra tra le attività principali che il Corpo svolge quotidianamente a favore della collettività. Soprattutto in termini di lotta all’inquinamento, di sicurezza della navigazione e dei traffici marittimi e di protezione delle specie marine e dell’habitat costiero”.

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