Disco della settimana: Airbourne “Boneshaker”

Disco della settimana: Airbourne “Boneshaker”

Sì, sì, sono uguali agli  AC/DC. E allora? Ogni tanto facciamoci anche due risate, no? Del resto il gioco è scoperto, scopertissimo “volevamo fare fare un disco che suonasse come uno di quei classici album della fine degli anni ’70 in pieno stile “Oz Rock” australiano, che è sempre stato di grande ispirazione per la band”.

Nessun significato nascosto, nessun riferimento trasversale, è semplice rock ‘n’ roll diretto e pungente, quello che puzza di gomma bruciata, di perdite di benzina e valvole incandescenti. Non ci sono ballad, né chitarre acustiche, né tastiere. 10 brani, 30 minuti di musica. Schietto e letale, essenziale, ridotto a quei pochi elementi che servono davvero al rock ‘n’ roll: chitarre violente, bassi pesanti e una voce “carica”. I brani ci sono e funzionano.

Il disco, il quinto degli Airbourne, è uscito il 25 ottobre su Spinefarm Records, l’artwork del disco è nato dalla collaborazione tra Matt Read di Combustion Ltd e Sean Tidy di Design House Studio Ltd. Per “Boneshaker“, i rocker australiani Airbourne hanno collaborato con il miglior produttore di Nashville, Dave Cobb, che ha lavorato con Chris Stapleton e alla colonna sonora del film A Star Is Born.

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Disco della settimana: Mark Lanegan “Somebody’s Knocking”

Disco della settimana: Mark Lanegan “Somebody’s Knocking”

 

A due anni da Gargoyle e dopo il disco con Duke Garwood del 2018, Mark Lanegan e la sua band tornano con Somebody’s Knocking. L’album è stato registrato in solo 11 giorni a Los Angeles, ed era stato annunciato come pieno di “brani gioiosi, come se fossero stati creati prendendo ispirazione dal negozio di dischi di Dio”. In realtà l’album affianca brani che ricalcano la consueta struttura cui Lanegan ci ha abituati (chitarre ipnotiche e “poverose” che rincorrono progressioni oscure) ad una serie di brani sorprendentemente “new wave”, scelta che ha disorientato e diviso anche molti estimatori.

Somebody’s Knocking è il suo undicesimo album solista uscito il 18 ottobre su Heavenly Recordings [PIAS]. Ad anticiparlo, i brani Stitch It Up, Playing The Nero, Letter Never Sent e Night Flight To Kabul.

L’unica tappa nel nostro paese del tour che accompagna l’album è prevista al Fabrique di Milano, il 27 novembre 2019.

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Disco della settimana: Giunto Di Cardano “Caos”

Disco della settimana: Giunto Di Cardano “Caos”

Esce finalmente oggi il nuovo album del Giunto di Cardano. Per il trio pugliese vincitore dell’ultimo Rock Contest di Controradio è il secondo, s’intitola “Caos” e viene pubblicato da Santeria Records. Anticipato dal video del primo singolo “Ritratto del dottor Gachet”,“Caos” è oggi disponibile sulle piattaforme di streaming e nei digital store, oltre che in formato fisico nei negozi di dischi.

“Caos” è un disco intenso, sincero, l’anima di una band che vuole mettersi a nudo ed entrare in intimità con l’ascoltatore. 13 canzoni che attraverso suoni e parole propongono una soluzione al disordine interiore: “La realtà come perpetuo movimento vitale, eterno divenire, dove resta costante la percezione di una mancanza. Cambiano le persone, cambiano i contesti, e soprattutto cambiano i rapporti. Da qui il senso di assenza, legata alla fine di un legame, alla fine di un amore, alla perdita di una persona molto cara. Sensazioni da cui evadere attraverso la follia, il fuggire lontano, il vivere intensamente il presente e il proiettarsi di gran fretta nel futuro. Ma più l’uomo corre per sfuggire i propri demoni, più va loro incontro.” 

Attivi dal 2011, sin dagli esordi fanno della dimensione live la propria veste rappresentativa, macinando chilometri tra i principali club e festival. Il 5 Gennaio 2017 il Giunto di Cardano pubblica il primo disco, “Kadima”, un concept album autoprodotto a cui segue un tour di quasi 100 date lungo tutta la penisola.

Il 1 dicembre 2018, la band vince la XXX edizione del Rock Contest Controradio. Da li nascono ulteriori riconoscimenti (Medimex, Puglia Sounds) e nel giro di pochi mesi (registrato presso il Blue Moon Rec Studio di Firenze con la produzione artistica di Samuele Cangi) realizzano Caos, uscito l’11 ottobre 2019 per Santeria Records/Audioglobe.

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Torna il Disco della Settimana: Lykantropi, “Spirituosa”.

Torna il Disco della Settimana: Lykantropi, “Spirituosa”.

Torna dopo la pausa estiva il “Disco della Settimana”, e torna con uno di quei dischi che sentite “solo su Controradio”. “Spirituosa”, degli svedesi Lycantropi, è un tripudio di folk rock, psichedelia, hard rock e un pizzico di occultismo.

Dai boschi scuri di Värmland, in Svezia, la band folk rock Lykantropi costruisce un mondo fatto di luci e ombre, di forze oscure e misteriose storie del passato. Evocative armonie vocali di chiara matrice weastcoastiana (Jefferson Airplane, CSNY, H.P. Lovecraft, Shocking Blue, ma anche Mamas and Papas) si scontrano con solidi riff di chitarra memori di Jethro Tull, Coven, Black Sabbath o Blue Öyster Cult). Il risultato può ricordare alcuni episodi dei Motorpsycho (Go To California, Spin Spin Spin) ma arricchiti dalle splendide voci femminili.

Lykantropi sono stati creati nel 2013 dal cantante e chitarrista Martin Östlund. Nel 2017, la band ha pubblicato l’omonimo album di debutto (“Lykantropi”), che contiene il primo singolo di successo “Black Old Stone”, registrato in presa diretta in studio e masterizzato da Martin Konie Ehrencrona (The Oath, In Solitude, Dundertåget).

“Spiritousa” il secondo lavoro, che ha mantenuto intatto lo spirito dell’album precedente, contiene i potenti singoli “Wild Flowers” e “Vestigia”.

Membri:
Martin Östlund – Voce & Chitarra
My Sohlin – Voce
Ia Öberg – Flauto & Voce
Elias Håkansson – Chitarra & Voce
Pär Nordvall – Chitarra & Voce
Tomas Eriksson – Basso
Ola Rui Nygard – Batteria

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NDR: Ah, certo. Va da sé che non troverete traccia del disco sulla stampa specializzata italiana, toppo impegnata a recensire l’ultimo “capolavoro” dell’epoca di Spotify o ad analizzare il fenomeno “Carote”.

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Verdena – 20° Anniversary Edition

Verdena – 20° Anniversary Edition

Il 24 settembre del 1999 usciva Verdena, omonimo esordio di una delle band più amate della musica italiana. In occasione del 20° anniversario dalla pubblicazione, il 20 settembre il trio  darà nuova vita a questa pietra miliare attraverso una nuova edizione arricchita da contenuti – sinora tenuti nel cassetto– che includono brani inediti, versioni demo, acustiche e live.

Verdena – 20° Anniversary Edition sarà disponibile in due formati: 2CD e 3LP.
Il doppio CD contiene l’album originale, la cui prima traccia – Ovunque – presenta un mix alternativo alla prima versione ormai dispersa. Come si evince dal sottotitolo, il secondo disco contiene, invece, “5 Relitti, 2 Residui, 2 Avanzi e un Demo”. Due di questi brani sono già contenuti nell’EP Valvonauta (Bonne Nouvelle e Piuma), altri due pezzi (accantonati dalla band perché non soddisfatti dell’esecuzione) sono Corpi (inedita) e Fiato Adolescenziale, registrati entrambi da Giorgio Canali nella stessa sessione del disco del 1999 e poi mixati nel 2019 da Alberto Ferrari all’Henhouse. A completare la tracklist, una versione acustica di Fuxia, una di Ormogenia recuperata da vinile (poiché anch’essa dispersa) e una “primordiale” Ormogenia, registrata su 4 piste a cassetta nel corso di una delle tante jam casalinghe (Da Giordi); in chiusura un passaggio abbozzato in acustico (Oggi) e una versione live di Shika (altro inedito).
Il triplo vinile contiene 2 LP interamente dedicati all’albumoriginale rimasterizzato da Giovanni Versari, sound engineer di fiducia dei Verdena, mentre il terzo LP contiene gli stessi “5 Relitti, 2 Residui, 2 Avanzie un Demo” del secondo cd in digipack.
Il disco fu prodotto da Giorgio Canali (ex-chitarrista di CCCP, ai tempi membro dei CSI) allo Studio Sonica di Calenzano (FI). L’album venderà più di quarantamila copie.
Questo il prezioso ricordo di Giorgio Canali:
Ho delle immagini precise dei Verdena in registrazione nello studio B di Sonica a Calenzano, in trio, tutto dal vivo tranne le voci, senza cuffie e senza metronomo, come del resto sono solito fare da trent’anni a questa parte. Francesca ed io a piazzare microfoni in giro e a sperimentare qualche soluzione tecnica che lei aveva imparato a Seattle nello studio di Stone Gossard“

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