PD, Fabiani: “scissione Renzi surreale ed incomprensibile”

PD, Fabiani:  “scissione Renzi surreale ed incomprensibile”

Lo afferma Valerio Fabiani, membro della direzione nazionale del PD.Per Fabiani da mesi l’ipotesi della scissione “incombe sul nostro dibattito e lo condiziona, soprattutto in alcune aree come la Toscana

Quella dei renziani dal Pd “sarebbe una scissione incomprensibile, surreale e ingenerosa verso una comunità intera”. Lo ha affermato in una nota Valerio Fabiani, esponente zingarettiano e membro della direzione regionale del Pd in Toscana, secondo cui “c’è bisogno oggi più che mai di un Pd forte e unito, non schiacciato da logiche personali”.
Per Fabiani da mesi l’ipotesi della scissione “incombe sul nostro dibattito e lo condiziona, soprattutto in alcune aree come la Toscana. Stiamo parlando di una scissione che avverrebbe nel momento più delicato: quello in cui siamo chiamati a vincere la sfida del governo, ad affrontare una serie di tornate elettorali regionali e locali molto importanti e a condurre la nostra battaglia per fermare la destra più pericolosa che quelli della mia generazione abbiano mai conosciuto. Il tutto dopo che gli ultimi passaggi sono stati supportati da un voto unanime degli organismi e che molti esponenti della cosiddetta area renziana sono entrati nel Governo in quota Pd”.(ANSA).

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Toscana esclusa dal governo, vendetta contro Renzi?

Toscana esclusa dal governo, vendetta contro Renzi?

Firenze, è divampata la polemica sul fatto che, nessun esponente toscano fa parte della lista dei sottosegretari e dei viceministri del governo, deliberata ieri in Consiglio dei ministri e composta da 21 rappresentanti del M5s, 18 del Pd, 2 di Leu e 1 Maie.

Tra i primi a rilasciare dichiarazioni sulla composizione del governo, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che già in mattinata di venerdì commentava: “Dove hai più voti, più consenso, stimato e apprezzato dai cittadini, dove sei più presente nel territorio lì ti danno meno poltrone. Per la Toscana, per Firenze e per tutti noi è un grande motivo di orgoglio. Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza – aggiungeva Nardella – altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato. La questione – ha continuato – mi sembra molto seria, serissima. È inconcepibile e assurdo che il Pd tenga fuori da questo governo la regione in assoluto che ha dato più voti e più consenso a questo partito con il capoluogo Firenze dove si è toccato il record di voti nelle ultime elezioni. Non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica da questo governo ma credo che sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi”.

“La Toscana deve ancora pagare ‘purga’ Renzi? – si chiedeva la segretaria del Pd toscano Simona Bonafè – Leggendo la lista dei sottosegretari e viceministri non posso negare la mia profonda delusione e amarezza per la mancanza di nomi toscani del Partito Democratico. Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare. La Toscana – proseguiva – è stata l’unica regione dove nelle ultime elezioni europee il Partito Democratico ha saputo tenere testa alla Lega. Alle amministrative di giugno abbiamo riconquistato con il buon governo tutte le città capoluogo al voto e permesso al Partito democratico nazionale di salvare un risultato complessivo molto deludente. Non possiamo essere considerati solo serbatoio di voti, esprimiamo una classe dirigente preparata e competente che avrebbe potuto dare un contributo importante al nuovo governo.

La polemica scoppiava quindi all’interno dello stesso Partito Democratico “Leggo con sconcerto le dichiarazioni della segretaria toscana Bonafè, che parla di ‘purga renziana’ a proposito della mancanza di democratici toscani tra i sottosegretari – sbottava Valerio Fabiani, componente della direzione nazionale e di quella regionale del Pd che fa parte del comitato Zingaretti in Toscana – La mancanza di toscani nel Governo è un fatto grave, del quale chiediamo spiegazioni proprio a chi questa rappresentanza dovrebbe ottenerla e tutelarla: la segretaria regionale. Quelle di Bonafè, invece, sono affermazioni gravissime che stridono con la realtà – aggiungeva Fabiani in una nota – molti tra i ministri e i sottosegretari sono espressione della cosiddetta area renziana a cui, semmai, Bonafè dovrebbe chiedere perché non abbia ritenuto prioritaria la rappresentanza toscana. Queste dichiarazioni sono irricevibili da chi guida una comunità e, pochi mesi fa, è stata scelta capolista alle elezioni europee proprio da quella dirigenza che oggi accusa di discriminazione antirenziana – Per Fabiani – l’assenza totale di iniziativa politica e di una gestione unitaria del Pd toscano non sono certo fattori di rafforzamento”.

“La verità è che in Toscana non si è fatto nulla per poi piangere, oggi, sulle nomine versate – Criticava anche Alessandra Nardini, consigliere regionale Pd di area zingarettiana. Parlando di ‘purghe antirenziane’, – osservando – stiamo sfiorando il ridicolo, piuttosto i renziani locali si interroghino sul perché non ci sono toscani. Mi auguro che i bollori si calmino insieme alle polemiche, non ce n’è bisogno. C’è bisogno, invece, di sostenere e fare i migliori auguri a questo Governo di svolta, e in Toscana c’è bisogno, piuttosto, di ricostruire un partito regionale oggi inesistente e di renderlo protagonista di un’iniziativa politica che serve a tutta la Toscana”.

“Imbarazzante trattamento per toscani – era invece il commento che arrivava da deputato fiorentino di Civica popolare Gabriele Toccafondi – In Toscana sembra aleggiare un ‘peccato originale’ da scontare. Pd e 5Stelle cominciano decisamente male questa nuova fase con un’attenzione pressoché nulla al nostro territorio. Nessun sottosegretario o viceministro toscano comporrà infatti il nuovo Governo. Questo Governo avrà una possibilità solo se farà le cose, se sbloccherà cantieri, se aiuterà le famiglie e il lavoro – aggiunge Toccafondi in una nota – Ed è bene quindi ricordare a questo nuovo governo senza toscani che in 14 mesi dell’ultimo Esecutivo proprio in Toscana è stato bloccato tutto, la Toscana e Firenze sono state trattate come un nemico politico da ostacolare. Adesso il nuovo Governo nomina sottosegretari e si dimentica completamente, non senza imbarazzo, dei toscani – conclude -. E lo dice uno che non ambiva a ricoprire questo ruolo e lo ha detto in tutte le salse. Ma trattare così un territorio non fa partire con il piede giusto”.

“Ottima squadra Pd al governo. Ma pessima l’assenza di esponenti del Pd della Toscana: incomprensibile per gli elettori che ci hanno premiato alle europee e amministrative, incomprensibile per coloro che voteranno alle prossime regionali in una sfida difficile – scriveva il deputato livornese del Pd Andrea Romano parlando di occasione persa”.

Sulla nomina dei sottosegretari interveniva anche da Milano, la deputata Pd Maria Elena Boschi, ex ministra nel governo Renzi, rispondendo ad una domanda arrivando a ‘Il tempo delle donne “Spero che non sia semplicemente un modo per colpire Renzi e il nostro gruppo perché non credo che sia giusto né che se lo meritino i cittadini toscani – La trattativa per la scelta dei sottosegretari come sempre è stata fatta dai segretari di partito – ha aggiunto Boschi – noi non abbiamo fatto nessuna lotta per un posto o una poltrona in più. Certo da toscana sono dispiaciuta che non ci sia nessun toscano al governo perché credo che i risultati delle amministrative e delle Europee hanno dimostrato che il nostro è un territorio in cui il nostro partito è forte, capace e con consensi”, ha concluso l’ex ministra augurando buon lavoro ai nuovi sottosegretari.

Dal suo account Twitter il senatore Pd Francesco Bonifazi si rammaricava “Dispiace che per vendicarsi della stagione renziana il Pd abbia cancellato tutta la Toscana dai ruoli di governo. Abbiamo vinto ovunque in Toscana, siamo il primo partito: non meritavamo questo trattamento. Buon lavoro al governo”. Lo scrive su (

“Nessuna discriminazione politica Toscana – cercava di buttare acqua sul fuoco il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, a Bologna al 52esimo incontro nazionale studi delle Acli, replicando a chi gli chiedeva un commento sulla squadra di Governo e sulla mancanza di esponenti della regione Toscana – Ci sono stati anche dei problemi, ho visto la Toscana o altri casi, ma sono figli della coincidenza di tanti criteri, di territori, di competenze, di sensibilità politiche, di genere e di condizioni che alla stretta possono creare problemi. Assicuro che non c’è nessun tipo di discriminazione politica, non era questo e non è mai stato questo l’obiettivo di nessuno. I democratici debbano essere contenti, perché grazie al buon rapporto con i nostri alleati e a chi ha seguito le trattative, c’è un’ottima rappresentanza numerica e di personalità all’interno del Governo, quelli dei territori non rappresentati – ha ribadito Zingaretti – sono temi che dovremo affrontare, ma non perdiamo il punto di vista che c’è un Governo che sta partendo e il Partito Democratico, insieme agli alleati, è protagonista di questa avventura e ora abbiamo realizzare insieme il programma. Se ci sono stati dei ritardi o dei problemi – ha concluso – li affronteremo”.

Ma anche l’europarlamentare toscana della Lega Susanna Ceccardi interveniva nella polemica “Basta leggere le dichiarazioni della segretaria dei Democratici Simona Bonafè o del sindaco di Firenze Dario Nardella, il governo giallo-rosso mostra già le prime e profonde fratture. È palese la resa dei conti interna al Partito democratico tra zingarettiani e renziani sulle nomine dei sottosegretari. A fare le spese di questo teatrino della politica saranno alla fine i nostri cittadini toscani, visto che non ci sarà nessun esponente di governo a rappresentare la nostra regione. Per comprendere che è appena iniziata la notte dei lunghi coltelli tra le varie correnti del Pd. I renziani, che hanno voluto sostenere a tutti i costi questo governo per paura di non essere riconfermati dalla segreteria Zingaretti alle prossime elezioni, sono alla fine rimasti con un pugno di mosche in mano. Uno scontro impietoso che alla fine si riassume in una guerra di posizioni interna per avere poltrone e ruoli di potere in seno al nuovo governo, che non rappresenta la maggioranza del popolo italiano. Siamo sempre più convinti – conclude la Ceccardi – che la parola debba tornare il prima possibile alla gente, al popolo. Basta trame di palazzo. Torniamo a votare e mettiamo fine a questo triste spettacolo”

“La formazione complessiva del governo non è un tema che ho affrontato io – si giustificava Lorenzo Guerini, leader con Luca Lotti di Base Riformista, area del Pd, rispondendo ai giornalisti a Cortona sulle polemiche per l’assenza nel governo di esponenti toscani – Ci sono tante persone che fanno il loro lavoro, capisco le giuste e legittime aspirazioni territoriali e anche il fatto che si possa considerare in maniera critica la mancanza di rappresentanza di una regione dentro il governo, ma i numeri sono quelli che sono e bisogna confrontarsi con essi. L’importante è che il governo lavori per tutto il Paese”. Così

“Il problema di una mancata rappresentanza della Toscana nel governo esiste – sentenziava Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.  Qualche giorno fa avevo chiesto attenzione per la nostra Regione, soprattutto a partire dal tema delle infrastrutture che giudico prioritario per la Toscana. Tuttavia, ricondurre questo problema a una vendetta contro Matteo Renzi mi pare profondamente sbagliato e divisivo. Non si può certo dire che l’area che fa capo a Renzi sia sotto-rappresentata nella compagine di governo. Su 9 ministri del Pd tre sono renziani, su 18 sottosegretari mi risulta che almeno cinque appartengano a quell’area. Quella dell’ex presidente del Consiglio è una minoranza ben rappresentata anche in Toscana, pur avendo Zingaretti vinto le primarie. Il problema, dunque, non è correntizio né relativo a discriminazioni interne alle aree politiche, bensì di sotto-rappresentanza della nostra Regione nel nuovo esecutivo. I ministri e i sottosegretari giurano sulla Costituzione nell’esclusivo interesse nazionale – continua – Sono convinto che queste polemiche lasciano il tempo che trovano. E che a lungo andare, siano dannose per il Pd e per la sinistra”.

“Io guarderei al lavoro del governo più che al certificato di nascita – era invece l’approccio di Antonello Giacomelli, deputato toscano del Pd, interpellato dai cronisti sull’assenza di esponenti toscani nella compagine di governo, a margine della Festa dell’Unità di Firenze – La Toscana – ha proseguiva – è il governo. Senza la Toscana non c’è questa esperienza di governo. Guarderei al dato sostanziale: la politica di questo governo incrocia la politica della Toscana. Sarà per noi una boccata d’ossigeno per le politiche di sviluppo, di coesione sociale, di rilancio delle autonomie che caratterizzano i comuni toscani e la Toscana – e sull’ipotesi di una probabile vendetta su Renzi – Ne ascolto di tutte: uno, che non ci sono i sottosegretari per una vendetta contro Renzi; due, che l’azionista di maggioranza è Renzi… quindi io sarei per tesi meno radicali. – Certamente – proseguiva – Matteo è stato protagonista di una iniziativa politica adeguata, credo che sia convinto di questa scelta. Sono convinto che se il Pd mantiene questo profilo unitario rispetto a questa scelta, ne fa una questione di prospettiva, non solo di tattica, costruisce una nuova stagione”.

Ed infine il commento del presidente del consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani “Per l’assenza di rappresentanti toscani al governo, ci può essere il dispiacere, perché indubbiamente avere dei diretti rappresentanti toscani è sempre meglio: però l’importante è che si realizzino le cose – ha detto Giani, a margine di un dibattito alla Festa dell’Unità di Firenze – il fatto che ad esempio che vi sia una ministra alle infrastrutture come la De Micheli, rispetto a un Toninelli che aveva bloccato tutto, mi dà grandi speranze -secondo Giani il fatto che ci – sia stato un difetto di coordinamento nelle liste che hanno portato i partiti, nell’attenzione che vi è stata agli equilibri nel comporre le varie cariche di dicastero fra partiti e correnti diverse. Ritengo però sia giusto anche levare la voce, e che levando la nostra voce si possa costruttivamente trovare un rapporto con chi esercita la funzione di direzione del Ministero. Io ho molta fiducia sulle infrastrutture nel ministro De Micheli. Quello che conta è trovare il rapporto diretto con chi governa”.

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Fabiani (PD): “a Roma è cambiato tutto, in Toscana fermi al Paleolitico”

Fabiani (PD): “a Roma è cambiato tutto, in Toscana fermi al Paleolitico”

Intervista con Valerio Fabiani, leader degli ‘Zingarettiani’ in Toscana e membro della direzione nazionale del Partito Democratico

“A Roma è cambiato il mondo, mentre in Toscana sembra siamo ancora fermi al Paleolitico” lo dice Valertio Fabiani, membro della direzione nazionale del partito Democratico, zingarettiano che così descrive la situazione del PD toscano in vista delle prossime regionali.

“Non servono fughe in avanti -dice Fabiani- per trovare il candidato alla poltrona di Governatore va trovata una soluzione politica”

Domenico Guarino lo ha intervistato

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Crisi, Fabiani (PD): serve discontinuità, anche con precedenti governi CSX

Crisi, Fabiani (PD): serve discontinuità, anche con precedenti governi CSX

Fabiani, membro della direzione nazionale PD, protagonista delle recenti primarie regionali in cui ha sfidato Simona Bonafè, raccogliendo il 40% dei consensi, dice:  “la linea del segretario Zingaretti è stata coerente e chiara, l’accordo con M5S è difficile ma non impossibile”

“I punti da cui partire -dice Fabiani. sono  un impegno sui temi della lotta alle disuguaglianze e sul terreno dell’ecologia. Serve una netta discontinuità con il passato sia recente, ovvero il Governo Gialloverde, sia meno recente, ovvero con gli stessi governi del centrosinistra. solo così non verrà letta come un’operazione di palazzo” “

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Pd: Fabiani a Bonafè, ‘importante dare vita a segreteria unitaria in Toscana’

“Nella nostra regione non dobbiamo adagiarci sugli allori e dobbiamo lavorare intensamente. Ho letto con attenzione l’intervista della segretaria Simona Bonafè a Repubblica e – afferma Valerio Fabiani, membro della Direzione nazionale e regionale del Pd – pur essendoci parti poco chiare su come procedere concretamente, rilevo aperture importanti e punti sui quali fare leva per la ricerca di quella unità di gestione del partito che chiediamo da molto tempo”.

La dichiarazione di Valerio Fabiani arriva in risposta all’intervista della segretaria regionale del Pd toscano Simona Bonafè, rilasciata oggi all’edizione fiorentina di “Repubblica”. Fabiani ritiene che ora sia “importante dare vita a una segreteria unitaria del partito”. “Nelle scorse settimane, all’indomani di un chiaro recupero del Pd alle europee – prosegue Fabiani – e della vittoria alle amministrative, abbiamo assistito alla ripresa delle schermaglie interne, delle auto candidature alla presidenza della Regione, al perpetrarsi dell’idea sbagliata che tutto ruoti intorno alle nostre dinamiche interne, alla messa in discussione della linea politica uscita dalle primarie che hanno eletto Zingaretti”.

Bonafè intervista Respubblica risponde Fabiani
Foto del quotidiano La Rapubblica; particolare articolo su Bonafè

“Anche a livello nazionale –  dichiara Fabiani – c’è ancora molto da fare, ma non c’è dubbio che un nuovo corso è iniziato, l’idea di una proposta aperta fondata sul dialogo con pezzi di società che fino a ieri erano schierati nel ”tutti contro il Pd” sta già dando i primi frutti. Così si sono rese possibili le alleanze che ci hanno fatto vincere i comuni, così siamo riusciti ad attrarre voti alle Eeuropee. Ma anche qui, in Toscana non dobbiamo adagiarci sugli allori e dobbiamo lavorare intensamente”. “Questo corso nuovo, questo metodo, deve caratterizzare anche il nostro lavoro per assicurare alla Toscana una Giunta regionale di centrosinistra, senza soluzioni preconfezionate”, osserva Fabiani.

“Penso che per raggiungere questo obiettivo per prima cosa sia importante dare vita a una segreteria unitaria del Pd toscano per la quale c’è, da tempo, una nostra disponibilità pubblica di idee e di persone”, sostiene Fabiani. “Propongo per questo alla segretaria Bonafè di incontrarci subito, senza perdere altro tempo, già nella prossima settimana – continua Fabiani – Inauguriamo una stagione nuova all’insegna di una vera unità fondata su un progetto condiviso. Poi, insieme, dobbiamo aprire un confronto con tutte le forze politiche e civiche, a sinistra e più moderate, che vogliono costruire una Toscana solidale e aperta, moderna e proiettata al futuro e arrivare a individuare nel modo più partecipato possibile la persona che meglio può guidare questa alleanza sociale e politica, e la Regione nei prossimi dieci anni”.

“Io penso a un nuovo centrosinistra che non sia il prodotto di accordi di vertice o di scelte a tavolino bensì frutto di un processo vero di partecipazione popolare con radici solide ben piantate nella società toscana – spiega Fabiani – Ecco perché credo che questo nostro cantiere dovrebbe essere aperto in tutte le province e in tutti i cantiere dovrebbe essere aperto in tutte le province e in tutti i comuni toscani, chiamando le cittadine e i cittadini a decidere con noi sulle questioni più importanti per la Toscana del futuro, coinvolgendo così il popolo del centrosinistra non soltanto sui nomi, ma anche sulle scelte strategiche. Rendiamo protagonisti di questo lavoro i cittadini, i partiti, le associazioni e singole personalità e facciamoci aiutare dai nostri bravi sindaci e amministratori locali. L’iniziativa che avevamo proposto di fare a luglio per iniziare a chiamare a raccolta queste forze, e che vorremmo appartenesse a tutto il Partito democratico e non solo ad una parte, può essere l’innesco di un lavoro che però deve assolutamente svilupparsi sul territorio. A chi oggi guida il partito regionale chiedo: lo facciamo insieme? Io penso che sia possibile, addirittura necessario. Noi ci siamo” afferma Valerio Fabiani in conclusione dell’intervista.

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