lL CAFFE’ SCORRETTO – 1 ottobre 2020: L’AZOTO E IL VIRUS DELLA COMUNICAZIONE

lL CAFFE’ SCORRETTO – 1 ottobre 2020: L’AZOTO E IL VIRUS DELLA COMUNICAZIONE

Il caffè scorretto di Domenico Guarino – 1 ottobre 2020

La rubrica va in onda tutte le mattine alle 8.10 nella trasmissione 30 Minuti su Controradio. Per leggere ed ascoltare tutti i ‘caffè’ vai QUI

Secondo Legambiente ogni anno a Milano muoiono circa 600 persone solo a causa del biossido d’azoto emesso dai diesel fuori norma. La notizia è stata diffusa ieri ma ne trovate pochissima traccia sui quotidiani e nei notiziari. Eppure si tratta di una cifra considerevole, che si riferisce per altro ad uno solo degli inquinanti che quotidianamente respiriamo. La notizia fa il pari con gli studi, sempre più numerosi, che mettono in rapporto lo smog prodotto dalle combustioni in ambito urbano ed extraurbano, con la diffusione del virus. Secondo il principio della ‘massima cautela’ spesso indicato per giustificare le decisioni restrittive di governo e regioni, ed ancor più in ossequio del dogma chimerico di ‘rischio zero’ , da questi dati dovremmo aspettarci che ci sia un immediato blocco del traffico veicolare in tutte le zone dove il concentrato mefitico di azoto, pm10 ed altri inquinanti determini picchi di mortalità così alti. Invece nessuno, né le amministrazioni, né il governo, né noi stessi, ci sogniamo di farlo. Perché? Eppure una vittima di inquinamento non ha meno dignità di una vittima del coronavirus. Anzi spesso le due cose si sovrappongono, per cui è difficile capire chi abbia innescato l’esito fatale: il virus o tutto quello che ha contribuito a rendere fragile l’organismo della persona deceduta. Non lo facciamo semplicemente perché sappiamo che non è possibile. Che bloccando la circolazione ammazzeremmo l’economia e la società. Questo perché il criterio di ‘massima precauzione’ si connette sempre, automaticamente, ad una valutazione più ampia costruita sull’analisi dei costi e dei benefici. Se non fosse così l’umanità non sarebbe mai uscita dalle caverne. E’lo stesso criterio che stiamo usando per la lotta al corronavirus? Non sembra. E una delle ragioni è che ogni giorno veniamo martellati su contagi, ricoveri, e tamponi covid, ma nessuno ci parla delle vittime dell’azoto o delle pm10 o di altri inquinanti che infatti tutti continuiamo più o meno tranquillamente a produrre ed inalare.

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