Covid, Firenze: la Regione ‘sottrae’ alla Scuola Carducci palazzina per ampliare le classi

Covid, Firenze: la Regione ‘sottrae’ alla   Scuola Carducci  palazzina per ampliare le classi

Lo scorso anno, per permettere l’attività didattica, l’istituto Carducci, che accoglie 550 bambini e 80 tra professori e ATA, ha avuto in concessione una palazzina della Regione. Che non ha rinnovato la concessione per il prossimo anno. I genitori hanno scritto  alle autorità scolastiche comunali e regionali, nonché al presidente Giani ed al Sindaco Nardella

La questione risale oramai a più di un anno fa. Alcuni genitori assieme al dirigente scolastico della Scuola Carducci chiesero all’ufficio scolastico regionale ed all’ ufficio preposto al patrimonio edilizio, di poter usufruire di una palazzina annessa alla scuola, per poter ampliare gli spazi a disposizione in ottemperanza alle esigenze di distanziamento causate dalla pandemia. Come ricorderete  il ministero aveva invitato le istituzioni locali a mettere a disposizione più locali possibili per l’uso scolastico.

Non fu una trattativa facile. La palazzina in questione, dopo anni di totale abbandono ( ed un periodo anche di alienazione dell’immobile con vari tentativi mai riusciti per motivi di soldi da parte del comune/scuola di entrarne in possesso), era stata ristrutturata dalla regione per adibirla ad ufficio di formazione del personale regionale di vario tipo. La scuola Carducci ne aveva fatto richiesta alla regione nel Giugno 2020, tramite il comune, per le suddette motivazioni.

Dopo che la vicenda assurse agli onori delle cronache, la palazzina fu alla fine concessa alla scuola Carducci a Gennaio 2021.  La Regione ora, a conclusione dell’anno scolastico, ha già revocato la sua disponibilità a lasciarla nelle disposizione della scuola, per ripristinare gli uffici per i propri dipendenti regionali ( si parla a grandi linee di 18 persone contro 533 bambini). Non  considerando evidentemente la grave incertezza che aleggia sul prossimo anno scolastico.

I genitori dei bambini della Carducci hanno dunque scritto alle autorità scolastiche comunali e regionali, nonché al presidente Giani ed al Sindaco Nardella, per sensibilizzarli alla necessità che questi spazi siano mantenuti alla scuola.

Ecco il testo della lettera inviata

Gent.mi tu* che leggete in copia Vi scriviamo in merito alle questioni scolastche, che purtroppo sono diventate la nostra incessante e pressante preoccupazione. Nella fattispecie scriviamo in merito alla Scuola Media Carducci, ed alla concessione dell’utilizzo della palazzina adiacente, proprietà della Regione, che è stata concessa per questo anno scolastico 2020/2021 e che sta volgendo al termine. Questa palazzina, recentemente in fase di ristruIurazione per essere adibita a uffici per i dipendenti impiegati nella formazione della Regione, era stata concessa in uso a seguito di una non poco tribolata tratattiva traRegione, Comune e Comprensivo scolastico, a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, per poter ottemperare ai distanziamenti tra gli alunni, ed al conseguente allargamento degli spazi e delle disposizioni delle aule.

La scuola media Carducci, sita sui viali a pochi metri dal centro storico di Firenze, è infatti una delle scuole più rinomate ed ambite, con ben 23 classi divise in 8 sezioni, ed un totale di 553 alunni.

Assieme al personale docente (69 docenti) ed ATA (6 custodi), si parla di una scuola che raccoglie un totale di 628 persone in circa 2.000 mq di spazio complessivi. La dirigenza scolastica si era già adoperata, in previsione della riapertura scolastica di Settembre 2020, per riorganizzare gli spazi interni all’edificio scolastico, convertendo tutte le aule laboratoriali, ivi compresa la biblioteca, in nuove classi, per riuscire a garantire le distanze necessarie tra gli alunni

Così facendo, come ben si intuisce, sono venute meno tutte quelle attività didattiche collaterali alla mera lezione frontale in classe: i laboratori di potenziamento per i bambini con difficoltà di apprendimento, le aule di alternativa per coloro che non si avvalgono della religione cattolica, i laboratori di arte, musica, scienze, gli spazi per fare educazione fisica etc. etc.

La scuola è stata fortemente penalizzata dai contingentamenti degli spazi all’interno dell’edificio, e sono venute meno tantissime attività che contribuiscono in maniera fondamentale all’apprendimento ed allo svolgimento dei programmi di offerta formativa previsti. Questi spazi sono stati ripristinati solo trovando nuovi luoghi appunto con il prestito della palazzina oggetto della nostra richiesta. Nella palazzina, direttamente collegata all’edificio scolastico poiché confinante con lo stesso, la scuola aveva espresso interesse e mosso richiesta presso la Regione, già a giugno 2020 e anche negli anni passa7 perché risultava non utilizzata. Questa è stata consegnata alla scuola solo a Gennaio 2021, essendosi resa ancora inagibile precedentemente, poiché la regione non aveva terminato i lavori alla ripresa scolastica di Settembre 2020. La scuola Carducci ne ha quindi di faIo beneficiato per poco più di 4 mesi di scuola, considerando i giorni di sospensione scolastica.

E’ notizia di ieri, pervenuta al Dirigente Scolastico Francesco Spadafora dalla stessa Regione, che la palazzina verrà tolta dalle disponibilità di utilizzo da parte della scuola, per essere restituita alla Regione Toscana, per ripristinare gli uffici di pochi dipendenti, a discapito del diriIo alla scuola di 553 bambini. Un evidente sbilanciamento della misura data dalle proporzioni di questi numeri.

Ad ulteriore elemento di considerazione della gravità di questa decisione, si ricorda che un bambino fa parte di un insieme classe di 22 bambini circa, ed ha a sua disposizione 1,00 mq di spazio, mentre un solo dipendente della regione ha invece un intero ufficio a disposizione. Questa scelta lascia presupporre che il nostro Sindaco, il nostro Presidente di Regione, il nostro Assessorato all’istruzione comunale, il nostro Assessorato all’istruzione regionale ed il nostro Ministero ancora più su, sappiano già che per l’anno scolastico prossimo non sarà necessario implementare alcuna misura di distanziamento ai fini di garantire la scuola in presenza per tu* gli alunni.

Altrimenti non riusciamo a capire come possa essere stata presa una decisione del genere, a discapito del diriIo imprescindibile all’istruzione scolastica di ben 553 bambini, favorendo invece la comodità lavora7va di pochi dipendenti della Regione. Sottolineiamo inoltre come sia compito inderogabile ed imprescindibile di una buona amministrazione pubblica adoperarsi affinché i diritti dei minori, e non solo quelli riferiti all’educazione scolastica, siano sempre prioritariamente rispettati  e prediletti quando si è davanti a delle scelte, come questa, che dovrebbero far prevalere il buon senso.

La richiesta, per altro, di entrare in possesso della palazzina, da parte della Regione al DS, è stata faIa ex abrupto, senza nemmeno che l’assessorato si muovesse per fare un sopralluogo negli edifici scolastici per verificare di persona le oggettive concrete difficoltà di organizzazione che si verrebbero a creare senza la disponibilità di quegli spazi aggiuntivi, senza tantomeno aver pianificato una valida ed idonea alternativa per non lasciare la scuola ed i suoi alunni in uno stato di grave criticità e limitazione alla normale attività scolastica.

Aggiungiamo che era già stato ipotizzato agli albori della concessione, la formalizzazione definitiva di un accordo, che attende solo una ratifica. Questo accordo prevedeva uno scambio alla pari tra le parti coinvolte, nelle rappresentanze per il patrimonio edilizio del Comune e della Regione. Ovvero: a fronte della cessione definitiva da parte della Regione della palazzina in oggetto a titolo gratuito al Comune e quindi alla scuola, il Comune cede un edificio sito a Brozzi, equiparabile per metri quadri e per tipologia, per il trasferimento dei dipendenti regionali “orfani” di ufficio.

Vogliamo inoltre ricordare che la palazzina nel piano regolatore di Firenze è destinata ad uso scolastico e quindi potrebbe evidentemente essere considerata il naturale ampliamento della scuola. Vi chiediamo quindi un incontro per poter giungere ad un accordo affinchè la palazzina venga ufficialmente passata dalla Regione al Comune per il bene della scuola. E’ inderogabile da parte delle pubbliche amministrazioni adoperarsi per garantire la normale operatività della scuola, le norma=ve necessarie al distanziamento ed alla tutela della salute di tutto il personale scolastico, ma soprattuto la SCUOLA IN PRESENZA, per tutti i bambini insieme. Abbiamo una opportunità di migliorare la scuola per davvero, facciamolo. Grazie Clara Marinelli, Francesca Tartaglione Ilaria Cimmino in qualità di Presidente del Consiglio di Istituto del Comprensivo Centro Storico Pestalozzi e rappresentante della Scuola Media Carducci

L'articolo Covid, Firenze: la Regione ‘sottrae’ alla Scuola Carducci palazzina per ampliare le classi da www.controradio.it.

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