‘Ndrangheta in Toscana: scarti tossici, riunione a Massarosa

‘Ndrangheta in Toscana: scarti tossici, riunione a Massarosa

Convocata in Comune di Massarosa stasera per fare punto della situazione sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in regione

Riunione “urgente” convocata in municipio dal sindaco di Massarosa (Lucca) per fare il punto della situazione sugli sversamenti a Montramito, località del territorio che risulta fra quelle destinatarie in Toscana di scarti tossici di risulta della produzione delle concerie di Santa Croce (Pisa) , secondo quanto emerso dalle inchieste della Dda di Firenze sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana.

Il sindaco Alberto Coluccini ha convocato la riunione per stasera alle 21 una riunione a cui ha invitato tutti gli assessori ed i consiglieri comunali per riferire sulla questione dell’indagine della procura sul presunto smaltimento illecito di rifiuti tossici che vedrebbe coinvolta anche un’area nella zona di Pioppogatto.

“Ho scelto per celerità di convocare direttamente e personalmente tutti gli assessori ed i consiglieri comunali – commenta il sindaco Alberto Coluccini – in modo da poter fare subito il punto della situazione e illustrare quanto a me pervenuto da parte della procura antimafia sull’indagine, un’inchiesta che ha portata ambientale, economica e anche aspetti politici con il coinvolgimento di alcuni esponenti del Pd e vertici regionali”.

L’inchiesta coinvolge elementi di vertice dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno i quali rappresentano il fulcro decisionale di tutto l’apparato sotto indagine. Contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti, inquinamento e impedimento del controllo da parte degli organi amministrativi e giudiziari.

L’inchiesta si chiama Keu, nome dell’inerte derivante dal trattamento dei fanghi degli scarti della concia delle pelli, e ha portato a 6 misure di custodia cautelare (una in carcere e cinque agli arresti domiciliari), 7 interdizioni dall’attività di impresa, due sequestri preventivi di impianti di gestione di rifiuti ed oltre 60 perquisizioni. Eseguito anche un sequestro per equivalente di oltre 20 milioni di euro e numerose perquisizioni ed ispezioni personali e domiciliari presso oltre 50 obiettivi nelle province di Firenze, Pisa, Arezzo, Crotone, Terni e Perugia.

 

 

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