Il semestre portoghese al Consiglio Europeo costa più del dovuto

Il semestre portoghese al Consiglio Europeo costa più del dovuto

La Presidenza ha speso 260.591 euro per allestire un centro congressi a Lisbona, nonostante le riunioni si stiano svolgendo online, ha pagato un’azienda vinicola 35.785 euro e ha acquistato 360 magliette e 180 abiti per 39.780 euro.  In aggiunta a queste spese, le polemiche riguardano anche la decisione di stipulare dei contratti di sponsorizzazione con alcune aziende che vanno contro le politiche europee, inclusa una conosciuta per accogliere numerosi politici portoghesi.

La Presidenza portoghese ha detto che si tratta semplicemente di procedure standard per far sì che tutto sia pronto nell’eventualità di un ritorno agli eventi dal vivo prima della fine del semestre portoghese. La Presidenza non ha però motivato la decisione di acquistare alcuni capi d’abbigliamento, un comportamento insolito anche se paragonato alle presidenze in epoche senza la pandemia.

I semestri alla Presidenza sono spesso usati dai Governi come un’occasione per mettersi in mostra. Durante la pandemia questo aspetto è venuto meno, le visite e gli eventi dal vivo sono stati sostituiti da webinar e riunioni online.

Una delle decisioni più contestate riguarda l’allestimento di un centro congressi a Lisbona, una delle città maggiormente colpite dai contagi nell’ultimo periodo. Oltretutto, l’appalto è stato assegnato a un’azienda che con otteneva contratti pubblici dal 2011 e che aveva esperienza comprovata esclusivamente nell’organizzazione di fiere in piccole città.

L’accordo stipulato con Navigator è quello più sospetto. L’azienda è conosciuta per aver ricevuto un prestito da 27 milioni e mezzo di euro dalla Banca di Investimento Europea e soprattutto per accogliere ex-politici portoghesi.

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