I New York Cosmos, l’altra squadra di Commisso

I New York Cosmos, l’altra squadra di Commisso

I New York Cosmos, la squadra americana di proprietà di Rocco Commisso, hanno annunciato la temporanea sospensione delle attività e non parteciperanno ai prossimi due campionati.

A inizio gennaio Jeff Rueter, cronista del The Athletic, aveva riportato che la società dei New York Cosmos avrebbe interrotto momentaneamente la propria attività per ragioni legate alla pandemia. Benchè non siano arrivate conferme da parte dello staff, risulta che alcuni giocatori abbiano ricevuto la comunicazione che la squadra non parteciperà alle previste edizioni primaverili e autunnali del campionato NISA, la lega nazionale delle squadre indipendenti, ovvero le squadre a livello professionistico che non partecipano alla MLS.

La richiesta di chiarimenti ha ricevuto solo una risposta istituzionale che non contiene dettagli e ha fatto aumentare i preesistenti sospetti che l’attuale proprietà sia interessata a vendere la franchigia.

I New York Cosmos sono stati acquistati da Rocco Commisso nel dicembre del 2016 con ambizioni di ritorno ai massimi livelli del campionato americano e la promessa di un nuovo stadio nell’area di New York. Le cose non sono andate secondo i piani anche a causa della scarsa apertura della MLS, che non prevede un sistema di accesso basato su promozioni/retrocessioni bensì sul pagamento di una quota associativa (le ultime ammontavano a 150 milioni di dollari) e la proprietà di uno stadio.

Il fatto che la squadra di Commisso si sia presa due stagioni di pausa presta il fianco a facili battute sull’attuale andamento della sua altra squadra, l’ACF Fiorentina. In realtà, tra le accuse arrivate alla proprietà c’è anche quella di essersi disinteressata alla sorte dei New York Cosmos una volta acquisita la Fiorentina e aver dichiarato per questa progetti ambiziosi.

Nonostante la pandemia, I New York Cosmos sono l’unica società partecipante alla NISA ad aver preso una decisione simile e la sensazione tra le persone che seguono la squadra è che la vendita della società sia solo questione di tempo.

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Nardella: “il nuovo Stadio per la Fiorentina lo farà il comune. Al via il restyling del Franchi”

Nardella: “il nuovo Stadio per la Fiorentina lo farà il comune. Al via il restyling del Franchi”

Il sindaco: “faremo un concorso internazionale per un’operazione di livello mondiale”. Investimento di mezzo miliardo di euro, compresi parcheggi e aree commerciali. “La Fiorentina? Interlocutore privilegiato, ma decide il comune” dice Nardella.

Una grande sfida  di livello internazionale, all’altezza della storia  e del prestigio della città di Firenze, che richiami le migliori menti del mondo per partecipare alla realizzazione di un progetto in grado di conservare il monumento (lo stadio Franchi) ed allo stesso tempo di garantire una moderna fruizione delle partite,  ed anche un investimento sostenibile. Uno stadio green, all’avanguardia tecnologica, che non consumi suolo e rappresenti un puntO di attrazione per fiorentini ed appassionati di sport.  Dopo la lettera del MIBACT (che, dice il sindaco “ha avuto il pregio di chiarire finalmente in maniera ufficiale cosa si possa fare e cosa no dello stadio Franchi”, e dopo le parole di Commisso  (“per noi partita chiusa” aveva etto il patron della Viola) Nardella decide di fare da solo e rompe gli indugi: il nuovo stadio per la Fiorentina lo realizzerà il comune , ristrutturando l’opera del Nervi con l’ausilio di un concorso internazionale “di altissimo livello” ed un investimenti di 400/500 milioni di euro,  che rappresenti anche un’occasione di rinascita per il quartiere di Campo di Marte. Il tutto in tempi rapidi, con la prima pietra entro il 2024, e senza costi aggiuntivi per la collettività.

“Prendiamo atto della decisione della Fiorentina di considerare i lavori del Franchi di considerare il Franchi un capitolo chiuso -ha chiarito Nardella in conferenza stampa- pertanto faremo tutto noi. Fa parte del patrimonio della città e non possiamo permetterci di non onorarlo e di abbandonare una struttura come questa” .

Stando alle parole del sindaco,  “la prima fase partirà già a febbraio, quando i muratori andranno ad intervenire sulla sicurezza, per un investimento da 300 mila euro.  Nel prossimo anno, poi, si investiranno 7 milioni per il miglioramento sismico“.

Per quanto riguarda in particolare il  il restyling, Nardella ha affermato che  si è deciso “di realizzare un concorso internazionale di progettazione di altissimo livello che ci permetterà di dare a Firenze un risultato di qualità. Il concorso verrà già presentato quest’anno per  arrivare all’assegnazione entro il 2023, e far  iniziare i lavori entro la fine del mandato”

“Dal punto di vista economico- ha sottolineato Nardella –  peseremo di un euro sui cittadini rispetto a quanto già il Comune spende oggi per il Franchi. Questo perché punteremo ad attivare tutti i canali di finanziamento possibili, puntando ad un finanziamento a tasso 0, con la Banca Europea degli Investimenti, la Cassa depositi e Prestiti e il fondo sportivo. Prevediamo anche  un rientro con l’adeguamento della concessione dello stadio e delle aree commerciali. Vogliamo anche costruire il museo della storia della Fiorentina.”.

Se l’attuale proprietà della Fiorentina intende costruire un nuovo stadio fuori dal Comune, è libera di farlo. Noi però andiamo avanti col Franchi perché non può essere lasciato abbandonato. Il rapporto con Commisso è sempre stato ottimo e tra noi non c’è mai stato uno screzio. daremo grandissima attenzione alla Fiorentina nel percorso progettuale dello stadio. Se facciamo i lavori è perché la Fiorentina possa giocare in questo stadio e i tifosi possano seguirla al meglio. Ovviamente sarà con una posizione diversa rispetto a due soggetti che realizzano insieme un tale progetto. Se poi la proprietà intenderà entrare per la gestione degli spazi commerciali, sicuramente a questo siamo aperti“ ha concluso Nardella.

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Nuovo stadio Franchi, Fiorentina: “Tema chiuso dopo parere Mibact”

Nuovo stadio Franchi, Fiorentina: “Tema chiuso dopo parere Mibact”

Il patron dei viola Rocco  Commisso caustico dopo la lettera del ministero che permette solo copertura e avvicinamento curve: credevo Governo prendesse decisione più utile economia

Per la Fiorentina il tema di uno nuovo stadio Franchi, dopo la risposta del Mibact, è da
ritenersi “chiuso”. Lo spiega la società che “ringrazia tutte le realtà coinvolte, che si sono interessate alla possibile realizzazione di un nuovo stadio per la città di Firenze e i
tifosi della Fiorentina nello stesso luogo dove la squadra ha sempre giocato”.

“Con la nuova Legge Salva Stadi credevo che per il calcio italiano specialmente in questo momento di grave crisi per tutto il Paese, il Governo potesse prendere una direzione
più utile per il futuro del sistema calcio e l’economia italiana in generale”: così il patron Commisso.

la presa di posizione dopo che nel pomeriggio era stata recapitata la lettera contenente le indicazioni relative alle possibilità di intervento sul Franchi, secondo le valutazioni del MIBACT.

Commisso aggiunge   anche: “Purtroppo, vedo che c’è interesse a conservare una struttura fatiscente di cemento armato di 90 anni che permettere ai tifosi di assistere a un
evento sportivo con tutti i servizi moderni e i comfort di uno stadio all’avanguardia che Firenze avrebbe meritato. Ora immagino che la burocrazia italiana insieme a tutte le realtà
che si sono fortemente attivate per evidenziare al Mibact la necessità di salvare il Franchi come Archistar, Fondazioni e Comitati, siano altrettanto rapidi a raccogliere i fondi
necessari che occorreranno al Comune per ristrutturare lo stadio. Bisognerà assolutamente evitare che il Franchi possa diventare una struttura abbandonata e cadente nel cuore della
bellissima Firenze”.

Lo stadio Artemio Franchi di Firenze, opera dell’architetto Pier Luigi Nervi non si potrà
abbattere ma si potrà intervenire sulla struttura esistente, con l’opzione di una copertura integrale e curve vicine al campo. Così il Ministero per i Beni Culturali in una lettera risponde a Comune di Firenze e Fiorentina. Sulla Franchi si sono mobilitati anche alcuni dei nomi più prestigiosi dall’architettura mondiale, da Tadao Ando a Norman Foster, firmatari di una lettera appello contro la demolizione, consegnata al sindaco Dario Nardella da Marco Nervi, nipote del ‘padre’ dello stadio e presidente della Pier Luigi Nervi Project Association .

Nella lettera del Mibact individua, tra “gli specifici elementi strutturali, architettonici o visuali di cui sia strettamente necessaria la conservazione la snella pensilina nella sua forma originaria, posta a copertura della tribuna centrale, le scale elicoidali di accesso alla Maratona e alle curve (Fiesole e Ferrovia), la torre di Maratona, l’anello strutturale originario delle campate standard costituite dal sistema pilastro-trave sagomata, su cui insistono le gradinate e che nella loro reiterata successione definiscono, anche quale importante elemento visuale, l’aspetto esterno dello stadio”. Nel documento si precisa poi che “può essere realizzato un sistema di copertura integrale degli spalti” e anche “interventi di replica delle gradinate delle curve Fiesole e Ferrovia in parallelo a quelle attuali, al fine di ridurre la distanza dal campo di gioco”. Possibili anche “interventi di riqualificazione degli elementi strutturali, architettonici o visuali sopra indicati sia in relazione alle questioni di conservazione – statica o materica – sia a quelle di adeguamento funzionale”, ma anche “interventi di rinforzo degli elementi strutturali, con tecniche specifiche per le strutture in cemento armato, sia ai fini del superamento delle criticità statiche rilevate che del miglioramento del comportamento della struttura sotto l’azione del sistema”

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Franchi, ore decisive in attesa del parere Ministero e ipotesi ricorsi

Franchi, ore decisive in attesa del parere Ministero e ipotesi ricorsi

No all’abbattimento ma sì a una ristrutturazione anche massiccia dello stadio Franchi. Questo potrebbe essere  il senso del responso del Mibact. Attesa la risposta già nelle prossime ore. A scriverlo è l’edizione odierna di Repubblica, che però sottolinea come oltre al no di Commisso vada scongiurata anche l’ipotesi dei ricorsi.

Ancora nulla di certo, scenari aperti, anticipati da Controradio nelle scorse settimane che adesso trovano sintesi anche sulle pagine della stampa locale sul futuro dello stadio Franchi. Il Ministero dei Beni culturali deve ancora esprimersi in merito alla richiesta della Fiorentina per la ristrutturazione dello stadio. Risposta prioritaria rispetto a tutte le successive ipotesi, come ribadito un mese fa ai nostri microfoni dal sindaco Nardella. Sulla possibilità che si possa fare uno stadio di calcio nuovo al posto dell’attuale impianto di atletica ‘Ridolfi’ Nardella aveva infatti affermato  “per ora, finché il ministero non dà una risposta non aggiungerei ulteriori opzioni che potrebbero generare confusione o aspettative”.

Intanto l’associazione Nervi Project però  si dichiara pronta a presentare un dossier di ricorso al Tar qualora il Ministero dovesse concedere qualsiasi forma di stravolgimento della struttura ideata dal Nervi. Un’azione che potrebbe essere sostenuta dal comitato Salviamo il Franchi ed il Fai oltre a figure illustri nel mondo dell’architettura.

Si potrebbe fare un master-plan della zona di Campo di Marte, prevedendo di costruire il nuovo stadio al posto del Ridolfi, accanto allo stadio già esistente. Il sindaco dovrebbe ritirare la domanda fatta al ministero che mi sembra una scusa per non agire” dichiarava il 22 dicembre scorso in Senza Sconti Marco Nervi, nipote del progettista del Franchi e presidente della Nervi project. “La vicenda del Franchi può essere l’occasione per un progetto ambizioso di ridisegno del quartiere e di rilancio della città – aggiungeva Marco Nervi”.

La vicenda potrebbe non fermarsi nemmeno al solo tribunale amministrativo regionale e riguardare la possibile incostituzionalità della legge sugli stadi dello scorso settembre  approvata  su spinta del Pd e di Renzi. Un pronunciamento quello della Corte Costituzionale che di certo avrebbe solo l’allungamento ulteriore dei tempi.

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Prandelli: “Chi me l’ha fatto fare di tornare alla Fiorentina? Il cuore e l’istinto”

Prandelli: “Chi me l’ha fatto fare di tornare alla Fiorentina? Il cuore e l’istinto”

🔈Firenze, Cesare Prandelli ha tenuto una conferenza stampa per il suo ritorno alla Fiorentina al posto dell’esonerato Beppe Iachini, dieci anni dopo la sua prima esperienza in viola.

Ufficio stampa

“Chi me l’ha fatto fare di tornare alla Fiorentina? Il cuore e l’istinto – ha detto Prandelli – Trovando per le strade della città tanti tifosi mi chiedevano di tornare ma io non sarei mai andato via. La storia, ormai, la conoscono tutti. Sono tornato per riprendere anche un certo tipo di discorso. Qui c’è una sfida importante, anche se si rischia di rovinare degli equilibri. Di sicuro non sarà mai solo in questo percorso”.

“In Rocco Commisso e Joe Barone – ha aggiunto – ho trovato due persone di una sensibilità straordinaria. Prima di iniziare questa avventura mi hanno detto che avrebbero parlato con Beppe” Iachini “e questo l’ho trovato di una sensibilità unica. Sono convinto che possiamo fare e creare qualcosa di veramente importante”.

“Mai – ha detto ancora Prandelli – avrei pensato di essere un possibile papabile alla panchina viola, di nomi ne erano stati fatti tanti. Una settimana fa – ha svelato poi – mi ha chiamato il presidente del Genoa Preziosi e mi ha detto ‘se ero pronto a tornare in campo perché io ho parlato benissimo di te’. Quando gli ho chiesto qual era il club mi ha risposto la Fiorentina e quindi ringrazio Preziosi”.

Le dichiarazioni di Cesare Prandelli:

 

 

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