TAV Firenze, analisi costi-benefici promuove sottoattarversamento

TAV Firenze,  analisi costi-benefici promuove sottoattarversamento

“I costi di investimento finanziari del sottoattraversamento Av di Firenze ammontano a 1,6 miliardi di euro di cui circa metà sono stati spesi per lavori già realizzati: ma dato che parte delle opere aggiuntive, fra cui la tramvia, ha benefici propri non considerati nella valutazione, è più corretto usare il valore di 1,439 miliardi”. E’ quanto scritto nelle conclusioni dell’analisi costi-benefici stilata dal gruppo di lavoro coordinato dal professor Marco Ponti, e pubblicata sul sito del ministero delle Infrastrutture.

“Il progetto di sottoattraversamento dell’Av di Firenze risulta vantaggioso perché, nonostante i gravi aumenti di costo generalizzato che determinerà per i passeggeri verso Firenze e la Toscana, riduce il tempo di viaggio di una rilevante quantità di domanda sulle relazioni nord-sud”. Lo si legge nelle conclusioni dell’analisi costi-benefici pubblicata sul sito del ministero delle Infrastrutture. Tuttavia, si legge, “non sono state qui valutate alternative” al progetto “e dunque il giudizio positivo sull’opera non può essere assoluto”. La stazione Circondaria per i treni regionali o un people mover “sono necessari per mitigare parzialmente l’effetto negativo sui viaggiatori toscani che consisterà anche in una perdita netta di viaggiatori. Al contrario lo spostamento solo parziale da Smn a Belfiore mitiga l’effetto negativo per i fiorentini, non necessariamente per i toscani ma perde molti dei benefici riconducibili alle altre due componenti di domanda: i passanti Av e soprattutto gli utenti del servizio regionale/metropolitano”.

Secondo l’analisi, commissionata e conclusa durante il mandato dell’ex ministro Danilo Toninelli, e stilata dal gruppo di lavoro coordinato dal professor Marco Ponti, “relativamente alle alternative che si sarebbero potute considerare, dato per assunto che Firenze perde di accessibilità, opzioni più dirette e dunque anche più veloci, con fermata a Campo di Marte o a monte di Rifredi avrebbero probabilmente dato risultati migliori”.
Secondo il gruppo di Ponte, infatti, “la scelta di seguire sotto terra la cintura ferroviaria ha introdotto vincoli al progetto e per contro non sembra averne minimizzato i disagi per i ‘fiorentini’. I costi esterni in fase di costruzione non sono inclusi, per mancanza di informazioni per la loro monetizzazione, ma soprattutto considerando i sunk costs si può affermare che non dovrebbero essere tali da modificare il risultato. Dovrebbero superare le centinaia di milioni di euro per cambiare segno al progetto”.
In termini di solidità del risultato, tra le variabili più critiche ci sono il costo di investimento e l’effettivo guadagno di tempo per gli utenti Av passanti. Tali variabili, secondo il gruppo di Ponti, sono meno rilevanti negli scenari migliori presi in esame, “in particolare – si legge – quelli con people mover e/o stazione Circondaria, che possono dunque essere considerati anche elementi di riduzione del rischio di insuccesso del progetto”.

“Tra i costi nominalmente del Sottoattraversamento Av – si legge – sono compresi anche rilevanti importi relativi ad accordi e compensazioni. Tra questi vi sono compensazioni monetarie vere e proprie (cioè soldi versati ad enti locali che li spenderanno coerentemente con le loro scelte di bilancio) o opere di mitigazione come le barriere anti-rumore: queste voci sono certamente un costo di realizzazione. Tuttavia, vi sono anche compensazioni con benefici trasportistici ‘propri’, indipendenti dall’opera stessa, come la tramvia”.

 

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Mobilitazione permanente di Fridays For Future contro Grandi Opere

Mobilitazione permanente di Fridays For Future contro Grandi Opere

“Da oggi, 21 Ottobre, dichiariamo ufficialmente lo stato di mobilitazione permanente”. Comincia con questa frase il comunicato rilasciato da Fridays For Future Firenze dove annunciano il loro impegno contro le Grandi Opere.

Fridays For Future Firenze avverte di essere “nuovamente pronte e pronti a riempire le piazze e a far sentire la nostra voce: ogni venerdì sciopereremo per il clima davanti ad una scuola diversa e organizzeremo altre iniziative per approfondire e mettere in vista le cause della grave crisi ecologica che stiamo vivendo”. La prima settimana di mobilitazione permanente “sarà dedicata al tema della grandi opere inutili e dannose per il nostro territorio” e venerdì 25 Ottobre saranno organizzate due iniziative per affrontare questa tematica:

– Lo School Strike all’Istituto Machiavelli-Capponi: le studentesse e gli studenti di questa scuola saranno invitati a non entrare in classe e ad affollare la piazza per “far sentire la nostra voce e per parlare di cambiamenti climatici e del legame della lotta per il clima con la lotta contro le grandi opere”.

– Presidio all’aeroporto di Peretola: dalle 16.30 Fridays For Future Firenze sarà “all’aeroporto per ribadire forte e chiaro che non vogliamo l’ampliamento di Peretola, vogliamo che quei soldi siano investiti per una mobilità più sostenibile”.

“Siamo in stato di emergenza climatica – continua il comunicato – e finalmente ciò è stato dichiarato anche dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana”. Per questo Fridays For Future Firenze chiede ai decisori politici locali di dimostrare “che queste dichiarazioni non sono simboliche, ma che vi rendete conto di quanto sia grave il problema. Dimostrateci che le vostre parole di supporto non sono vuote. Se davvero avete capito che siamo in stato di emergenza climatica, non aumentiamo l’emergenza: mettete da parte i progetti climalteranti e dannosi per il nostro territorio e iniziate a trovare il coraggio di mettere in atto i cambiamenti radicali necessari a garantirci un futuro”.

“Non siamo più disposti – recita il comunicato – ad accettare compromessi, ogni scelta politica che riguarda il nostro territorio, deve prima di tutto prendere in considerazione le ripercussioni sull’ambiente e sul cambiamento climatico, mettendo da parte gli interessi economici di pochi. Se si mettesse al primo posto questo tipo di valutazione, sarebbe molto più evidente che le grandi opere che le amministrazioni locali continuano a portare avanti, sono tutt’altro che prioritarie e ‘sostenibili’.”

In merito all’aeroporto di Peretola “il report dell’IPCC del 2018 nella sezione dei trasporti dice chiaramente che per ridurre le emissioni di gas serra il trasporto aereo dovrà essere ridotto drasticamente, in quanto una delle prime cause dell’inquinamento atmosferico”, perciò il movimento ecologista sostitene che “la nuova pista non solo aumenterebbe la produzione di emissioni inquinanti, ma aumenterebbe il rischio idrogeologico e comporterebbe l’eliminazione del Parco della Piana, proprio quel genere di bene naturale che andrebbe invece tutelato”.

Fridays For Future Firenze affronta anche il tema della TAV: “questa grande opera, i cui cantieri hanno già devastato il nostro territorio con enormi perforazioni, porterà, con l’avanzamento dei lavori ad una massiccia cementificazione, andando ulteriormente ad alterare il paesaggio e ridurre gli spazi verdi. Inoltre, la stessa produzione del cemento, contribuisce per l’8% delle emissioni globali di anidride carbonica”.

In sostanza, quello che la frangia fiorentina del movimento in difesa dell’ambiente di scala mondiale “è un cambio paradigma. Vogliamo che si lavori per promuovere una mobilità pubblica gratuita, ecologica e di piccola scala, che rafforzi le infrastrutture già esistenti e disincentivi l’utilizzo di massa delle autovetture”.

Il comunicato invita, inoltre, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi di archiviare il progetto dell’inceneritore a Sesto Fiorentino, in quanto “gli inceneritori non sono una risposta al problema dei rifiuti, anzi ne creano di ulteriori: inquinamento atmosferico, deturpazione del paesaggio naturale e rischi per la salute di chi vive nelle zone limitrofe (con l’emissione di diossine, che finiscono nell’aria, nei terreni e nelle acque). Crediamo che anche in questo ambito si debba avviare un cambiamento reale di paradigma. L’amministrazione deve iniziare a lavorare in primis per ridurre la produzione di rifiuti sul suo territorio ed investire le sue risorse per una gestione realmente circolare ed ecologica dei rifiuti. Mettere in funzione un inceneritore significa bypassare il problema, senza andare realmente ad affrontarlo. Nel contesto di crisi ecologica in cui ci troviamo, ci sembra assurdo che si pensi ancora di costruire inceneritori invece di promuovere una raccolta che punti al 100% sul riciclaggio”.

Nel comunicato viene affermato che la creazione di posti di lavoro, come conseguenza della realizzazione delle Grandi Opere, sia solo una scusa e perciò i militanti ecologisti ritengono inaccettabile “questa retorica come lasciapassare per la realizzazione di opere nocive. Siamo stanchi di vedere chi ci sta intorno dover scegliere tra lavoro e ambiente e tra lavoro e salute”. E’ un ricatto inaccettabile. Vorremmo che, se davvero si avesse a cuore il problema del lavoro, ci si adoperasse per creare occupazione proprio nella transizione ecologica, che garantirebbe impieghi a lungo termine, e non continuando con la promozione di grandi opere, che invece creano posti di lavoro solo temporaneamente”.

“Sui territori e sulla natura – conclude il comunicato -, che è di tutte e di tutti, oltre che di tutte le altre specie, devono decidere le comunità locali. Non ci possono essere in nessun caso decisioni imposte, soprattutto se si tratta di opere dannose”.

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Fit-Cils Toscana: “bisogna portare la tramvia all’Osmannoro!”

Fit-Cils Toscana: “bisogna portare la tramvia all’Osmannoro!”

“Per sciogliere il nodo del traffico che soffoca Osmannoro la soluzione c’è e si chiama tramvia. Non si può escludere uno dei più importanti poli manifatturieri della Toscana dal progetto che sta rivoluzionando la mobilità a Firenze. Le soluzioni tecniche esistono, basta avere la volontà politica”. A dirlo è il segretario generale della Fit-Cisl Toscana Stefano Boni.

Il segretario rilancia sull’esigenza di migliorare i collegamenti pubblici con l’area al confine tra i comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio e insieme al segretario generale aggiunto della Cisl Toscana, Ciro Recce, chiede di completare il tunnel dell’alta velocità e il collegamento veloce della stazione Foster con Santa Maria Novella.

Boni, dopo aver ricordato che in questi giorni si sta definendo il tracciato e i finanziamenti delle linee 2 e 4 della tramvia, sottolinea come nel progetto continua a non trovare spazio Osmannoro: “un polo manifatturiero dove ogni giorno si riversano migliaia di persone, da mezza Toscana che non è servito da un servizio pubblico efficiente e puntuale, né dalla stazione di Santa Maria Novella, né da Rifredi, né da Sesto Fiorentino, costringendo i lavoratori e quanti devono raggiungere l’area ad arrangiarsi, ovvero ad utilizzare l’auto”. Per il segretario Fit, invece, ci sono tre possibili soluzioni: due con la linea 4 della tramvia, e una con la linea 2. “Ora o mai più! – dice Boni – Bisogna portare la tramvia all’Osmannoro”.

Per Recce, inoltre, “per completare e integrare al meglio il servizio pubblico crediamo che sia necessario ripartire con i lavori della Tav e realizzare il tunnel fra Campo Marte e Castello e la stazione Foster. Abbiamo bisogno di più binari per risolvere il congestionamento del nodo ferroviario di Firenze e rendere un servizio efficiente e puntuale sia ai pendolari toscani che a quelli dell’AV”, anche attraverso “un collegamento veloce fra la stazione Foster e Santa Maria Novella, attraverso un tapis roulant sotterraneo”.

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Tav Firenze, Nardella: “Governo non pensi solo a Piemonte”

Tav Firenze, Nardella: “Governo non pensi solo a Piemonte”

Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha detto riguardo alla Tav fiorentina che “è uno scandalo vedere un cantiere abbandonato per il quale sono già stati spesi 700 milioni, tonnellate di cemento armato, operai mandati a casa, aziende in fallimento con il Governo silente”.

Il Governo sta “decidendo della Tav del Piemonte, che spero si faccia” ma pensi “anche a Firenze invece di trascurarla e abbandonarla a se stessa. Questo non ce lo meritiamo e non permetteremo che avvenga”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo oggi a margine di un evento.

“E’ uno scandalo vedere un cantiere abbandonato – ha aggiunto Nardella – per il quale sono già stati spesi 700 milioni, tonnellate di cemento armato, operai mandati a casa, aziende in fallimento con il Governo silente, che non dice niente. Noi abbiamo un’emergenza a Firenze, che è quella di finire certe opere che sono state lasciate a metà sulle quali il governo non ha avuto il coraggio di dare una parola definitiva e positiva”. Nardella già questa mattina, nel corso della trasmissione ‘L’aria che tira’ su La7, era tornato sull’argomento parlando con Marco Ponti, autore dello studio costi-benefici sulla Tav con cui ha avuto un botta e risposta. Ponti ha affermato che “le grandi opere pubbliche e il cemento hanno un moltiplicatore occupazionale bassissimo rispetto ad altri tipi di spesa pubblica”, “il cemento è un gelato al veleno”. Nardella ha replicato: “Io faccio il sindaco – ha detto -. Lo venga a dire agli operai che vanno a casa, con le lacrime agli occhi, del moltiplicatore occupazionale. C’è gente che perde il lavoro”, e si parla “del moltiplicatore occupazionale”.

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Rossi: bene Zingaretti apertamente a favore Tav

Rossi: bene Zingaretti apertamente a favore Tav

“A proposito di sviluppo ecosostenibile, ha fatto bene Zingaretti a schierarsi apertamente a favore della Tav”: gli “scriverò per chiedergli un impegno serio” anche sulle opere che sono “temi decisivi per il futuro della Toscana”.

Così su Fb il governatore della Toscana Enrico Rossi. In merito alla Tav, Rossi spiega che “spostare su ferro il traffico delle auto e dei camion significa inquinare di meno, significa, nel caso della Tav, completare un corridoio europeo di commerci e di relazioni, significa fare investimenti che creano occupazione e accrescono la produttività”.
“Anche in Toscana – aggiunge poi – abbiamo troppe opere pubbliche bloccate a causa dell’inerzia, della confusione e delle divisioni del governo giallobruno della Lega e del M5stelle. Sono opere di adeguamento, messa in sicurezza, modernizzazione senza le quali la Regione resta tagliata fuori dai flussi economici e di relazioni in Italia e nel mondo. L’elenco è lungo: Tirrenica, terze corsie autostradali, sottoattraversamento ferroviario di Firenze, aeroporti e porti della Toscana. Inoltre, l’attivazione di questi interventi, già finanziati, creerebbe migliaia di posti di lavoro, ancor più necessari in questo periodo di recessione”.

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