IL CAFFE’ SCORRETTO del 9 settembre. MA LO STATO CHE CI STA A FARE?

IL CAFFE’ SCORRETTO del 9 settembre. MA LO STATO CHE CI STA A FARE?

L’editoriale di oggi Domenico Guarino. La rubrica va in onda tutte le mattine alle 8.10 nella trasmissione 30 Minuti su Controradio. 

Li abbiamo segregati in casa per mesi definendoli untori. Gli abbiamo addirittura vietato un’ora d’aria perché, si diceva (ricordate?): i cani non trasmettono il virus, i bambini ed i ragazzi si. Li abbiamo piazzati 12 ore al giorno davanti ad un monitor. Gli abbiamo propinato una cosa chiamata pomposamente didattica a distanza, rivelatasi spesso solo una grottesca imitazione delle lezioni del maestro Manzi nella Rai degli anni Sessanta. Ora basta! Ora con i nostri ragazzi, con i nostri bambini, noi abbiamo un debito. Ed è un debito che se ci pensate bene abbiamo anche con noi stessi. Perché se perdiamo la scommessa della Scuola perdiamo il nostro futuro.

E allora dipende da noi: da come sapremo gestire questa fase, indubbiamente delicata. Dalla tranquillità e dal raziocinio che sapremo mantenere nelle situazioni di rischio che si presenteranno, dalla convinzione che non possiamo tornare indietro. Un Paese che fallisce sulla scuola è un paese destinato a morire. Covid o non covid. Le prime notizie che ci arrivano degli istituti che stanno preparando il ritorno tra i banchi tuttavia non sono per nulla tranquillizzanti: confondere una scuola con una sala operatoria, puntare su procedure degne di una corsia di ospedale, è la cosa peggiore che possiamo fare.

E poi quella brutta, pessima sensazione, che tutte le responsabilità, nel bene come nel male, saranno di nuovo scaricate sulle spalle delle famiglie, esattamente come durante il lock down. E allora uno si chiede: ma lo Stato che ci sta a fare? Quindi, calma e gesso, è proprio il caso di dirlo: il mare in tempesta necessità di equipaggi allenati, consapevoli e coraggiosi. Sta a noi non naufragare, un’altra volta. Ma a noi tutti.

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