Firenze: il Museo che non c’è e il coraggio delle scelte

Firenze: il Museo che non c’è e il coraggio delle scelte

Il CAFFE’ SCORRETTO di Domenico Guarino – lunedì 12 ottobre 2020

Prende corpo nel dibattito politico e culturale l’idea di ‘allargare’ gli Uffizi, collegandoli alle Ville Medicee, in un percorso teso a spalmare l’offerta museale e di conseguenza i flussi turistici, diversificando le proposte  in vista di quando, tra qualche mese o qualche anno, i visitatori torneranno copiosi ad affollare Firenze. Un’idea giusta, che va nel senso di quello che avevamo detto qualche giorno fa: il futuro non può essere la riproposizione pedissequa di quanto accaduto finora, con il quadrilatero d’oro tra Duomo, Palazzo  Vecchio ed Uffizi assediato quotidianamente da milioni di turisti,  e poi il resto semivuoto. Bene dunque puntare sulla Villa Medicea di Careggi per un polo che unisca l’arte e la ricerca medico-scientifica. Ma si potrebbe e si può fare di più. Ad esempio  trovando finalmente il coraggio di riunire le straordinarie collezioni  che sono nella pancia dell’università di Firenze, dando forma ad un grande e  moderno museo della scienza e della tecnologia di livello internazionale, multimediale, allestito in collaborazione col polo scientifico di Sesto Fiorentino, e  accompagnato da un percorso attraverso le arti visive. Il Rinascimento fu esattamente questo: un fiorire di studi interconnessi dove i letterati erano anche, spesso, uomini di scienza. Ecco allora che si potrebbero riunire i meravigliosi erbari della facoltà di botanica, con le collezioni litologiche e mineralogiche,   con i fossili del museo di paleontologia. E poi gli straordinari reperti  del museo di Antropologia di via del Proconsolo, solo per dirne alcune. Tutte collezioni che per valore storico museale non hanno nulla da invidiare rispetto ai più importanti musei scientifici del mondo. Magari collegando il tutto con le collezioni del Museo della Specola. Un polo museale che faccia parte di un percorso ben identificato e ben raggiungibile, con servizi dedicati e specifici pacchetti promozione. Un progetto di cui parlammo per la prima volta una ventina di anni fa. Ma, per dirla con uno slogan che ebbe un discreto successo qualche tempo addietro,  se non ora, quando?

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