Giani, obiettivo Toscana, “arrivare a 15mila tamponi il giorno”

Giani, obiettivo Toscana, “arrivare a 15mila tamponi il giorno”

🔈Scandicci, il neopresidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenendo alla Fiera di Scandicci, parlando dell’epidemia causata dal Coronavirus, ha detto che l’obiettivo è arrivare a 15mila tamponi il giorno.

Giani è intervenuto ad un evento della Fiera di Scandicci nel quale era intervistato sul palco dalla direttrice de ‘La Nazione’, Agnese Pini.

“Ho chiesto che fra domani e lunedì si riesca ad avere dati per crescere con il numero di tamponi giornalieri superando quota quindicimila – ha detto il presidente Giani – In questo senso ho messo le risorse che la Regione può mettere per arrivare a tale obiettivo ed avere i test rapidi”.

“Se noi abbiamo la radiografia della situazione e lo screening assoluto possiamo mettere in atto le misure di prevenzione ed evitare di propagare il contagio sugli altri – ha aggiunto Giani -. Chiusura bar e ristoranti? Mi sentodi agire con equilibrio e buonsenso. Su alcune cose sono rigido mentre su altre no”.

“Abbiamo davanti a noi un inverno di forte preoccupazione. Ma dobbiamo tenere per superare questi mesi; davanti abbiamo la speranza di quello che ho visto a Siena, ossia la ricerca sulla riproduzione degli anticorpi monoclonali. Dovremmo avere il farmaco tra marzo e aprile”.

Presenti, oltre al sindaco di Scandicci Sandro Fallani, con tutta la sua giunta, che ha introdotto dal palco l’evento, c’erano anche alcuni sindaci della provincia come Angela Bagni di Lastra a Signa e Giampiero Fossi di Signa.

Gimmy Tranquillo ha intervistato la direttrice della Nazione, Agnese Pini, il sindaco di SAcandicci Sandro Fallani e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani:

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Pini (Nazione): le carenze del sistema scolastico non sono colpa del Covid, il virus le ha solo messe in evidenza

Pini (Nazione): le carenze del sistema scolastico non sono colpa del Covid, il virus le ha solo messe in evidenza

Intervista con la direttrice de La Nazione, AGNESE PINI. “Per ripartire serve ottimismo ma non possiamo dimenticare i tagli dei diversi governi che, da anni, si sono abbattuti sul nostro sistema scolastico” ASCOLTA L’INTERVISTA

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Regionali, Pini (Nazione): “Ceccardi parla ai ‘suoi’, per vincere deve fare di più”

Regionali, Pini (Nazione): “Ceccardi parla ai ‘suoi’, per vincere deve fare di più”

Intervista con la direttrice della Nazione AGNESE PINI dopo il primo faccia a faccia tra i due sfidanti più accreditati per la vittoria finale: Eugenio Giani (csx) e Susanna Ceccvardi (cdx)

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Coronavirus: “Un paese cinico ha abbandonato i propri anziani”

Coronavirus: “Un paese cinico ha abbandonato i propri anziani”

Intervista con la direttrice della Nazione AGNESE PINI. “Alla fine di questa epidemia non ci troveremo un paese migliore”

L’età media dei pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è 79 anni. 18mila (su 22mila) decessi sono over 70. L’Istituto Superiore della Sanità, stima che circa 7000 anziani sono morti solo nelle RSA, di cui la metà certamente per covid.

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Svolta Bolognina: alle vie Nuove il Doc sulla fine del PCI

Svolta Bolognina: alle vie Nuove il Doc sulla fine del PCI
Questa sera al Circolo Vie Nuove di V.le Giannotti, la proiezione di ” Eravamo tanto amati: la sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina”.  Di Domenico Guarino, Andrea Lattanzi, Andrea Marotta. Segue dibatito moderato dalla direttrice della Nazione, Agnese Pini
 

Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 6 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla svolta Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.

Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.

Eravamo tanto amati non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa  lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.

Per questo, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari.

(Sinossi a cura degli autori)
 
 
Domenico Guarino (Battipaglia, SA, 1968) è un giornalista professionista. Lavora (prevalentemente) a Controradio/Popolare Network. Nel 2008 si è aggiudicato il premio Passetti come ‘Cronista dell’Anno’ . Ha vinto il premio Viesseux (2007, con il racconto Una casa grande come un sogno) e il premio Terzani (2008, con il racconto Il mio nome è mai più). Ha pubblicato “Di Domenica si può anche Morire” (Poliastampa, 2008), Ordine Nuovo (Cult, 2009), Sono un Italiano Nero (Cult, 2009), Puttanopoli, (Cult, 2010), Ribelli (Infinito, 2011), Io, Raimondo Ricci (Sagep, 2013), Gli occhi dentro (le piagge, 2014) 

Andrea Lattanzi (Carrara, 1987), è un giornalista pubblicista e videomaker che lavora a Firenze. Laureato in Scienze della Politica e autore del saggio Librai: si salvi chi può (GoWare) ha lavorato per varie testate di informazione e attualmente collabora con il sito Repubblica.it. È tra i fondatori dell’associazione GvPress, che tutela il lavoro dei giornalisti videomaker in Italia.

Andrea Marotta (Cosenza, 1982) è un giornalista della Rai e vive a Firenze. Ha lavorato per Tam Tam e Segnali di Fumo, Il Quotidiano della Calabria, Il Mucchio Selvaggio, DNews e Doc Toscana. Con Domenico Guarino ha scritto Io Raimondo Ricci, memorie da un altro pianeta (Sagep, 2013).
 
 
CREDITS 
Titolo: “Eravamo tanto amati – La sinistra italiana verso i trent’anni dalla Bolognina”
Genere: Inchiesta giornalistica a sfondo storico
Durata: 60′
Soggetto, sceneggiatura e regia: Domenico Guarino, Andrea Marotta, Andrea Lattanzi
Fotografia e montaggio: Andrea Lattanzi
 
Con la partecipazione di: Sabatino Cerrato, Riccardo Conti, Mario Tredici, Maurizio Boldrini, Michele Ventura, Guelfo Guelfi, Dalida Angelini, Vannino Chiti, Giovanni Gozzini, Sergio Staino, Paolo Fontanelli, Rosa Maria Di Giorgi, Fabio Mussi, Fabio Picchi, Alessandro Benvenuti, Mario Ricci, Daniela Lastri, Graziano Cioni, Fabio Evangelisti, Gabriella Piccinni, Enrico Rossi, Monica Sgherri, Filippo Nogarin, Achille Occhetto

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