Superbatterio New Delhi: 132 i casi in Toscana

Superbatterio New Delhi: 132 i casi in Toscana

Nuovo aggiornamento sul Superbatterio New Delhi in Toscana. Salgono a 132, tra novembre 2018 e la prima settimana di novembre 2019, i pazienti in Toscana nel cui sangue è stato isolato il batterio.

Il dato è aggiornato al 6 novembre ed è stato diffuso dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana (Ars) come ogni mercoledì. Il 30 ottobre scorso i casi rilevati erano 129. “I casi sono risultati letali nel 34% dei pazienti con sepsi (non necessariamente si tratta di decessi dovuti all’infezione specifica) – si legge nel bollettino – percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici”.

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Superbatterio New Delhi, salgono a 126 i casi in Toscana

Superbatterio New Delhi, salgono a 126 i casi in Toscana

E’ salito a 126, da novembre 2018, il numero dei pazienti in Toscana nel cui sangue è stato isolato il batterio New Delhi.

E’ il dato, aggiornato al 20 ottobre, diffuso sul proprio sito dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana che ogni mercoledì pubblica il monitoraggio settimanale sulla diffusione del superbatterio Ndm. Riguardo alla mortalità, Ars spiega che “i casi sono risultati letali nel 33% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici”. La settimana scorsa, il 16 ottobre, il batterio New Delhi risultava essere stato isolato nel sangue di 122 pazienti mentre i casi erano risultati letali nel 34%.

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Batterio New Delhi: da mercoledì 11 il monitoraggio sarà pubblicato sul sito dell’Ars

Batterio New Delhi: da mercoledì 11 il monitoraggio sarà pubblicato sul sito dell’Ars

Da mercoledì 11 settembre sul sito dell’Ars verranno pubblicati aggiornamenti settimanali sulla presenza del batterio New Delhi negli ospedali della Regione.  Da lunedì 16 invece verranno accellerati i tempi del quick test. Queste sono le decisioni emerse dall’incontro in assessorato. Le misure sono state elaborate per rispondere meglio al bisogno di fornire una corretta comunicazione del fenomeno.

Dunque, da mercoledì 11 settembre, sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità verrà pubblicato settimanalmente il monitoraggio sulla presenza del batterio New Delhi. Anche i dati sull’isolamento del batterio nel sangue dei pazienti, il numero di test di screening positivi, la percentuale di decessi nei pazienti in cui è stato isolato il batterio saranno resi pubblici. L’aumento del numero di test microbiologici dovuto alle misure di sorveglianza ha reso necessario accellerare i tempi del test molecolare. Questo test, dal 16 settembre, garantirà tempi più brevi per la risposta, circa 2-6 ore, invece che dei tradizionali 2 giorni.

Le misure non saranno attuate solo nelle aziende sanitarie pubbliche, ma anche nelle case di cura private così come concordato con Aiop, Associazione italiana ospedalità privata. L’incontro ribadisce che tutte gli ospedali della Regione si impegneranno ad attuare queste decisioni unite alle misure previste dal decreto del 26 luglio. Tra le quali l’attenzione all’igiene delle mani grazie all’utilizzo di gel idroalcolico e salviette, mascherine e guanti.

Il vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Roberto Speranza sulla questione. “Il ministro della Salute chiarisca celermente quale sia lo stato di diffusione del batterio e quali misure intende mettere in atto per contenere il rischio infettivo a partire della Toscana”, afferma Mugnai.

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Toscana, crescono tempi di attesa per chirurgia oncologica

Toscana, crescono tempi di attesa per chirurgia oncologica

Secondo i dati del Sant’Anna di Pisa, relativi ai primi cinque mesi del 2019 messi in relazione con quelli dell’anno passato, i tempi di attesa per effettuare un intervento di chirurgia oncologica, in Toscana, sono passati da 30,8 a 31,1 giorni.

Il piano regionale per ridurre le liste di attesa non sembra ancora dato effetti concreti, se non in alcune aree della regione: ad esempio, nella Asl Nord Ovest (che comprende le province di Massa-Carrara, Lucca, Livorno e Pisa) i giorni di attesa per un intervento di chirurgia oncologica sono, in media, 34 contro i 31 del 2018, mentre va bene l’azienda ospedaliera di Siena che passa da 32 giorni di attesa a 25.

Lo studio svolto dal Laboratorio Mes del Sant’Anna, insieme al dipartimento dell’assessorato e all’Agenzia regionale di sanità, ha rilevato che, nel monitoraggio gennaio-maggio 2019, il dato medio sull’attesa per tutti gli interventi oncologici della Toscana passa da 30,8 giorni del 2018 a 31,1 di quest’anno; un lieve peggioramento che, però, oltrepassa i 30 giorni di attesa previsti dal piano regionale.

I dati si concentrano anche sui tempi di attesa per le operazioni specifiche per i vari tipi di tumore, dove emergono dati interessanti. Ad esempio, per il tumore alla prostata, il più diffuso fra gli uomini, la media regionale passa da 59 a 62 giorni, ben oltre i 30 di attesa massima, con picchi, addirittura, di 104 giorni nella Asl Sud Est (Grosseto, Arezzo e Siena). Importante sottolineare che per certi tipi di questa patologia l’attesa non pregiudica la salute del malato, ma sicuramente aspettare tanto non è di aiuto. Bene invece Siena (che passa da 27 a 16 giorni), la Asl Nord Ovest (da 50 a 40) e la Centro (da 60 a 42).

Bisogna comunque prendere in considerazione, cosa che il monitoraggio non ha fatto, i volumi di richieste, differente per ogni azienda ospedaliera: ospedali come Careggi, cioè che opera tantissime persone ed è molto richiesto, inevitabilmente ha più difficoltà in quanto deve gestire un’ ampia mole di persone, con conseguenti dilatazioni dei tempi di attesa, anche se ha più risorse di personale a disposizione.

I dati raccolti relativi al cancro alla mammella, dove i tempi di risposta sono decisivi anche per la prognosi della malattia, l’attesa media regionale registrata quest’anno è di 31 giorni, invece dei 30 dello scorso anno. Anche in questo caso, i dati sulle singole aziende ospedaliere sono in generale aumento (ad esempio Careggi passa da 30 a 35 giorni, l’ospedale delle Apuane a Massa da 24 a 35), mentre sempre Siena registra un netto miglioramento, passando dai 30 giorni del 2018 ai 16 di quest’anno.

Resta comunque una speranza, alla Regione e alle aziende, nei numeri che verranno riscontrati negli altri due monitoraggi previsti per l’anno 2019, che il Mes pubblicherà nei prossimi mesi.

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Aids: dal 2009 al 17 in Toscana 2700 nuove diagnosi Hiv

Aids: dal 2009 al 17 in Toscana 2700 nuove diagnosi Hiv

301 sono relative a giovani 18-25. Tra tutte le fasce la principale modalità di trasmissione è quella sessuale. Regione, “necessità di informare e sensibilizzare i giovani universitari”.

Da quando ha preso avvio il sistema di sorveglianza Hiv, dal 2009 fino al 31 dicembre 2017, a cura dell’Agenzia regionale di sanità, sono state accertate in Toscana 2.744 nuove diagnosi di Hiv: di queste, 301 sono relative ai giovani 18-25 anni. Secondo una nota della Regione, l’incidenza in questa fascia di età è più alta rispetto a quella generale toscana: per ogni 100mila residenti si verificano 12 casi, rispetto agli 8 in media in Toscana.

L’incidenza maggiore si verifica soprattutto tra le femmine (18-25) che, con un tasso di incidenza di 8 casi ogni 100mila residenti, risulta due volte e mezzo superiore alla media femminile in Toscana. L’incidenza nei maschi di 18-25 anni è solo leggermente superiore a quella della popolazione maschile della Toscana: 15 per 100mila residenti, rispetto ai 13 per 100mila.

La principale modalità di trasmissione è per tutte le fasce d’età quella sessuale, principalmente tra i giovani omosessuali con il 47% dei casi. I dati, afferma la Regione, “confermano la necessità di informare e sensibilizzare i giovani universitari sui comportamenti a rischio e sulle malattie a trasmissione sessuale con un’attività di prevenzione dedicata”.

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