‘Ndrangheta in Toscana, CGIL: saremo parte civile, preoccupati per occupazione

‘Ndrangheta in Toscana, CGIL: saremo parte civile, preoccupati per occupazione

Lo afferma Mauro Fuso, segretario generale Cgil di Pisa annunciando per lunedì 19 aprile alle ore 12 in piazza Matteotti a Santa Croce sull’Arno (Pisa) un “presidio pubblico a sostegno della legalità e del lavoro e affinché si faccia presto luce su questi gravi fatti confidando nel ruolo della magistratura e degli organismi inquirenti”.

“Le indagini della Procura nazionale antimafia aprono, se confermate, scenari inquietanti sulla presenza organica dell’ndrangheta nel sistema conciario. Se quanto emerso dalle indagini venisse confermato ci troveremmo di fronte alla possibile crisi del sistema consortile così come lo abbiamo conosciuto finora, con ripercussioni sociali ed occupazionali imprevedibili in una situazione già complicata dal perdurare della pandemia”. Lo afferma Mauro Fuso, segretario generale Cgil di Pisa annunciando per lunedì 19 aprile alle ore 12 in piazza Matteotti a Santa Croce sull’Arno (Pisa) un “presidio pubblico a sostegno della legalità e del lavoro e affinché si faccia presto luce su questi gravi fatti confidando nel ruolo della magistratura e degli organismi inquirenti”. Nello stesso luogo del presidio ed alla stessa ora è convocata una conferenza stampa. “Come Cgil provinciale dichiariamo fin da subito che ci costituiremo parte civile nel processo – annuncia anche Fuso – per tutelare gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori che potrebbero essere danneggiati da questi atti”.

In merito alle indagini denominate “Keu” e “Calatruria” il segretario generale della Cgil di Pisa, Mauro Fuso, ha adichiarato che “la presenza di organizzazioni malavitose in Toscana ed in particolare, da quanto emerge dalle ultime operazioni di Carabinieri e Dda, nel distretto conciario di S.Croce sull’Arno accende di nuovo l’attenzione dell’opinione pubblica e sopra ogni cosa le forti preoccupazioni più volte manifestate, anche dalla Cgil a tutti i livelli”. “Le indagini e l’azione della magistratura – prosegue – dovranno seguire il loro corso e ci auguriamo che, quanto prima, possano essere individuate tutte le responsabilità per non aggiungere al danno per lo smaltimento illecito dei rifiuti conciari, la beffa per un intero territorio. E’ assolutamente necessario che l’attività della magistratura proceda nell’individuazione degli intrecci illeciti che hanno portato a questa situazione, gravissima per quanto emerge dalle notizie giornalistiche”. Per Mauro Fuso “le conseguenze di tali comportamenti illegali sul distretto conciario, così importante per l’economia toscana, potrebbero essere fortemente penalizzanti. La nostra condanna, ferma e risoluta, per queste gravi vicende va di pari passo con la preoccupazione che non vi siano ripercussioni sulle attività produttive ed in particolare sui livelli occupazionali del distretto, già fortemente colpiti in questi mesi dalla crisi conseguente alla pandemia”.

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