La Montagna sarà (di nuovo) la nostra Liberazione?

La Montagna sarà (di nuovo) la nostra Liberazione?

Il CAFFE’ SCORRETTO di DOMENICO GUARINO – giovedì 22 ottobre 2020

Quella che vi abbiamo raccontato ieri sera in Senza Sconti -trovate il podcast sul nostro sito-  è una bellissima storia di resilienza e creatività  che traccia un sentiero verso un futuro in cui le ambasce e le sofferenze dell’oggi potrebbero indirizzarci verso traiettorie nuove, e paradossalmente migliori. Il tema è: e se il covid fosse una specie di avvertimento verso l’umanità a staccarsi dal percorso in gran parte senza via d’uscita nel quale si è cacciato? Se ad esempio il tema della residenza e quello del lavoro non debbano essere, anche grazie alle nove tecnologie, riviste profondamente? E’ quello che sta a accadendo a Belmonte Calabro, un paesino in  provincia di Cosenza, di duemila abitanti  scarsi e tante case abbandonate. Una storia comune a tantissimi nostri borghi, anche in Toscana. Da alcuni anni un gruppo di ragazzi calabresi,  ne hanno fatto il fulcro di un sogno che si è tramutato in realtà. Un Paese che rinasce attraverso progetti di accoglienza. Per i migranti certo. Ma ora anche  per chi vuole fuggire dalle aree più affollate, per cercare  una vita migliore e più sicura. E così, un gruppo di studenti di architettura della London Metropolitan University, ha deciso di passare il proprio periodo di quarantena forzato, ovvero la necessità di fare didattica a distanza, propio a Belmonte Calabro, che diventa così il monito di una nuova era. Dove, grazie alle nuove tecnologie che separano sempre più lavoro e residenza, si può pensare a decongestionare le aree urbane, e, insieme a questo, ricostruire un equilibrio territoriale e paesaggistico  nel segno della qualità della vita e della salute. Un monito, una bella storia, che in questi giorni foschi ci da qualche motivo di speranza. Certo, tra la domanda e l’offerta, manca il ruolo della consapevolezza e soprattutto della politica.  Che è chiamata, oggi come non mai, a scelte coraggiose ed in qualche modo visionarie: sgravi fiscali, incentivi, servizi, infrastrutture digitali, contributi a fondo perduto per chi decidesse di trasferirsi in Montagna. Che forse, ancora una volta, come durante la Liberazione dal nazifascismo, sarà la nostra Resistenza e la nostra Liberazione.

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