Firenze: sequestrate conchiglie di ‘Tridacna gigas’ a rischio estinzione

Firenze: sequestrate conchiglie di ‘Tridacna gigas’ a rischio estinzione

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli operanti aeroporto ‘Amerigo Vespucci’ di Firenze-Peretola hanno bloccato due conchiglie delle dimensioni di quasi 1 metro l’una di un esemplare di circa 50 kg di ‘Tridacna gigas’, che un commerciante italiano stava spedendo a Santo Domingo.

I militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Firenze si sono insospettiti di fronte a una documentazione relativa all’esportazione verso la Repubblica Dominicana di due colonne in piperno con incastonate le singolari e rare conchiglie. La ‘Tridacna gigas’ è, infatti, considerata il più grande mollusco bivalve esistente al mondo (cosiddetto ‘giant clam’) e abita prevalentemente le acque delle barriere coralline degli oceani Pacifico e Indiano.

L’attività scaturisce dai controlli che le Fiamme Gialle fiorentine effettuano presso l’aeroporto sulle operazioni di importazione ed esportazione relative alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione.

Tenuto conto che, dalla documentazione presentata all’aeroporto, non era chiara la provenienza delle conchiglie, i militari hanno deciso di effettuare con i funzionari doganali una verifica merceologica, a seguito della quale è emerso che, in realtà, le conchiglie viaggiavano in via del tutto separata dalle colonne, non accompagnate da alcun documento che ne certificasse il legittimo possesso e l’autorizzazione al trasporto.

Le due conchiglie sono state sequestrate e il proprietario denunciato all’autorità giudiziaria in base alla legge che sanziona il traffico di specie a rischio di estinzione con un’ammenda da 20.000 a 200.000 euro o anche con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno.

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I militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Firenze si sono insospettiti di fronte a una documentazione relativa all’esportazione verso la Repubblica Dominicana di due colonne in piperno con incastonate le singolari e rare conchiglie. La ‘Tridacna gigas’ è, infatti, considerata il più grande mollusco bivalve esistente al mondo (cosiddetto ‘giant clam’) e abita prevalentemente le acque delle barriere coralline degli oceani Pacifico e Indiano.

L’attività scaturisce dai controlli che le Fiamme Gialle fiorentine effettuano presso l’aeroporto sulle operazioni di importazione ed esportazione relative alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione.

Tenuto conto che, dalla documentazione presentata all’aeroporto, non era chiara la provenienza delle conchiglie, i militari hanno deciso di effettuare con i funzionari doganali una verifica merceologica, a seguito della quale è emerso che, in realtà, le conchiglie viaggiavano in via del tutto separata dalle colonne, non accompagnate da alcun documento che ne certificasse il legittimo possesso e l’autorizzazione al trasporto.

Le due conchiglie sono state sequestrate e il proprietario denunciato all’autorità giudiziaria in base alla legge che sanziona il traffico di specie a rischio di estinzione con un’ammenda da 20.000 a 200.000 euro o anche con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno.

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Sentenza Tar su aeroporto Firenze, la Regione  ricorrerà al Consiglio di Stato

Sentenza Tar su aeroporto Firenze, la Regione  ricorrerà al Consiglio di Stato

“Il M5Stelle con i suoi ministeri si prodiga a far danni alla nostra regione. Ad esempio, per un anno ha bloccato i contributi alla geotermia impedendo investimenti per centinaia di milioni su questa energia rinnovabile. Inoltre, non un’opera pubblica ha fatto un passo avanti con Toninelli: né la Tirrenica, né il sotto attraversamento, né la nuova stazione di Firenze, né le terze corsie autostradali, né il porto di Livorno, nulla di nulla. Un anno perso, dimenticato. Oggi apprendiamo che, per ordine dei ministri Toninelli e Costa, sollecitati dal M5stelle toscano, sollecitato a sua volta dai comitati, i dicasteri dei trasporti e dell’ambiente non si assoceranno all’Avvocatura di Stato per difendere l’operato dei loro tecnici nella formazione del parere positivo sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze, che miglio ra sia l’impatto ambientale sia la funzionalità della infrastruttura».

Comincia così la nota con cui il presidente Enrico Rossi annuncia il ricorso della Regione Toscana al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar della Toscana, che nel maggio scorso ha annullato il decreto di Via relativo al masterplan di potenziamento dell’aeroporto di Firenze. Proprio ieri l’Avvocatura generale dello Stato ha infatti presentato il suo ricorso a difesa dell’operato del ministero dell’Ambiente, del ministero dei Beni culturali e dell’Enac.

«Così – continua Rossi – scopriamo che questo governo accanto all’Avvocatura di Stato ha un’avvocatura voluta dai Cinque stelle che è nemica, ancora una volta, dello sviluppo e del lavoro, anche quando vengono migliorati i parametri ambientali. Ma si sa, i ministri pentastellati di fronte ad una manciata di voti non resistono. Solo quando capiscono che rischiano di andare a casa sono pronti ad arretrare, come è accaduto per la Tav. In questo caso allora fanno firmare le carte ai tecnici che poi però, se non fa comodo, non vengono difesi».

«Un degrado così – conclude il presidente Rossi – non si era ancora visto. Noi faremo ricorso con l’avvocatura regionale e continueremo ad impegnarci per il bene della Regione avendo sempre più chiaro che il populismo del M5stelle è nefasto per la Toscana almeno quanto quello della estrema destra nazionalista della Lega».

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Sentenza Tar su aeroporto Firenze, la Regione  ricorrerà al Consiglio di Stato

Sentenza Tar su aeroporto Firenze, la Regione  ricorrerà al Consiglio di Stato

“Il M5Stelle con i suoi ministeri si prodiga a far danni alla nostra regione. Ad esempio, per un anno ha bloccato i contributi alla geotermia impedendo investimenti per centinaia di milioni su questa energia rinnovabile. Inoltre, non un’opera pubblica ha fatto un passo avanti con Toninelli: né la Tirrenica, né il sotto attraversamento, né la nuova stazione di Firenze, né le terze corsie autostradali, né il porto di Livorno, nulla di nulla. Un anno perso, dimenticato. Oggi apprendiamo che, per ordine dei ministri Toninelli e Costa, sollecitati dal M5stelle toscano, sollecitato a sua volta dai comitati, i dicasteri dei trasporti e dell’ambiente non si assoceranno all’Avvocatura di Stato per difendere l’operato dei loro tecnici nella formazione del parere positivo sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze, che miglio ra sia l’impatto ambientale sia la funzionalità della infrastruttura».

Comincia così la nota con cui il presidente Enrico Rossi annuncia il ricorso della Regione Toscana al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar della Toscana, che nel maggio scorso ha annullato il decreto di Via relativo al masterplan di potenziamento dell’aeroporto di Firenze. Proprio ieri l’Avvocatura generale dello Stato ha infatti presentato il suo ricorso a difesa dell’operato del ministero dell’Ambiente, del ministero dei Beni culturali e dell’Enac.

«Così – continua Rossi – scopriamo che questo governo accanto all’Avvocatura di Stato ha un’avvocatura voluta dai Cinque stelle che è nemica, ancora una volta, dello sviluppo e del lavoro, anche quando vengono migliorati i parametri ambientali. Ma si sa, i ministri pentastellati di fronte ad una manciata di voti non resistono. Solo quando capiscono che rischiano di andare a casa sono pronti ad arretrare, come è accaduto per la Tav. In questo caso allora fanno firmare le carte ai tecnici che poi però, se non fa comodo, non vengono difesi».

«Un degrado così – conclude il presidente Rossi – non si era ancora visto. Noi faremo ricorso con l’avvocatura regionale e continueremo ad impegnarci per il bene della Regione avendo sempre più chiaro che il populismo del M5stelle è nefasto per la Toscana almeno quanto quello della estrema destra nazionalista della Lega».

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Peretola: MIT recepisce sentenza Tar e blocca nuova pista

Peretola: MIT recepisce sentenza Tar e blocca nuova pista

Nella giornata di ieri il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato il provvedimento che sospende l’esecuzione del decreto direttoriale 6674/2019 con il quale era stata ratificata la conclusione della conferenza dei servizi sull’aeroporto di Firenze, accertando il perfezionamento del procedimento d’intesa Stato – Regione Toscana, relativo al Masterplan dell’Aeroporto “Amerigo Vespucci”.

La sospensione si è resa necessaria a seguito della sentenza del TAR Toscana n. 793/2019 che ha annullato il  Decreto di compatibilità ambientale (VIA) del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, n. 377 del 28.12.2017 relativo al richiamato Masterplan.

Con la sentenza n. 793/2019, pubblicata in data 27 maggio, il TAR della Toscana ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Sesto Fiorentino contro il decreto di VIA per il progetto del nuovo aeroporto di Firenze. I giudici hanno accolto pienamente il ricorso, giudicando illegittimo il decreto di VIA poiché non ha compiutamente valutato l’impatto ambientale del progetto, prevedendo un elevato numero di prescrizioni che per tenore di fatto hanno posticipato la valutazione dell’impatto ambientale alla effettiva realizzazione del progetto. Tra gli elementi di criticità, anche la costituzione dell’osservatorio ambientale senza il coinvolgimento dei Comuni interessati dall’opera.

Secondo i giudici “la previsione di un numero così elevato di prescrizioni, ma soprattutto il carattere e il tenore di queste ultime, dimostra inevitabilmente il difetto di istruttoria in cui sono incorsi i Ministeri” dell’Ambiente e dei Beni culturali “che si sono limitati a posticipare la valutazione dei relativi impatti ambientali”, perché le prescrizioni “devono attenere alla fase di esecuzione del progetto e non riguardare aspetti che avrebbero dovuti essere valutati e risolti in sede di Via”.

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