Giovanisì, Rossi: “Uno dei progetti più importanti di questa legislatura”

"La buona strada di Giovanisì? Che tutti siano messi in grado di realizzare se stessi, le proprie capacità e potenzialità. Il progetto Giovanisì, un progetto che mi appassiona e che ritengo uno dei più importanti di questa legislatura, è cercare di autare i giovani a realizzarsi. Certo non può risolvere tutto, ma io credo che una mano la Regione la stia dando e continuerà a darla, grazie anche alle tante sollecitazioni arrivate dai diretti interessati, che sfatano il pregiudizio di un mondo giovanile privo di iniziativa e di voglia di fare e che ci confermano che la scelta di investire sui giovani da parte della regione Toscana è stata giusta ".

Così il presidente Enrico Rossi ha concluso oggi il lungo incontro, settima e ultima tappa del "Giovanisì tour", con una affollata platea di giovani nella sala dell'istituto degli Innocenti in piazza santissima annunziata a Firenze.

La domanda centrale, "Cosa vorresti in futuro per Giovanisì?", ha coinvolto tanti ragazzi e ragazze, sia in sala, con tempo di microfono di 2 minuti, sia con tweet rimbalzati nel "livetwitting" che copriva l'evento. A tutte le richieste e proposte Rossi ha risposto con attenzione e passione, perchè "i giovani sono il nostro futuro e perché le politiche giovanili sono uno dei cardini di questa legislatura (400 i milioni investiti dal 2011 a oggi). Ed è importante raccogliere le indicazioni e gli spunti espressi dal territorio con una partecipazione attiva che mi ha colpito. Peraltro – ha detto Rossi – alcune delle richieste pervenute nell'ambito del tour iniziato a Pisa nell'aprile del 2014 le abbiamo già inserite in Giovanisì".

Tra i tanti aspetti importanti Rossi ha sottolineato il progetto pilota "Start up house", che vuole dare una risposta, anche se parziale, al diritto al lavoro e a un reddito da attività di impresa per i giovani, venendo incontro a una richiesta molto forte. "Da un lato puntiamo sul sostegno mediante voucher all'acquisizione di spazi attrezzati e servizi di affiancamento e tutoraggio, e dall'altro al sostegno finanziario grazie a misure di microcredito (da 5.000 a 15.000 euro). Un'altra misura importante riguarda l'agricoltura dove, con la 'Banca della terra', abbiamo messo a disposizione dei giovani decine di migliaia di ettari in affitto a giovani che vogliono avviare attività agricole".

Le richieste e proposte dei partecipanti si sono susseguite nel corso del pomeriggio, spaziando dalla garanzia del diritto allo studio, a misure di consolidamento per le imprese giovanili già avviate, dal sostegno a media web, alla possibilità di vedere riconosciuto il servizio civile come tappa formativa, da una maggiore attenzione ai diritti dei disabili alla possibilità di accesso a posti nella pubblica amministrazione, fino ai fondi di ricerca assegnati direttamente ai borsisti ("andrebbe riservata - ha detto Rossi - una parte dei bandi ai giovani ricercatori").

Il presidente si è soffermato nel dettaglio su tutti i temi, assumendoli come agenda personale dei prossimi mesi e dando a breve appuntamento ai giovani di tutto il territorio regionale per una ulteriore verifica della situazione. "Nel 2015 – ha detto tra l'altro - sarà la Regione ad allocare le risorse per la formazione sulla base di una ricognizione delle esigenze affidata all'Irpet. Ma la nostra vera battaglia la faremo a livello di centri per l'impiego, vero punto di snodo e di 'scossa' tra la formazione e il lavoro. La Regione c'è e si sta dando da fare". Ai giovani ha comunque raccomandato di non aspettare dall'alto la soluzione dei problemi, ma di farsi avanti e far sentire la propria voce.

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