Commemorazione online della strage di Via de’ Georgofili

Commemorazione online della strage di Via de’ Georgofili

Firenze, “Oggi come allora sono ancora troppe le contraddizioni, i nodi insoluti che solcano la nostra società: il potere delle organizzazioni criminali non è affatto finito, tutt’altro purtroppo, e si presenta stabilmente anche nei nostri territori”. Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, nel video che apre la commemorazione online della strage di Via de’ Georgofili del 27 maggio 1993.

L’emergenza sanitaria, ha osservato Rossi durante la video commemorazione, “pone anche sfide inedite rispetto alle quali occorre vigilare, non solo sulla situazione delle carceri, che ha portato alla scarcerazione persino di alcuni capimafia, rispetto a cui giustamente l’associazione delle vittime ha richiamato l’attenzione: l’epidemia rischia di avere infatti gravissime ripercussioni economiche, e creare purtroppo il rischio molto grave e concreto che la mafia e le organizzazioni criminali possano trovare dentro questa crisi nuove occasioni per espandersi, approfittando delle difficoltà economiche di tanti imprenditori. Per questo questa ricorrenza deve essere per tutti un monito a rinnovare l’impegno contro le organizzazioni mafiose”.

Per la prima volta la commemorazione della strage di Via de’ Georgofili si tiene senza la storica presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Giovanna Maggiani Chelli, scomparsa nell’agosto del 2019. La donna, madre di una ragazza rimasta ferita nell’attentato del 27 maggio 1993, è stata ricordata in apertura della commemorazione online della strage dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dall’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.

“Con lei – ha detto Rossi – abbiamo perso una donna che con coraggio e tenacia aveva contribuito a tenere viva la memoria e la lotta contro le mafie: nel suo forte impegno civile e morale aveva collaborato intensamente con la Regione per l’affermazione dei valori della legalità”.

Giovanna Maggiani Chelli, ha ricordato Grasso, “è stata uno stimolo continuo, perché ha seguito tutte le udienze del processo, conosceva tutti gli atti; era una fonte inesauribile anche per i cronisti, e non ha mai smesso di farci domande. Io che ho avuto il privilegio di condurre una parte di quelle indagini, dal ’97 al ’99, proprio a Firenze, insieme a un’altra persona che ricordo con tanta commozione, il mio collega e amico Gabriele Chelazzi, abbiamo cercato di rispondere più possibile a quelle domande”.

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Coronavirus: Firenze,chiude Pergola,stop gruppi musei civici

Coronavirus: Firenze,chiude Pergola,stop gruppi musei civici

 “Purtroppo sono costretto” ad annunciare “la chiusura del Teatro della Pergola sino alla” fine della “durata del decreto del presidenza del Consiglio dei Ministri”. Lo ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi dopo le ultime misure del Governo sul Coronavirus.

“Abbiamo valutato – ha spiegato Sacchi – di non poter garantire, sebbene il decreto non ci imponga la chiusura, la distanza interpersonale di almeno un metro. Ci sono troppi ambienti comuni”.
“I musei cittadini civici – ha poi spiegato – saranno aperti anche perché abbiamo registrato un forte calo dei visitatori dei musei” e quindi non ci sono problemi a far rispettare la distanza di un metro. Annullate però le visite di gruppo. Sarà così aperto Palazzo Vecchio ma prevista la chiusura della Torre di Arnolfo”.

Anche l’Accademia dei Georgofili rinvia, a data da destinarsi, tutti gli eventi e le manifestazioni organizzate in sede e fuori sede, in programma fino al 3 aprile compreso. E’ quanto si legge in una nota dell’Accademia all’indomani del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, avente per oggetto le misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus Covid-19.
Sospese inoltre tutte le visite guidate della sede accademica, la mostra in corso su ‘I Georgofili e gli Stati Uniti d’America’ e le attività di consultazione presso la sede della biblioteca e dell’archivio dell’Accademia dei Georgofili.

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Beccato chi rubò la targa della Strage Georgofili

Beccato chi rubò la targa della Strage Georgofili

Firenze, scoperto e denunciato un 21enne turista di Sarzana (La Spezia) che la notte del 31 dicembre scorso trafugò la targa che ricorda la strage mafiosa all’Accademia dei Georgofili di Firenze dove il 27 maggio 1993 l’esplosione di un’autobomba causò la morte dei coniugi Fabrizio Nencioni e Angela Fiume con le figlie Nadia (9 anni) e Caterina (50 giorni di vita), e dello studente Dario Capolicchio.

Lo hanno scoperto i carabinieri indagando su una comitiva ligure di turisti tra i 19 e i 23 anni affittuari di un appartamento vicino al luogo dove si trova “Olivo della pace”, dedicato alla Strage Georgofili con scritte di pace in molte lingue diverse, nonché la targa commemorativa con i nomi delle vittime.

Da filmati risulta che il furto ci fu alle 5.13 del 31 dicembre e si vede che il giovane dopo aver superato la rete di protezione dell’olivo della pace che c’è in strada si appropriò della targa e tramite catenella se la mise a tracolla.

La casa di Sarzana dove abita il 21enne è stata perquisita e sono stati trovati vestiti e scarpe uguali a quelli indossati nel furto. I carabinieri lo hanno denunciato per furto aggravato. La targa fu ritrovata il 2 gennaio da un abitante e consegnata al Comitato Vittime dei Georgofili.

Ad accorgersi del trafugamento della targa fu il 2 gennaio un fiorentino che aveva affittato per un breve periodo ad alcuni turisti un appartamento in borgo dei Greci.

Dopo la loro partenza aveva trovato per terra, accanto a un letto, la targa ricordo della strage dei Georgofili posta nel 2004 sull’Olivo della Pace, in via dei Georgofili.

L’episodio fu denunciato ai carabinieri di Firenze Uffizi, consegnando loro la targa, poi resa all’associazione dei familiari delle vittime della strage. Subito partirono le indagini, che si avvalsero delle immagini riprese dalle telecamere della videosorveglianza. L’esame dei filmati ha dato un grande sostegno all’individuazione del responsabile che è stato denunciato all’autorità giudiziaria per furto aggravato.

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