La ‘cultura’ dello stupro nel calcio: il nuovo libro di Pippo Russo

La ‘cultura’ dello stupro nel calcio: il nuovo libro di Pippo Russo

A partire dall’indagine del caso Evans, giovane promessa dello Sheffield United  condannato  e poi assolto per stupro,  Pippo Russo ci accompagna in un viaggio nei legami tra calcio e rape culture. ASCOLTA L’INTERVISTA

Aprile 2012: Ched Evans, giovane stella nascente del calcio inglese, viene condannato a cinque anni di reclusione per lo stupro di una diciannovenne. Il centravanti dello Sheffield United sconta due anni e mezzo di carcere, salvo poi ottenere la cancellazione della pena dopo la revisione del processo. Quello di Ched Evans è un caso particolarmente controverso, sia in termini giuridici sia sociologici: pone diverse questioni delicate, dal carattere classista della giustizia ai meccanismi della tutela garantita alle vittime di stupro, fino al ruolo dei social media nella creazione del clima intorno a una vicenda giudiziaria.

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A partire dall’indagine del caso Evans, giovane promessa dello Sheffield United  condannato  e poi assolto per stupro,  Pippo Russo ci accompagna in un viaggio nei legami tra calcio e rape culture. ASCOLTA L’INTERVISTA

Aprile 2012: Ched Evans, giovane stella nascente del calcio inglese, viene condannato a cinque anni di reclusione per lo stupro di una diciannovenne. Il centravanti dello Sheffield United sconta due anni e mezzo di carcere, salvo poi ottenere la cancellazione della pena dopo la revisione del processo. Quello di Ched Evans è un caso particolarmente controverso, sia in termini giuridici sia sociologici: pone diverse questioni delicate, dal carattere classista della giustizia ai meccanismi della tutela garantita alle vittime di stupro, fino al ruolo dei social media nella creazione del clima intorno a una vicenda giudiziaria.

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Nardella: “Anche io ho fatto il mio piccolo striscione #IostoconRocco”

Nardella: “Anche io ho fatto il mio piccolo striscione #IostoconRocco”

🔈Firenze, il sindaco Dario Nardella, nel corso di una conferenza stampa sul tema dello stadio a Palazzo Vecchio, ha mostrato uno striscione con scritto #iostoconRocco, rilanciando la frase dei tifosi, apparsa qualche giorno su striscioni appesi in diverse parti della città.

Nardella ha ribadito inoltre il rapporto di stima e collaborazione con il presidente della Fiorentina, “Il rispetto, la collaborazione, l’ammirazione verso Commisso, la sua famiglia, i suoi collaboratori, sono gli stessi del primo giorno – ha detto – Anzi, sono ancora più grandi così come il mio desiderio di lavorare per il bene di Firenze e della Fiorentina”.

“Non sono né irritato, né geloso, né invidioso di altre decisioni che possono essere prese in altri Comuni, fuori da Firenze – ha continuato il sindaco Nardella riferendosi alle ipotesi avanzate da altri Comuni (Campi Bisenzio su tutti) di costruire altrove il nuovo impianto della Fiorentina – anzi ho il massimo rispetto perché la proprietà è libera di fare le proprie scelte, di esprimere le proprie intenzioni e presentare progetti”.

“Aspetto a braccia aperte Commisso – ha continuato – e non vedo l’ora di salutarlo. La vicenda della Mercafir, e lo dico con grande serenità, è andata. Siamo ora impegnati più che mai per una riqualificazione complessiva della cittadella di Campo di Marte, dello stadio Franchi perché è lì la storia di Firenze. Sono prontissimo a rivedere la Fiorentina e la proprietà e di farlo insieme ai tifosi, se necessario. Alla fine quello che conta per me è il bene di Firenze, della Fiorentina”.

Nardella ha poi precisato di voler andare “avanti ad oltranza sul tema del Franchi e di Campo di Marte che era già un obiettivo nel mio programma di mandato e lo farò verso la Soprintendenza, verso il ministero dei Beni e delle attività culturali, verso il Governo e il Parlamento perché nessuno si può prendere la responsabilità di lasciare abbandonato uno stadio che è il monumento alla storia del calcio e dello sport. Non abbiamo un monumento da guardare e conservare e basta, abbiamo un luogo vivo da fruire, dove per anni si sono giocate partite di calcio e altre discipline sportive. Il Franchi è pensato per giocare a pallone, non per tenerlo chiuso, da guardare e ammirare soltanto”.

Sentiamo il Sindaco Nardella nel servizio di Gimmy Tranquillo:

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