Calcio: giocatori Entella pronti a scioperare per gara contro il Pisa

Calcio: giocatori Entella pronti a scioperare per gara contro il Pisa

 “Sabato 3 e domenica 4 novembre tutte le gare dei club di Lega Pro sono regolarmente programmate. Per le squadre che non scenderanno in campo il giudice sportivo valuterà l’applicazione delle sanzioni previste dalle Noif e dal Codice di giustizia sportiva”. Lo afferma Il segretario generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, in relazione all’annuncio dello sciopero della Virtus Entella.

I giocatori dell’Entella sono pronti a scioperare e a non scendere in campo domenica nella sfida di Lega Pro con il Pisa a Chiavari. In un comunicato annunciano lo ‘stato di agitazione’, auspicando che la Lega Pro “posto il preavviso di sciopero, possa deliberare entro domani 3 novembre 2018 il rinvio della gara Virtus Entella-A.C. Pisa 1919, in modo così da evitare l’esercizio del diritto di sciopero che i calciatori sono costretti a preannunciare stante l’anomala situazione in cui loro malgrado sono costretti a lavorare”.

Il club aspetta la decisione definitiva del Tar prevista per il 6 novembre e aveva chiesto di non giocare col Pisa in attesa del pronunciamento. La Lega Pro aveva risposto di no. E oggi l’annuncio da parte dei giocatori che non intendono scendere in campo in una gara ufficiale.

I calciatori della formazione di Chiavari scrivono anche che “la situazione di incertezza nella quale si trova oggi la squadra, sospesa in un limbo surreale tra la serie C e la serie B, è divenuta oramai insostenibile, con gravi conseguenze di natura occupazionale. Ad oggi la misura è colma, non è possibile per i calciatori sostenere ulteriormente tale situazione di incertezza sportiva”.

Tutto era nato dalla decisione del tribunale federale che aveva inflitto al Cesena una penalizzazione di 15 punti da scontare nel campionato 2018-2019 per le plusvalenze fittizie.
Il Cesena, essendo fallito, non si era iscritto alla serie B e l’Entella aveva visto il riconoscimento del diritto di giocare in cadetteria dal Collegio di Garanzia del Coni trovando però l’opposizione di Figc e Lega di Serie B. Alle 17 ci sarà un incontro al Comunale di Chiavari tra i giocatori e il presidente dell’associazione italiana calciatori Damiano Tommasi.

“Per quale ragione non hanno indetto uno sciopero quando è stata assunta la decisione dalla Lega di Serie B di ridurre il format a 19? – chiede il presidente Francesco Ghirelli – E per quale ragione dei calciatori che hanno sottoscritto contratti per disputare il campionato di Serie C dovrebbero scioperare creando un danno ad una società modello come la Virtus Entella, che pur confermando la propria richiesta di partecipare alla Serie B, ha preso atto della programmazione della Lega organizzandosi per disputare la gara?”.

 

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Ciclismo: Museo Resistenza nega presentazione libro su Magni

Ciclismo: Museo Resistenza nega presentazione libro su Magni

Polemica a Prato,il Museo nega la presentazione del libro sul ciclista Magni in cui l’autore del volume “Il Leone delle Fiandre” parla di censura

Il museo della Deportazione e della Resistenza di Figline di Prato ha rifiutato di tenere nella sua sede la presentazione di un libro sul grande campione di ciclismo Fiorenzo Magni (1920-2012), il ‘Leone delle Fiandre’, il ‘terzo uomo’ fra Coppi e Bartali, scritto dal professor Walter Bernardi, il quale parla di “censura” e accusa il museo di voler calare il “silenzio assoluto” su Magni, che nel secondo conflitto mondiale mantenne simpatie per il fascismo.

La polemica emerge oggi dai quotidiani La Nazione e Il Tirreno nelle edizioni locali.
In un primo momento il cda del museo, in una seduta che aveva qualche assente, aveva dato l’approvazione ad ospitare l’incontro dedicato al volume ‘Il caso Fiorenzo Magni. L’uomo e il campione dell’Italia divisa’. Ma poi, riunendosi di nuovo in seduta plenaria, il consiglio del museo ha cambiato idea negando la presentazione del libro. L’iniziativa doveva rientrare tra gli eventi di una rassegna culturale di Prato in più sedi.

Secondo Bernardi è stata annullata dal museo “per ragioni, come dire, politiche per evitare polemiche, strumentalizzazioni, ma è un libro di storia, scritto da un professore universitario senza nessun filtro ideologico o politico, su documenti di archivio mai studiati prima”.
Tra i documenti anche quelli sulla battaglia di Valibona, lo scontro fra gruppi partigiani e bande fasciste e successivi fatti di sangue, per cui Magni nel Dopoguerra venne processato con l’accusa di avervi partecipato. Poi Magni venne assolto, anche grazie alla testimonianza dell’ex ct della Nazionale Alfredo Martini, che era stato partigiano, e che al processo lo difese e lo scagionò da accuse sanguinose.

“A Prato e Vaiano, in sedi istituzionali, si dice che di Magni non si doveva parlare – sostiene ancora Bernardi – A me sa molto di censura”.

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Ciclismo: Museo Resistenza nega presentazione libro su Magni

Ciclismo: Museo Resistenza nega presentazione libro su Magni

Polemica a Prato,il Museo nega la presentazione del libro sul ciclista Magni in cui l’autore del volume “Il Leone delle Fiandre” parla di censura

Il museo della Deportazione e della Resistenza di Figline di Prato ha rifiutato di tenere nella sua sede la presentazione di un libro sul grande campione di ciclismo Fiorenzo Magni (1920-2012), il ‘Leone delle Fiandre’, il ‘terzo uomo’ fra Coppi e Bartali, scritto dal professor Walter Bernardi, il quale parla di “censura” e accusa il museo di voler calare il “silenzio assoluto” su Magni, che nel secondo conflitto mondiale mantenne simpatie per il fascismo.

La polemica emerge oggi dai quotidiani La Nazione e Il Tirreno nelle edizioni locali.
In un primo momento il cda del museo, in una seduta che aveva qualche assente, aveva dato l’approvazione ad ospitare l’incontro dedicato al volume ‘Il caso Fiorenzo Magni. L’uomo e il campione dell’Italia divisa’. Ma poi, riunendosi di nuovo in seduta plenaria, il consiglio del museo ha cambiato idea negando la presentazione del libro. L’iniziativa doveva rientrare tra gli eventi di una rassegna culturale di Prato in più sedi.

Secondo Bernardi è stata annullata dal museo “per ragioni, come dire, politiche per evitare polemiche, strumentalizzazioni, ma è un libro di storia, scritto da un professore universitario senza nessun filtro ideologico o politico, su documenti di archivio mai studiati prima”.
Tra i documenti anche quelli sulla battaglia di Valibona, lo scontro fra gruppi partigiani e bande fasciste e successivi fatti di sangue, per cui Magni nel Dopoguerra venne processato con l’accusa di avervi partecipato. Poi Magni venne assolto, anche grazie alla testimonianza dell’ex ct della Nazionale Alfredo Martini, che era stato partigiano, e che al processo lo difese e lo scagionò da accuse sanguinose.

“A Prato e Vaiano, in sedi istituzionali, si dice che di Magni non si doveva parlare – sostiene ancora Bernardi – A me sa molto di censura”.

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