Scuola: dopo un anno e mezzo di pandemia restano tutti i problemi

Scuola: dopo un anno e mezzo di pandemia restano tutti i problemi

Dopo un anno e mezzo di pandemia tutti i problemi della scuola restano sul tappeto, dalle classi pollaio alle cattedre vuote alla questione dei trasporti. E si parla solo di Green pass.

L’unica questione che possa essere rilevante quando si parla di scuola oggi in Italia è il Grenn pass per studenti, docenti e personale. C’è chi è favorevole all’obbligatorietà, chi invece è contrario, chi resta dubbioso. Il modello al momento allo studio è quello francese. Ovvero tutti in classe e in caso di uno studente positivo vanno in Dad solo coloro che non sono vaccinati.

Una buona mediazione? Forse. L’unica cosa certa è che tutte quelle problematiche che la pandemia aveva fatto emergere con forza e che avevamo giurato di risolvere sono lì, immobili o addirittura peggiori. Da una parte le classi pollaio che così resteranno anche per il prossimo anno scolastico, le cattedre vuote, che sono e resteranno tante, la questione dei trasporti.

Su quest’ultima vicenda il mantra era stato: “come facciamo a risolvere un problema del genere in così poco tempo?”. Bene, ora il tempo è passato e quando gli studenti e le studentesse ritorneranno in classe sarà passato quasi due anni dall’inizio della pandemia. A parte aver buttato via milioni di euro in iniziative come i banchi con le rotelle, cosa si è fatto fin ora per tutti i problemi della scuola?

Dall’altra parte ci sono le annose e dimenticate sfide che riguardano, la didattica, il come e cosa insegnare, la formazione dei docenti, ovvero tutti ma proprio tutti i contenuti che stanno dentro il contenitore Scuola.

Ne abbiamo parlato con Stefano Stefanel, Dirigente del “Marinelli” di Udine e Presidente dell’associazione dei Dirigenti scolastici del Friuli Venezia Giulia e con Emanuele Rossi, Segretario generale della FLC della CGIL di Firenze. Clicca per ascoltare la trasmissione in Podcast.

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