Trasporto aereo e post Covid 19, quali scenari per Firenze e per i lavoratori di Peretola

Trasporto aereo e post Covid 19, quali scenari per Firenze e per i lavoratori di Peretola

Dal traffico ridotto dei primi di marzo col dimezzamento dei passeggeri  alla chiusura degli scali in 48 ore a seguito del decreto governativo, fino all’annunciata riapertura di lunedì con un protocollo sicurezza per il Vespucci e il Galilei adottato dal Ministero  e di fatto modello per tutte le altre realtà aeroportuali italiane.

Così Peretola si appresta al ritorno dell’operatività nella Fase 2. E per le centinaia di lavoratori di Toscana Aeroporti  in cassa integrazione straordinaria dal 23 marzo?

Chiara Brilli lo ha chiesto a Simona Naldini Filt Cgil tracciando anche possibili scenari per il futuro aereo del Vespucci.

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Aeroporto Peretola:  Falchi, incommentabile riavvio iter per nuova pista

Aeroporto Peretola:  Falchi, incommentabile riavvio iter per nuova pista

“Non trovo parole educate per commentare la decisione della Giunta regionale di proporre il riavvio dell’iter per la nuova pista dell’aeroporto di Firenze. In un momento come questo, nel pieno di una crisi sanitaria che è anche sociale ed economica, si trovano tempo e risorse per un progetto già bocciato ovunque (dai cittadini, dal buon senso e dai tribunali). Io qualche idea di come usare 150 milioni pubblici in modo molto più utile ce l’avrei”. Lo scrive su facebook il sindaco di Sesto Fiorentino (Firenze) Lorenzo Falchi commentando l’avvio del procedimento di variante al Pit da parte della Regione Toscana.

La procedura per una nuova variante al Pit per l’aeroporto di Firenze “parte in un momento quanto mai inopportuno, in cui tutta l’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche devono essere concentrate sull’emergenza sanitaria ed economica che stiamo attraversando a causa della diffusione del Coronavirus. Inoltre, trovo che sia sbagliato far partire adesso, a pochi mesi dalla fine della legislatura regionale, un iter che prevede la sua conclusione nel 2021”. A dirlo è Serena Spinelli consigliere regionale del Gruppo misto ed esponente di 2020 a sinistra.
“Ogni ipotesi di nuova pista a Peretola – aggiunge Spinelli in una nota – già bocciata dalla giustizia amministrativa a più riprese e ad ogni livello, fino a quello del Consiglio di Stato,
mi vedrà fermamente contraria”, “a maggior ragione – aggiunge – dopo l’emergenza ci sarà da ripensare al nostro modello di sviluppo, che sta mostrando tutte le sue fragilità, e saranno necessari interventi importanti, da parte delle istituzioni, da quelle europee fino agli enti locali, per dare sostegno a cittadini e imprese, a partire da coloro che saranno più duramente colpiti”.

“Sull’aeroporto di Peretola c’è stata una sentenza e non si può ignorare, come non si può ignorare l’esigenza di uno sviluppo armonico a livello regionale e la strategicità dello scalo pisano”. Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Pd, Alessandra Nardini, sottolineando che “non è più possibile procedere per automatismi” e che “l’emergenza Coronavirus ristabilisce oggettivamente priorità e urgenze di intervento e investimenti insieme a una seria revisione dei modelli di sviluppo sempre più nel senso della sostenibilità”. Non si può ignorare, secondo Nardini, “che ci sarà un calo generale dei flussi, non si sa per quanto, e che questo dato si aggiungerà alla già seria flessione di passeggeri del ‘Galilei’, su cui ho più volte espresso preoccupazione e richiesto interventi strategici”. “Pd e coalizione di centrosinistra – conclude – devono riaprire la discussione insieme agli amministratori, ai livelli territoriali e a quello regionale, con quello sforzo di sintesi che fino a qui è mancato, perché le posizioni e le critiche sono trasversali dentro e fuori il Pd e il centrosinistra, all’interno degli schieramenti politici e tra i vari territori coinvolti”.

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Fridays for future: ‘die-in’ all’aeroporto Vespucci

Fridays for future: ‘die-in’ all’aeroporto Vespucci

Un gruppo del movimento ‘Fridays for Future’ di Firenze ha dato vita ieri sera, al terminal passeggeri dell’aeroporto Vespucci, a un ‘die-in’. Distesi sul pavimento come morti, hanno esposto cartelli come ‘Meno aeroporti più parchi’ e ‘Non vogliamo l’ampliamento della pista’.

La protesta del movimento ‘Friday for Future‘ ‘è contro il progetto di nuova pista dell’aeroporto. “Se la pista venisse costruita, il territorio sarebbe devastato a livello ecologico, per non parlare della salute dei cittadini”, lamentano. Le istituzioni locali e regionali, che da tempo dichiarano di sostenere politiche ecologiche, “se davvero vogliono mettere uno stop alle emissioni di CO2, allora questo significa mettere uno stop all’aeroporto. Questo le aumenterebbe in maniera significativa andando ad aggravare la situazione in cui versa il nostro pianeta”.

die inUn gruppo di attivisti ha dato vita ad un ‘die-in’, sono “morti in aeroporto”, un’allegoria che, sostengono, non è molto lontana dalla realtà. Ribadita l’incompatibilità di ogni ipotesi di un nuovo e più grande aeroporto con le necessità planetarie di fermare le emissioni climalteranti, con il bisogno di superare l’economia fossile ed i suoi ricatti per salvare adesso il salvabile e avviare la transizione ecologica possibile.

Questo flash mob nella hall dell’aeroporto Vespucci è stato organizzato intorno alle 20.00, orario non casuale, da cui i voli dovrebbero essere interrotti per proteggere dal rumore il sonno di coloro che vivono nella zona e vengono sorvolati. La richiesta che viene fatta è, infatti, anche quella di aumentare le fasce orarie di tutela e interrompere i voli la sera, la notte e all’alba. Questo va fatto con urgenza nella prospettiva di un ridimensionamento con tutela occupazionale e di un rientro dell’attività aeroportuale entro i limiti fisici del pianeta nel rispetto delle esigenze di tutela della salute delle classi popolari che vi abitano in prossimità.

die inIl Fridays for Future Firenze sostiene che una nuova pista di 2400m per arrivare ad oltre 50mila voli e 5milioni di passeggeri l’anno è l’incubo sociale ed ambientale che i poteri forti del territorio spacciano con la narrazione falsa e stantia dello “sviluppo” e delle sue “opportunità”. Un volo ogni 7 minuti circa per 17 ore di esercizio aeroportuale tutti i giorni dell’anno feste comprese. Una nuova pista che cancella il parco della piana come elemento di protezione e rigenerazione ambientale. Più Traffico aereo e più traffico automobilistico collegato. Un impatto devastante sull’assetto idrico e il sistema delle acque basse della piana regimate dal fosso reale. Un nuovo aeroporto come tassello fondamentale di un progetto di città dove la rendita immobiliare e l’economia delle merci di lusso continuano a spartirsi il goloso piatto del centro-vetrina ormai sottratto agli abitanti.

die inQuesto è lo scenario di morte a cui il Fridays for future si oppone nonostante le dichiarazioni del presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai che ha dichiarato “la pista si farà comunque”.

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Firenze: sequestrate conchiglie di ‘Tridacna gigas’ a rischio estinzione

Firenze: sequestrate conchiglie di ‘Tridacna gigas’ a rischio estinzione

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli operanti aeroporto ‘Amerigo Vespucci’ di Firenze-Peretola hanno bloccato due conchiglie delle dimensioni di quasi 1 metro l’una di un esemplare di circa 50 kg di ‘Tridacna gigas’, che un commerciante italiano stava spedendo a Santo Domingo.

I militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Firenze si sono insospettiti di fronte a una documentazione relativa all’esportazione verso la Repubblica Dominicana di due colonne in piperno con incastonate le singolari e rare conchiglie. La ‘Tridacna gigas’ è, infatti, considerata il più grande mollusco bivalve esistente al mondo (cosiddetto ‘giant clam’) e abita prevalentemente le acque delle barriere coralline degli oceani Pacifico e Indiano.

L’attività scaturisce dai controlli che le Fiamme Gialle fiorentine effettuano presso l’aeroporto sulle operazioni di importazione ed esportazione relative alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione.

Tenuto conto che, dalla documentazione presentata all’aeroporto, non era chiara la provenienza delle conchiglie, i militari hanno deciso di effettuare con i funzionari doganali una verifica merceologica, a seguito della quale è emerso che, in realtà, le conchiglie viaggiavano in via del tutto separata dalle colonne, non accompagnate da alcun documento che ne certificasse il legittimo possesso e l’autorizzazione al trasporto.

Le due conchiglie sono state sequestrate e il proprietario denunciato all’autorità giudiziaria in base alla legge che sanziona il traffico di specie a rischio di estinzione con un’ammenda da 20.000 a 200.000 euro o anche con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno.

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Firenze: sequestrate conchiglie di ‘Tridacna gigas’ a rischio estinzione

Firenze: sequestrate conchiglie di ‘Tridacna gigas’ a rischio estinzione

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I militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Firenze si sono insospettiti di fronte a una documentazione relativa all’esportazione verso la Repubblica Dominicana di due colonne in piperno con incastonate le singolari e rare conchiglie. La ‘Tridacna gigas’ è, infatti, considerata il più grande mollusco bivalve esistente al mondo (cosiddetto ‘giant clam’) e abita prevalentemente le acque delle barriere coralline degli oceani Pacifico e Indiano.

L’attività scaturisce dai controlli che le Fiamme Gialle fiorentine effettuano presso l’aeroporto sulle operazioni di importazione ed esportazione relative alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione.

Tenuto conto che, dalla documentazione presentata all’aeroporto, non era chiara la provenienza delle conchiglie, i militari hanno deciso di effettuare con i funzionari doganali una verifica merceologica, a seguito della quale è emerso che, in realtà, le conchiglie viaggiavano in via del tutto separata dalle colonne, non accompagnate da alcun documento che ne certificasse il legittimo possesso e l’autorizzazione al trasporto.

Le due conchiglie sono state sequestrate e il proprietario denunciato all’autorità giudiziaria in base alla legge che sanziona il traffico di specie a rischio di estinzione con un’ammenda da 20.000 a 200.000 euro o anche con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno.

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