Ciclofattorini: “Basta cottimo, vogliamo diritti”, sciopero delle consegne e manifestazione a Firenze

Ciclofattorini: “Basta cottimo, vogliamo diritti”, sciopero delle consegne e manifestazione a Firenze

L’appello dei rider alla cittadinanza: 

Siamo i ciclofattorini di Firenze che ogni giorno pedalano in qualsiasi condizione meteo per effettuare consegne a domicilio per conto delle multinazionali del Food Delivery. Non ci siamo mai fermati neanche durante la pandemia, nonostante le società non ci avessero fornito nessun dispositivo di protezione. Multinazionali che negli anni, e in particolare durante il lockdown, hanno incrementato i loro guadagni utilizzando a basso costo il nostro lavoro e pretendendo dagli esercenti un ricarico che arriva al 35% del prezzo di vendita del prodotto. Questi soldi, sommate al prezzo della consegna e al valore dei dati commerciali dei clienti, consentirebbero alle piattaforme di pagarci in maniera dignitosa rispettando la legge Italiana, come fanno la maggior parte delle aziende del nostro Paese. Invece da anni si ostinano a sfruttarci con contratti occasionali, senza versare contributi INPS e le tasse dovute, senza fornirci dispositivi di protezione individuale, dandoci una paga a cottimo sempre più bassa. Eppure ci sono già molte sentenze dei Tribunali e una legge varata l’anno scorso, che riconosce tutti i diritti del lavoro dipendente e la paga oraria del contratto nazionale della logistica. Per sfuggire all’applicazione delle norme le multinazionali aderenti ad Assodelivery (Deliveroo, Glovo, Just Eat, Uber Eat) hanno firmato un contratto nazionale con UGL, il sindacato di comodo che ha accettato di mantenere invariata la situazione e, anzi, peggiorarla su molti aspetti. Questo contratto è stato giudicato illegittimo anche dall’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro, ma le società vanno avanti ricattandoci di firmare entro il 2 novembre il nuovo contratto individuale, pena il licenziamento.

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