“Italia Viva lavora col PD per rafforzare il centrosinistra”

“Italia Viva lavora col PD per rafforzare il centrosinistra”

Intervista con Stefano Scaramelli, ex Pd e ora capogruppo Iv in Consiglio regionale, presentando oggi il nuovo gruppo consiliare di Italia Viva formato insieme all’ex Dem Elisabetta Meucci.

“Vogliamo dimostrare ai cittadini della Toscana che ognuno, con le proprie iniziative, può dare un contributo importante anche negli ultimi sei mesi del governo della Regione e creare le condizioni, avendo governato insieme, per arrivare alle prossime elezioni regionali. Pronti a vincere con una coalizione ampia in grado di battere la destra più pericolosa mai vista in questa regione”.

Per Scaramelli “è opportuno allargare il campo del centrosinistra, dimostrare che si può governare insieme in termini di un centrosinistra plurale che mette insieme Pd, Iv e Leu”. “Nasce oggi la coalizione politica e questo diventa un modello non solo per la Toscana, ma per l’Italia. Si è capito  – continua – che la coalizione deve essere prima sperimentata nel governo di una Regione”. Su eventuali altre adesioni a Italia Viva, Scaramelli ha detto di aspettarsi altre persone.
“Quello che conta oggi è fare una coalizione, lavorare insieme su quegli obiettivi che vengono da lontano, dai quattro anni di legislatura. Per quanto mi riguarda porterò avanti tutti i progetti già iniziati con il Pd, ma in questi sei mesi si possono portare avanti anche idee nuove”, ha aggiunto Meucci.

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Cyberbullismo, Toscana: da Pd proposta legge per prevenzione

Cyberbullismo, Toscana: da Pd proposta legge per prevenzione

Una proposta di legge per contrastare bullismo e cyberbullismo con azioni di prevenzione e sensibilizzazione: a presentarla i consiglieri regionali del Pd Ilaria Giovannetti, prima firmataria, e Stefano Scaramelli, presidente della commissione sanità insieme all’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli.

Il testo, che dovrebbe andare in commissione sanità il 30 ottobre, prevede che la Regione finanzi interventi rivolti alle scuole, ai luoghi di aggregazione giovanile, anche di ambito sportivo, volti alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione e di informazione rivolte agli studenti e alle loro famiglie; all’organizzazione di corsi di formazione rivolti a gruppi di studenti finalizzati alla creazione di occasioni di ascolto e confronto e programmi di formazione per il personale scolastico ed educativo. La proposta di legge prevede anche l’istituzione di un ‘Comitato regionale per la lotta al bullismo e al cyberbullismo’, con funzioni propositive nei confronti della giunta toscana.

“Questa proposta – ha spiegato Ilaria Giovannetti – nasce proprio dai giovani che, attraverso il Parlamento regionale degli studenti ci hanno posto qualche tempo fa il problema di arrivare a una normativa toscana. L’aspetto più importante – ha aggiunto Giovannetti – è forse quello dell’istituzione del Comitato che assumerà il compito di elaborare progetti e coordinare le azioni”. Per Scaramelli “la sfida è essenzialmente di carattere culturale. Vuol dire aprire una breccia dentro un tema che molte volte non si vuole affrontare, e farlo con una legge in una regione come questa è importante”. Bugli ha ricordato che “la Regione Toscana ha già proprie azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Ma non vi è dubbio che il fenomeno ha assunto una tale dimensione che vi è il bisogno di dotarci di una norma a livello regionale”.

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Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

“Un atto che riguarda la persona e la sua dignità e che rimarca i diritti inviolabili dell’essere umano, soprattutto di chi ha estremo bisogno”. Così il presidente della commissione regionale Sanità, Stefano Scaramelli (Pd) ha sintetizzato in Aula il cuore della proposta di legge regionale “Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana”. In aula Lega con magliette ‘prima i toscani’.

La proposta di legge illustrata che modifica la normativa regionale già in vigore per l’accoglienza, l’integrazione e la cura dei cittadini stranieri in Toscana riguarda, come riporta Scaramelli: “6mila 700 persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 3mila che potrebbero essere coinvolte dall’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario”.

L’atto, presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto sicurezza dell’ottobre 2018, ha l’obiettivo di garantire i bisogni essenziali delle persone, fornendo a tutti tutela sanitaria, alimentazione e ricovero. Anche nel caso di coloro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto del governo nazionale, rischiano di rimanere senza assistenza, cercando di colmare il vuoto tra la perdita di status di cittadini stranieri e l’effettivo rimpatrio.

“Un lavoro attento e puntuale” – ha detto Scaramelli – ringraziando la Giunta regionale “per il percorso di condivisione e di ascolto con i soggetti del terzo settore, del mondo no-profit” che ci “ha visto fare un ragionamento preciso sullo stato dell’immigrazione anche rispetto al bisogno delle persone in quanto tali”.

L’obiettivo è rendere possibile quella rete di interventi, già attivi in Toscana, che a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza andrebbe incontro al rischio di violazione di norme. In particolare, si vuole garantire alle persone prive del permesso di soggiorno, ma che dimorano nella nostra regione, l’accesso alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche di carattere continuativo; le prestazioni socio-assistenziali, compreso l’accesso a sistemazioni temporanee di accoglienza; per i minori, l’accesso all’istruzione obbligatoria e ai servizi per l’infanzia.

“Con questo provvedimento la Toscana vuole garantire a tutti – ha commentato Scaramelli – i diritti fondamentali, senza strumentalizzazioni, e vuole mettere in grado i Comuni e il terzo settore di agire in questo senso”. Scaramelli ha poi ricordato alcuni numeri “sono 6mila 700 le persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e l’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario ne coinvolgerà circa 3mila che potrebbero trovarsi da un giorno all’altro fuori regola rispetto alle norme nazionali. È per tutelare tutti i cittadini toscani che dobbiamo assistere anche quelle 3mila persone presenti sul nostro territorio, generando sicurezza sanitaria, sociale, assistenziale”.

“Con questa norma – conclude Scaramelli – la Toscana non vuole sfidare il Governo, ma lavorarci insieme e ribadisce la sua tradizione di terra di inclusione e di aiuto verso l’altro con la consapevolezza che l’altro non è mai un’insidia o un problema ma una persona che va aiutata e questo è un dovere istituzionale”.

Sei consiglieri regionali toscani della Lega si sono presentati stamani nell’aula dell’Assemblea regionale indossando magliette con la scritta ‘prima i Toscani’. Sono Roberto Salvini, Jacopo Alberti, Luciana Bartolini, Roberto Biasci, Marco Casucci e Elisa Montemagni.
L’atto, contestato dai consiglieri della Lega e discusso in Aula oggi, è stato presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto Sicurezza voluto del ministro Matteo Salvini.

consiglieri lega
Foto tratta da Facebook

I consiglieri della Lega che protestano oggi, già in commissione avevano espresso voto contrario. Con riferimento alla stessa pdl, ieri i consiglieri di Fi Maurizio Marchetti e Marco Stella hanno presentato un ordine del giorno collegato per chiedere alla Giunta di ‘predisporre e sottoporre al Consiglio regionale entro il termine di 30 giorni una proposta di legge che attribuisca ai cittadini toscani pari garanzie di accesso a servizi e prestazioni rispetto a quelle assicurate alla platea di stranieri presenti nel territorio toscano’

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Agricoltura, Toscana: prodotto ‘fatto in casa’, c’è il regolamento

Agricoltura, Toscana: prodotto ‘fatto in casa’, c’è il regolamento

Via libera al regolamento di attuazione della legge toscana, la 12 del 2018, che detta disposizioni per la lavorazione, la trasformazione, il confezionamento e la vendita di prodotti agricoli ‘fatti in casa’ all’interno delle imprese agricole, anche di piccole dimensioni, o in maniera ambulante. La commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), si è espressa a favore del regolamento con la sola astensione del Gruppo misto.

La commissione ha chiesto una modifica del testo con alcuni emendamenti, al fine di eliminare possibili rilievi di natura tecnica. La novità del regolamento, come hanno spiegato gli addetti ai lavori della Giunta illustrando il testo in commissione, e come ha sottolineato dallo stesso Scaramelli, consiste nel fatto che si consentono le attività di trasformazione presso le aziende agricole, anche sfruttando la casa dell’agricoltore, o su strutture mobili tipo street-food.

Marmellate, salumi, legumi, miele, vino, carni, solo per citare alcuni prodotti, in Toscana potranno essere trasformati e venduti anche dal piccolo imprenditore agricolo in casa o in maniera ambulante. Questo “per portare un valore aggiunto a sostegno del bilancio delle imprese agricole – è stato sottolineato -, contribuire al mantenimento delle aree territoriali marginali e, soprattutto, garantire produzioni tradizionali locali altrimenti destinate a scomparire”.

Il regolamento adotta il criterio secondo il quale è possibile operare anche in ambienti e contesti non particolarmente dotati dal punto di vista strutturale e impiantistico, purché si adottino buone pratiche di lavorazione e igieniche e tutte le procedure necessarie a evitare pericoli di contaminazioni.

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Donazione organi, raddoppia il sì dei toscani. Scaramelli: “Risultato che ci spinge ad andare avanti”

Donazione organi, raddoppia il sì dei toscani. Scaramelli: “Risultato che ci spinge ad andare avanti”

Continua a crescere il sì alla donazione di organi e tessuti. La Toscana con l’88,9% delle dichiarazioni rilasciate alla Asl e il 79,1% ai Comuni è fra le prime regioni d’Italia. In termini assoluti, ad oggi, oltre 223 mila cittadini toscani hanno espresso la volontà di donare organi e tessuti grazie al progetto “Una scelta in Comune” e 5.931 attraverso gli atti olografi di AIDO.

In Toscana la seconda provincia, dopo Prato, è Siena con l’82,3% pari a 31.885 consensi, terza Firenze con l’81.5% pari a 61.190 dichiarazioni di assenso registrate a oggi presso i Comuni della provincia.

“Un bel risultato che deve spingere – commenta Stefano Scaramelli, presidente Commissione sanità e politiche sociali – ad andare avanti. Tra le prime azioni in Consiglio regionale avevo promosso l’estensione a tutte le province della Toscana del modello Siena che, quando ero sindaco di Chiusi, avevo iniziato ad intraprendere come Comune capofila per allargare sul territorio il protocollo d’intesa. La sfida era portare tutte le amministrazioni comunali a consentire ai cittadini di esprimere in modo facile la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. A marzo 2016 eravamo riusciti ad arrivare all’adesione del 100 per cento delle amministrazioni comunali della provincia di Siena e oggi possiamo dire di aver visto il coinvolgimento di tutti i territori della Regione tanto che il primo posto va alla provincia di Prato che si attesta di dieci punti percentuali sopra la media regionale con il 90%, ovvero 22.096 consensi. Un lavoro che premia l’impegno condiviso di tutto il Partito Democratico che ha visto negli anni una crescita continua e costante. Il ruolo delle anagrafi comunali, al pari di quello delle Asl e di Aido, in questo percorso è fondamentale. Il progetto, infatti, era iniziato partendo da un concetto chiaro e semplice: per salvare una vita non servono superpoteri, basta una firma. Oggi continua a valere lo stesso principio, perché la scelta di donare è un diritto e una scelta di civiltà, informare i cittadini sulla possibilità di farlo è un dovere della pubblica amministrazione di cui la politica si è fatta carico”.

“La Toscana è generosa anche nel contribuire a salvare le vite con un gesto apparentemente semplice come questo – conclude Scaramelli – otto toscani su dieci, infatti, sono a favore della donazione di organi e tessuti. Per aumentare la consapevolezza dell’importanza di esprimersi sulla donazione e sull’attività di trapianto dobbiamo continuare ad informare e sensibilizzare i cittadini ad esprimere la propria volontà sulla donazione nelle diverse modalità previste, in particolare con la registrazione negli uffici anagrafe al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità o con una semplice dichiarazione datata e firmata da conservare tra i documenti personali”.

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