I compagni di classe di un positivo e il rebus dei tamponi: testimonianze dalla quarantena

I compagni di classe di un positivo e il rebus dei tamponi: testimonianze dalla quarantena

Alunno positivo in classe, scatta la quarantena cautelativa anche per i compagni e le famiglie entrano nel girone infernale dei tamponi (quanti? obbligatori? quando?…). E’ l’inizio della vicenda che ha come protagonista una quinta elementare della scuola Collodi dell’istituto comprensivo delle Cure a Firenze.

Un bambino, accertata la positività al tampone, resta in isolamento a casa. A quel punto scatta la quarantena per l’intera classe di 20 alunni/e e per le insegnanti.

Le famiglie vengono contattate dall’Asl per effettuare i tamponi. “Un primo facoltativo per accertare lo stato di salute del proprio figlio, un altro necessario per il rientro a scuola da effettuarsi a ridosso della fine del periodo della quarantena che scadeva il 30 settembre”. Questo ci testimonia Olivia, la mamma di una bambina della quinta in oggetto.

Risultato: solo cinque bambini si sono presentati stamani a scuola perché gli altri non avevano ricevuto in tempo l’esito del tampone. Contestualmente però i genitori hanno ricevuto una mail dal Dipartimento della prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Centro in cui in fondo si comunica che “Trascorso il periodo di quarantena impartito, in assenza di sintomi, si potrà riprendere la frequenza delle collettività senza alcuna comunicazione da parte dell’Igiene Pubblica”.

Quindi? Niente tampone? Il preside della scuola conferma che i bambini oggi si sarebbero potuti tutti presentare in classe senza alcuna certificazione. Ma allora perché nelle due settimane di quarantena nessun operatore dell’Asl ha comunicato alle famiglie l’esatta procedura, perché i pediatri hanno effettuato dei certificati di rientro  solo previo esito negativo del tampone, certificati che non erano a loro volta necessari?

 

Da domani la quinta della Collodi potrà finalmente essere tutta in classe, rimane l’amarezza di un labirinto di informazioni e procedure che dopo i problemi di organico docenti, di strutture carenti e di disposizioni anti Covid, sembrano l’ennesimo fardello sulle spalle della quotidiana lotta dei genitori.

Solo il 25 settembre scorso il Corriere della Sera pubblicava il seguente ‘estratto’

“Al termine del periodo di quarantena, dopo 14 giorni, il bambino positivo verrà sottoposto a doppio tampone per certificare la guarigione.
I compagni di classe e i contatti stretti, qualora non abbiano avuto sintomi tali da rendere necessario un tampone prima, ne eseguiranno uno per poter rientrare in classe o uscire di casa. Se l’esito del tampone è negativo si torna in classe con l’attestazione del tampone.
In Toscana, invece, i tamponi per tutti quelli che sono venuti a contatto con uno studente positivo a scuola sono ben due: un primo subito, non appena emerge la positività del compagno, un secondo alla fine dei 14 giorni di quarantena”.

Dove sta la verità? Dove stanno le poche certezza procedurali a cui possono appigliarsi i genitori per organizzarsi ed affrontare se non con serenità, quantomeno con chiarezza le quarantene che verranno?

CB

 

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