Piccole e medie imprese più competitive, oltre 3 milioni per servizi qualificati

Piccole e medie imprese più competitive grazie ai fondi che la Regione stanzia per consentire l’acquisizione di servizi qualificati. Sono 279 i progetti ammessi per contributi previsti pari a complessivi 9 milioni e 478 mila euro, di cui 100 sono stati finanziati per 3 milioni e 627 mila euro. Come già nei precedenti bandi, le domande ammesse sono presentate prevalentemente da imprese piccole e piccolissime e, in misura minore, da medie imprese. In particolare il bando si rivolgeva in modo prioritario ad imprese in forma associata, in modo da superare lo svantaggio costituito dalle piccole dimensioni.

“Il nostro obiettivo in questa fase di grande difficoltà del nostro sistema produttivo – spiega l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini – non può che essere quello di contribuire a rendere più competitive le pmi toscane, favorendone l’acquisizione di processi duraturi di cambiamento organizzativo e innovazione. Grazie alle risorse previste per questo bando, ci proponiamo di contribuire alla razionalizzazione e alla qualificazione dei servizi alle imprese, favorendone la crescita e la specializzazione”.

Come funziona Il bando per i servizi qualificati prevede la concessione di aiuti diretti alle imprese che intendono investire in progetti innovativi immateriali. In altre parole, non si tratta di investimenti finalizzati ad un nuovo prodotto ma di un investimento in competenze, idee, creatività, capacità tecniche.
La novità di quest’ultimo bando sta nell’offerta di un sistema di aiuti diretti alle imprese per sostenerne gli investimenti innovativi finalizzati all’acquisizione di servizi per la gestione, per migliorare la produzione, la tecnologia, l’organizzazione del lavoro.

La novità “Il sistema di aiuti prevede da quest’anno – spiega l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini – la possibilità per ogni impresa di richiedere una sovvenzione a fondo perduto per l’acquisizione di una serie di servizi reali, articolata anche in un più fasi, in modo da costituire un’azione integrata nell’ambito di un progetto integrato di servizi”.

I servizi finanziabili La gamma e le tipologie di servizi che possono essere utilizzati per la costruzione del progetto integrato sono quelli individuati nell’ambito del “Catalogo dei servizi avanzati e qualificati per le PMI toscane” approvato lo scorso dicembre, che prevede una serie di servizi suddivisi in aree tematiche (Servizi qualificati di primo livello – Servizi qualificati specializzati di innovazione di supporto all’innovazione tecnologica di prodotto e processo, all’innovazione organizzativa e commerciale – Servizi per l’internazionalizzazione).
Spese ammissibili L’intensità dell’aiuto varia a seconda della tipologia di servizi e della dimensione d’impresa. La spesa minima ammissibile per ogni progetto d’investimento attivato varia in relazione alle dimensioni dell’impresa: microimpresa: 7,5 mila euro; piccola impresa: 12,5 mila euro; media impresa e consorzi: 20 mila euro; reti e raggruppamenti temporanei d’impresa: 35 mila euro. Per una spesa superiore a 100 mila euro, in aggiunta a quanto indicato in catalogo, è possibile beneficiare di un aiuto rimborsabile a tasso zero, nella misura massima del 25% dell’investimento ammissibile, da restituire in massimo 24 mesi. Sono previste inoltre delle maggiorazioni un casi specifici, come ad esempio nel caso di servizi erogati da incubatori riconosciuti, per i quali è possibile ottenere un contributo pari al 100% dell’investimento.

“Il bando – spiega ancora l’assessore – risponde alle esigenze di innovazione e di riorganizzazione produttiva e commerciale delle pmi toscane, aiutandole fra l’altro nell’adozione di programmi innovativi in materia di sicurezza, ambiente, certificazioni che, in molti casi, sono vitali per la permanenza sul mercato e il rilancio competitivo delle aziende”.

51 milioni dal 2008 Sono in tutto 14 le graduatorie approvate dal 2008 ad oggi, per 3654 domande presentate, di cui 2146 ammesse e finanziate, pari al 71,92%. L’investimento complessivo ammesso è di oltre 82 milioni a fronte di oltre 51 milioni di contributi concessi.

Il decreto

L’allegato 

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