Gioco, cresce solo il comparto online

È il gioco in rete a salvare le aziende del gambling e le casse dell’erario statale.

Con le sue restrizioni e con le sue chiusure, il covid 19 ha avuto un impatto di portata colossale nei confronti del gioco. Con conseguenze diverse se si guarda al segmento fisico e a quello a distanza. Nel settore tradizionale possiamo infatti registrare un deciso passo indietro, con l’utilizzo di apparecchiature da gioco che è sceso del 47% rispetto al 2019, generando 39 milioni di euro. Una cifra di molto inferiore rispetto ai 74 milioni dell’era pre pandemia.

A crescere, invece, è il gioco online, con una raccolta cresciuta di 35 punti percentuali rispetto al 2019. Le statistiche definitive del gioco a distanza in Italia parlano infatti di un settore che è passato da 36 milioni di euro di volume d’affari ad oltre 49 milioni. Sono questi i numeri messi in evidenza dall’ADM, ovvero l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, durante l’evento “Una prospettiva sociale per l’ADM”, durante il quale si è parlato anche della crescita, del 30%, del numero dei conti di gioco aperti durante l’anno.

A parlare della crescita del gioco è stato anche il professore Marco Spallone, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara. “La quota della raccolta online è passata dal 33% del 2019 al 61% del 2021 – ha spiegato nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare d’Inchiesta sul gioco illegale del Senato –  Questo è il cambiamento strutturale più importante verificatosi in questo triennio. Ovviamente sollecitato dalla presenza della pandemia, che ha impedito per molto tempo di giocare sulla rete fisica. Ovviamente l’abitudine a giocare sull’online si è poi consolidata anche nel 2021. Mentre prima due terzi del gioco era su rete fisica e un terzo sull’online adesso il rapporto è cambiato, la situazione si è capovolta”.

Per un gioco online che sale, c’è tutto il comparto terrestre che invece cala. La raccolta è infatti passata da 110 milioni di euro ad appena 88 milioni, ovvero 20 punti percentuali in meno. A calare, ovviamente, sono soprattutto le vincite: -17%, ovvero quasi 15 milioni di euro andati in fumo, con una spesa che ha perso per strada il 33 per cento. Una crisi che non è di appannaggio esclusivo delle aziende del gambling, ma ha ripercussioni anche per l’erario statale, le cui casse infatti hanno visto scendere del 36% gli introiti: da 11,4 milioni a 7,2.

Una crisi irreversibile. Con un unico paracadute: il gioco in rete.

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