Chiusa inchiesta bancarotta genitori Renzi, 19 indagati

Chiusa inchiesta bancarotta genitori Renzi, 19 indagati

La procura di Firenze ha chiuso le indagini per bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture false in cui sono stati indagati anche Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, insieme a imprenditori e amministratori delle cooperative Delivery Service Italia, Europe Service e Marmodiv. Per questa inchiesta, che conta 19 indagati, Tiziano Renzi e Laura Bovoli il febbraio scorso vennero arrestati e per un periodo stettero ai domiciliari.

La procura di Firenze sta notificando in queste ore l’avviso di conclusione delle indagini agli indagati, che hanno la facoltà di chiedere di farsi interrogare dai pm, dopodiché, nel giro di alcune settimane la procura di Firenze potrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio. Tra i 19 indagati figura anche l’imprenditore ligure Mariano Massone che, sempre a febbraio, fu arrestato anche lui ai domiciliari contestualmente ai genitori di Matteo Renzi.
L’inchiesta ha preso in esame la gestione di cooperative di servizi, dedite in particolare al volantinaggio e alla distribuzione di materiale pubblicitario. La procura di Firenze
ha ritenuto che Tiziano Renzi e Laura Bovoli fossero amministratori di fatto delle cooperative indagate, tramite persone di fiducia o comunque condizionando le decisioni prese all’interno delle stesse società.
In particolare, per quanto riguarda la cooperativa Marmodiv, l’ultima a essere dichiarata fallita con sentenza del tribunale di Firenze il 20 marzo 2019, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, ritenuti amministratori di fatto, per la procura avrebbero contribuito a cagionare il dissesto della società facendo figurare, nel bilancio di esercizio 2017 presentato all’assemblea dei soci nel giugno 2018, crediti per fatture da emettere, in realtà inesistenti, per un importo di oltre 370mila euro, in modo da mascherare le perdite. Per questo, oltre ai genitori dell’ex premier, sono indagati il presidente del cda Marmodiv Giuseppe Mincuzzi e Daniele Giorgio, amministratore di fatto della coop dal 15 marzo 2018.
Sempre in base a quanto accertato dalla procura, durante la procedura pre-fallimentare Tiziano Renzi, con l’aiuto di Mariano Massone e Giuseppe Mincuzzi, avrebbe stipulato un contratto di cessione di ramo d’azienda della Marmodiv alla società Dmp Italia – il cui titolare Massimiliano Di Palma figura tra gli indagati – al quale però non fu mai dato seguito, ritardando in questo modo la dichiarazione di fallimento della società.
Sempre secondo quanto emerso, sarebbero decine le fatture per operazioni inesistenti emesse nei confronti della Marmodiv al fine di far figurare costi fittizi e permettere alla cooperativa di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto. La stessa Marmodiv inoltre sarebbe stata impiegata per emettere fatture per operazioni in parte inesistenti nei confronti della Eventi 6, società riconducibile alla famiglia Renzi.

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Fatture false: Pm chiede 1 anno e 9 mesi per genitori Renzi

Fatture false: Pm chiede 1 anno e 9 mesi per genitori Renzi

Il pm di Firenze Christine von Borries ha chiesto una condanna a un anno e nove mesi di reclusione per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, al processo per le fatture false in corso nel capoluogo toscano. Lo stesso pm ha chiesto la condanna a due anni e tre mesi per il terzo imputato, l’imprenditore Luigi Dagostino.

E’ cominciata al tribunale di Firenze l’udienza del processo per fatture false in cui il pm Christine von Borries ha pronunciato la requisitoria contro gli imputati Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier e attuale leader di Italia Viva Matteo Renzi, e l’imprenditore pugliese Luigi Dagostino, il ‘re degli outlet’. Quest’ultimo era presente in aula, assenti invece Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Dopo la discussione del pm, sono intervenute le parti civili e i difensori quindi ci sarà la camera di consiglio, per la sentenza, tenuta dal giudice Fabio Gugliotta.

Il processo riguarda il pagamento di fatture emesse da società dei Renzi nel 2015 – una da 20.000 euro dalla società Party, un’altra da 140.000 euro più Iva dalla Eventi 6 – per consulenze a società riferibili a Dagostino. Le consulenze riguardavano studi per un’attività di ristorazione e per potenziare il flusso di turisti, in particolare orientali, verso l’outlet The Mall nel Valdarno. Ma per l’accusa si trattò di pagamenti per operazioni inesistenti e le fatture, pertanto, erano false. I coniugi Renzi sono imputati della loro emissione, Dagostino dell’utilizzo. Dagostino, interrogato nel processo, ha detto di averle pagate per “sudditanza psicologica” essendo Tiziano Renzi e Laura Bovoli genitori dell’ex premier.

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Fatture false, coniugi Renzi depositano memorie

Fatture false, coniugi Renzi depositano memorie

I coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli, tramite i loro legali, hanno depositato ciascuno dichiarazioni spontanee scritte al processo per presunte fatture false che li vede imputati a Firenze insieme all’imprenditore Luigi D’Agostino. Nessuno dei due questa mattina è presente in aula.

L’imprenditore Luigi D’Agostino questa mattina ha rilasciato dichiarazioni spontanee al processo sulle fatture false: “Quando ho visto l’importo delle fatture sono rimasto perplesso, ma i coniugi Renzi erano i genitori del Presidente del Consiglio, ho subito la sudditanza psicologica e ho ritenuto di non contestare le fatture”.

“Dopo questo fatto – ha aggiunto – non ho più avuto rapporti di lavoro con Tiziano Renzi”.

E’ di una settimana fa la notizia che Tiziano Renzi e Laura Bovoli hanno rinunciato a essere esaminati dalle parti.

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Fatture false, coniugi Renzi rinunciano a essere esaminati

Fatture false, coniugi Renzi rinunciano a essere esaminati

I coniugi Renzi Tiziano e Laura Bovoli hanno rinunciato a essere esaminati dalle parti nel processo per fatture false che li vede imputati a Firenze insieme all’imprenditore Luigi D’ Agostino. Questa mattina non si sono presentati all’udienza nella quale era previsto che fossero ascoltati. Non è escluso che i genitori dell’ex premier Matteo Renzi possano rilasciare in seguito dichiarazioni spontanee.

Anche l’imprenditore Luigi D’Agostino, oltre ai coniugi Renzi, che è presente in aula, ha rinunciato a essere sentito come imputato. “Abbiamo deciso di soprassedere – ha spiegato il suo legale, avvocato Alessandro Traversi al giudice Fabio Gigliotti – salvo dichiarazioni spontanee”.

I coniugi Renzi rilasceranno dichiarazioni spontanee nel corso della prossima udienza, fissata per il 15 luglio, del processo per fatture false che li vede imputati a Firenze. Lo ha spiegato l’avvocato Federico Bagattini, componente del collegio difensivo. Secondo quanto appreso, è molto probabile che Tiziano Renzi e Laura Bovoli decidano di non presentarsi in aula, rilasciando dichiarazioni scritte.

“Il collegio difensivo ha ritenuto di poter rinunciare all’esame” di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, “perché l’istruttoria dibattimentale ha già offerto il massimo degli argomenti difensivi”. Così l’avvocato Federico Bagattini, parlando con alcuni cronisti fuori dall’aula del palazzo di giustizia di Firenze dove è in corso il processo per fatture false che vede imputati i genitori dell’ex premier e l’imprenditore Luigi D’ Agostino. “In particolare – ha precisato Bagattini – sono stati gli stessi ufficiali di polizia giudiziaria della guardia di finanza che hanno ammesso e riconosciuto che l’emissione delle fatture oggetto del processo non determinò alcun danno erariale, questo è quanto basta a nostro avviso per escludere la sussistenza di qualsiasi reato fiscale”

Le due fatture oggetto del processo che vede imputati a Firenze Tiziano Renzi e Laura Bovoli, secondo l’accusa emesse per operazioni in esistenti, furono regolarmente contabilizzate e non provocarono alcun danno all’Erario. Lo ha affermato oggi in aula un consulente tecnico citato dalla difesa, il commercialista Francesco Mancini, rispondendo alle domande di uno dei legali di Laura Bovoli, avvocato Francesco Pistolesi. In base a quanto riferito dal commercialista, le fatture emesse dalle società dei Renzi Eventi 6 srl e Party srl furono regolarmente registrate nella contabilità delle due aziende, sia nel ‘libro Iva’, ai fini del pagamento dell’imposta sul valore aggiunto, che nel ‘libro giornale’, ai fini del pagamento delle imposte dirette. Le fatture furono emesse verso la Tramor, che ritenendole false si è costituita parte civile nel processo, facendole anche cancellare dalla denuncia dei redditi. Per i legali dei Renzi tuttavia, la società non avrebbe annullato le fatture, limitandosi in via cautelativa a considerarne i relativi costi non come inesistenti ma come indeducibili.

Tutti gli imputati stamani hanno rinunciato a essere esaminati dalle parti. Il giudice Fabio Gugliotta, su richiesta della pm Christine Von Borries, ha acquisito agli atti il verbale di un interrogatorio reso da D’ Agostino nella fase preliminare di un altro procedimento penale, da uno stralcio del quale è nato il procedimento che ha portato al processo per fatture false che vede imputati anche i coniugi Renzi. Intanto nell’udienza di oggi, tra i testimoni citati dalla difesa e esaminati è figurato anche Stefano Bovoli, fratello di Laura Bovoli, sentito in merito ad una consulenza di marketing fornita alla Eventi 6 per la promozione dell’outlet The Mall.

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Madre Renzi: aperta e subito rinviata udienza per bancarotta

Madre Renzi: aperta e subito rinviata udienza per bancarotta

E’ stata aperta e subito rinviata a settembre, in tribunale a Cuneo, l’udienza filtro per Laura Bovoli, madre dell’ex premier Matteo Renzi, accusata di bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

La madre dell’ex sindaco di Firenze, rinviata a giudizio lo scorso febbraio, è accusata di bancarotta fraudolenta e emissione di fatture per operazioni inesistenti per i rapporti che la società di famiglia, la Eventi 6 di Rignano sull’Arno, intratteneva con una società cuneese di volantinaggio, la Direkta, fallita nel 2014. L’indagine, condotta dalla guardia di finanza, aveva coinvolto anche Mirko Provenzano, amministratore della Direkta Srl, già condannato per reati fiscali, che aveva patteggiato la bancarotta.

La donna e il marito Tiziano Renzi sono inoltre indagati dalla procura di Firenze per un’accusa di bancarotta relativa al fallimento della cooperativa Marmodiv, della quale secondo gli inquirenti sarebbero stati amministratori di fatto e sono coinvolti nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta e false fatture relative alle cooperative Delivery service Italia ed Europe Service.

Laura Bovoli, assistita dall’avvocato Federico Bagattini, legale di fiducia dei genitori di Renzi che per la vicenda Cuneese si avvale della collaborazione dell’avvocato Stefano Bagnera, non era presente in aula.

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