Rossi a Bruxelles: “Sull’economia circolare gli stati membri sono in ritardo”

BRUXELLES - "In tema di economia circolare sono stati fatti grandi passi avanti. L'Europa ha dato un impulso fondamentale, mettendo i temi ambientali al centro della sua agenda. Molte Regioni si sono ispirate a direttive e circolari dell'Unione, muovendosi meglio e più in fretta degli stati membri, sulla base della spinta dei cittadini. In Toscana, ad esempio, puntiamo ad arrivare entro il 2030 all'80 per cento di raccolta differenziata e di riciclaggio limitando il conferimento in discarica al 10%, abbiamo un piano per arrivare entro il 2050 ad essere regione carbon neutral ed entro la prossima estate saranno vietate le plastiche monouso"

L'ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi intervendo oggi a Bruxelles all'assemblea plenaria del Comitato delle Regioni.

"I cittadini su questi temi - ha proseguito il presidente - sono più avanti della politica. Le istituzioni locali, le forze sociali, le Regioni hanno raccolto questa spinta, presente soprattutto fra i giovani, facendosi interpreti di questa sensibilità. Anche le imprese hanno capito l'importanza di questo tema, mentre invece gli Stati Membri sono in ritardo. L'Europa deve cogliere questa spinta che viene dal basso e governarla, riconciliandosi così con i cittadini e con i govani e andare avanti in maniera spedita, perchè da questo dipende il nostro futuro".

Il presidente è intervenuto anche nel dibattito sull'idea lanciata dal governo in tema di autonomia delle Regioni. "Non la vedo bene - ha commentato - perchè non si può parlare di autonomia delle Regioni presentando 22 differenze. Su questo, come Toscana, avevamo presentato una proposta ragionevole e ben ponderata, di autonomia su alcuni temi. Se c'è un equilibrio fra tutte le Regioni siamo disponibili a dare il nostro contributo per l'unità del paese e la cooperazione fra Regioni. Ma se si dovessero mettere in discussione certi equilibri, con fughe in avanti che esaltano le differenze fra Regioni più ricche e meno ricche, allora ci opporremmo e non escludiamo nemmeno il ricorso alla Corte Costituzionale. Perchè in gioco ci sono valori di base e non si può lasciar correre".     

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