Nuova Pac post 2020, Remaschi: “Continuare a valorizzare e sostenere le indicazioni geografiche tipiche”

FIRENZE - Confermare  l'identità, il valore e il ruolo delle Indicazioni geografiche comunitarie (Dop e Igp)  nella nuova Pac 2020. E' stato questo l'obiettivo di fondo dell'intervento con cui l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi è intervenuto  alla tavola rotonda organizzata a Bruxelles da Arepo, l'Associazione delle regioni d'Europa dei prodotti d'origine, di cui la Toscana è socia fondatrice e che oggi rappresenta 31 regioni europee e più di 700 associazioni di produttori di altrettanti prodotti Dop e Igp su 1.429 registrazioni europee per il food.

L'iniziativa aveva lo scopo di mettere a confronto le posizioni di alcune delle realtà di Arepo e quelle di alcuni membri del Parlamento europeo, in un momento cruciale, cioè nella fase di definizione della nuova Politica agricola comune (Pac) e nel corso del dibattito sulla modifica dei Regolamenti che disciplinano i prodotti di qualità. Di fronte alla prima proposta della Commissione europea che mira a semplificare la normativa  attenuando il valore dell'identità geografica e del fattore umano, l'assessore ha ribadito invece la necessità di confermare, nella nuova regolamentazione, sia il legame col territorio sia il processo culturale e umano che sta alla base dei prodotti certificati.

"Le indicazioni geografiche - ha detto l'assessore - hanno sino a oggi sottolineato il valore profondo che esiste tra un prodotto e il suo ambiente geografico, umano, culturale. Il prodotto certificato porta su di sé l'impronta del suo contesto e questo lo rende unico nel mercato. Allo stesso tempo l'esistenza delle Indicazioni geografiche aiuta a rendere vive aree altrimenti marginali e preserva le tradizioni culturali in luoghi che avrebbero in molti casi già visto lo spopolamento, l'abbandono dei terreni e dei luoghi e la scomparsa dei prodotti".

La Toscana vanta 33 prodotti Dop (Denominazione di origine protetta), 16 Igp (Indicazione geografica protetta) e 2 Stg (Specialità tradizionale garantita) nell'ambito del Food, 52 Dop e 6 Igp in quello del vino. "Questi ambiti di qualità – ha evidenziato l'assessore - crescono ogni anno (nel 2018 dell'8%),  fanno da traino all'export, rappresentano  un riferimento per tutto il comparto per sostenibilità e qualità, e sono dei formidabili attrattori sotto il profilo turistico. Non devono perciò essere snaturati, ma potenziati e sostenuti. Ed è questo che le Regioni di Arepo continueranno a sostenere nel dibattito sui nuovi regolamenti e per la nuova Pac post 2020".

Presto nel mare di Toscana un’area protetta per il tursiope: sarà la più grande del Mediterraneo

FIRENZE - Sta per diventare realtà il Sito di Interesse Comunitario (SIC) a mare dedicato al tursiope (Tursiops Truncatus) in Toscana.

Il percorso che entro l'anno porterà nel nostro mare un'area protetta dedicata a questa specie di mammifero marino è partito nell'ambito del seminario "Toscana: il SIC marino sul tursiope, avvio dell'iter di approvazione" che si è svolto oggi a Viareggio e al quale ha partecipato l'assessore Federica Fratoni insieme al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, oltre a rappresentanti di Capitaneria di Porto di Viareggio, Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, Arpat e Università di Siena.

Il SIC a mare proposto riguarda il triangolo che si stende tra i comuni di Pietrasanta e Piombino e si spinge fino a comprendere le isole di Gorgona, Capraia e le Secche della Meloria, per una superficie di oltre 4142 chilometri quadrati: il più grande sito nel Mediterraneo per la protezione del tursiope.

"L'atto di oggi nasce da una larga condivisione – ha detto l'assessore all'ambiente Federica Fratoni – frutto di un percorso positivo di concertazione con gli attori locali che ha soddisfatto tutti, dagli enti ai portatori di interessi, e fra questi i pescatori e le associazioni ambientaliste. Sono molto soddisfatta per questo ulteriore passo avanti nella direzione della salvaguardia della biodiversità. Abbiamo messo un altro tassello dell'impegno che la Regione sta portando avanti per la tutela dei cetacei e delle tartarughe marine e più in generale dell'ecosistema marino".

Soddisfazione è stata espressa anche dall'assessore all'agricoltura Marco Remaschi che, sottolineando l'ottimo lavoro di concertazione svolto, ha plaudito all'accoglimento da parte del Ministero delle istanze presentate dal suo assessorato. "Avevamo chiesto  al Ministero che si tenesse in considerazione l'attività dei pescatori professionali - ha detto - E' stato fatto e constatare che la proposta della Toscana va in questo senso non può che farci piacere".

Ultimo di una serie di incontri con le istituzioni e le associazioni di categoria e ambientaliste, quello di oggi ha visto la presentazione della proposta finale da tutti condivisa che prevede la perimetrazione del SIC e le misure di conservazione, non solo quelle che valgono per tutti i Siti ma anche misure più particolari sito-specifiche.

Presentata la proposta finale, adesso saranno avviati gli atti amministrativi per l'istituzione del SIC, un iter che si stima si concluderà entro questo 2019 con l'approvazione del Consiglio regionale.

Il SIC ovvero il Sito di Interesse comunitario o  Sito di Importanza Comunitaria discende dalla   direttiva "Habitat", recepita in Italia a partire dal 1997, che nasce dall'idea che alla protezione delle singole specie debba necessariamente essere legata la protezione degli habitat in cui le stesse specie vivono. Scopo della direttiva è quindi contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo.

Pac 2020, Remaschi chiede alla Ue di valorizzare le diversità locali e il ruolo delle Regioni

FIRENZE - Continua l'impegno delle regioni agricole europee, e tra queste della Toscana, a difesa della dimensione regionale nella futura Politica agricola europea.

Oggi l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi ha partecipato a Bruxelles, insieme ad alcuni colleghi della rete Agriregions, che unisce quattordici regioni agricole di sei Paesi Ue, a un incontro con il Presidente e alcuni membri della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo.
"In questa fase, in cui il dibattito sulla nuova Pac è ancora in corso – ha detto Remaschi - occorre ribadire che le politiche europee devono tener conto delle diversità di tutti i territori dell'Unione".

"Nelle nazioni fortemente regionalizzate come la nostra – ha aggiunto - è necessario mantenere l'autonomia gestionale e programmatoria delle regioni. La governance deve garantire efficacia ed efficienza nell'attuazione degli interventi, attraverso strumenti operativi che consentano manovre flessibili e immediate, evitando il "collo di bottiglia" a livello nazionale. Essendo l'agricoltura una competenza costituzionale risulta necessario mantenere in capo alle regioni sia la scelta degli interventi da attivare, sia la loro gestione".

"Se da una parte - ha proseguito l'assessore nel suo intervento - difendiamo la scelta della Commissione Europea di unire gli interventi del primo (pagamenti diretti, Ocm) e secondo pilastro (sviluppo rurale), dall'altra ribadiamo che la confluenza a livello nazionale del Piano Strategico non permetterà la piena attuazione di tali politiche.
La Regione Toscana, sia nella programmazione 2007/2013 sia nell'attuale 2014/2020, ha puntato molto sulla progettazione integrata su vari livelli: il Piano strategico nazionale non potrà essere lo strumento adatto per consentire alla Regione Toscana di continuare a soddisfare le esigenze di maggiore aggregazione, innovazione e sostenibilità che caratterizzano la nostra regione. Nel quadro futuro, un unico interlocutore con la Commissione europea a livello nazionale (autorità di gestione unica a livello nazionale) non consentirà infatti di effettuare scelte mirate alle esigenze regionali e rallenterà molto le possibilità di modalità di modifica del Piano che risulterà molto più complesso.
Di qui la necessità di continuare nello sforzo di rivedere le future politiche europee verso una maggiore attenzione alla sussidiarietà".

Il programma Leader e i Gal (Gruppi di azione locale): lo stato di avanzamento in Toscana

FIRENZE - Il programma Leader è stato avviato nel 1991 come iniziativa comunitaria finanziata dai fondi strutturali dell'Unione Europea con l'obiettivo di migliorare il potenziale di sviluppo delle zone rurali attraverso un approccio di programmazione "dal basso verso l'alto", in grado di rispettare le peculiarità locali e coinvolgere le comunità.

Uno sviluppo locale di tipo partecipativo sostenuto quindi da fondi europei e gestito da gruppi di azione locale (Gal), partenariati pubblico-privati "composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici che privati. I principali compiti dei Gal sono la preparazione e pubblicazione dei bandi per la presentazione di progetti, compresa la definizione dei criteri di selezione, la ricezione e valutazione delle richieste di sostegno, la selezione delle operazioni e la definizione dell'importo del sostegno.

In Toscana il programma Leader è stato attuato sin dalla sua prima fase di rogrammazione e nel tempo si sono consolidati i 7 ambiti territoriali dei Gal:

  1. Gal MontagnAppennino (comuni delle province di Pistoia e Lucca)
  2. Gal Consorzio sviluppo Lunigiana (comuni della provincia di Massa Carrara)
  3. Gal Etruria (comuni delle province di Livorno e Pisa)
  4. Gal Consorzio Appennino Aretino (comuni della provincia di Arezzo)
  5. Gal FAR Maremma (comuni della provincia di Grosseto)
  6. Gal Start (comuni delle province di Firenze e Prato)
  7. Gal Leader Siena (comuni della provincia di Siena) 

Il Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 ha individuato i comuni toscani che hanno i requisiti per rientrare nel programma Leader: sono quelli classificati con il più alto grado di ruralità (D e C2), oltre a una trentina di comuni già ritenuti idonei nella passata programmazione (C1), per un principio di contiguità territoriale e di continuità nelle politiche di sviluppo locale.

La dotazione finanziaria del programma Leader era inizialmente di 58 milioni di euro, diventati, con il cosiddetto "storno di solidarietà" a favore delle Regioni terremotate, 57.103.960,90 euro. Di questa dotazione, al netto delle spese per i costi di gestione, al momento i Gal hanno a
disposizione 45.253.249,90 euro da destinare ai bandi sul territorio, così suddivisi nei 7 ambiti:

  • MontagnAppennino 5.719.853,14
  • Lunigiana 3.441.651,81
  • Etruria 5.403.008,54
  • Appennino Aretino 8.610.832,77
  • Maremma 8.343.086,88
  • Start 7.175.082,59
  • Siena 6.559.734,18

A questi fondi andranno aggiunti ulteriori 3.480.000 euro di fondi accantonati, per un totale complessivo disponibile di 48.733.249,90 euro.

Stato di avanzamento programma Leader al 30 settembre 2019

Al 30 settembre, i Gal hanno pubblicato 49 bandi, equivalenti all'80,32% dei 45.253.249,90 euro a disposizione, corrispondenti a 36.348.234,04 euro. In tutto sono state presentate 1108 domande per un importo di 60.359.847,58 euro. Di queste 1108 domande, 270 sono in fase istruttoria, mentre 284 contratti sono già stati stipulati e 54 sono in fase di stipula.

Danni per le piogge d’estate, incontro ad Empoli. Bugli: “Ecco come avere i contributi”

EMPOLI (FI) - I soldi ci sono. Per i danni patiti per i nubifragi di fine luglio in provincia di Firenze, Grosseto e Lucca (e per il cui il Governo non ha riconosciuto, a differenza di Siena ed Arezzo, lo stato di emergenza nazionale) la Regione ha stanziato un milione e mezzo di euro. Le risorse saranno rese disponibili grazie ad un emendamento in Consiglio regionale che sarà approvato con la l'imminente variazione di bilancio. "Ma occorre  adesso – ricorda l'assessore alla presidenza della Regione, Vittorio Bugli – riempire velocemente le schede che servono a quantificare quei danni: una riguarda famiglie e privati e l'altra chi ha un'attività produttività".  Lo spiega nel corso di un incontro ad Empoli con  un gruppo di cittadini e con i sindaci ed assessori di Certaldo, Gambassi, Castelfiorentino e Montespertoli. La Valdelsa è stata infatti il territorio in provincia di Firenze che ha subito i maggiori danni dalle piogge di metà estate, le quali hanno allagato aziende e dilavato campi coltivati. 

Riempire quelle schede, ribadisce più volte l'assessore, è indispensabile per ricevere un ristoro. "Possiamo coprire i danni strutturali e alle apparecchiature, ma non purtroppo quelli di scorte o produzione – mette subito in chiaro – Si tratta comunque dello stesso contributo, con i medesimi criteri, di cui beneficeranno cittadini e aziende che rientrano nei territori per cui è stata accolta la richiesta di stato di emergenza nazionale".  L'unica differenza è che in questo caso le risorse arriveranno dalla Regione. "E saranno erogate – assicura Bugli – in tempi rapidi". "Ci è sembrato giusto intervenire, dopo il non riconoscimento dello stato di emergenza nazionale – conclude -, proprio per evitare disparità di trattamento tra territori che comunque hanno patito danni simili". 

Per i privati è previsto un immediato sostegno fino a 5mila euro e per le aziende fino a 20 mila, comprese quelle agricole. Il ristoro definitivo sarà calcolato sulla base dei danni strutturali e ai macchinari patiti. Servirà un tecnico abilitato per certificare, nella richiesta, il nesso di causalità con i nubifragi. 

Discorso a parte riguarda le imprese del settore agricoltura: numerosi sono stati i produttori di vino e non solo che hanno visto azzerata la produzione. Per loro si dovrà aspettare l'esito della richiesta di  calamità naturale nazionale, che la Regione ha inviato a Roma. "Al momento – risponde Bugli – non sono arrivate risposte". I tempi in genere, in questo caso, sono più lunghi. Se sarà decretato lo stato di calamità naturale, arriveranno risorse dalla Stato. Altrimenti gli unici danni indennizzabili saranno quelli strutturali, per un muro ad esempio crollato o un macchinario rovinato.

I danni e le stime
Complessivamente ammontano a 3 milioni le spese di somma urgenza fino ad oggi rilevate nelle cinque province colpite dai nubifragi di luglio,  ovvero gli interventi necessari  a ripristinare le situazioni di sicurezza: 2 milioni e 235 mila euro riguardano Arezzo e Siena e 700 mila i territori della città metropolitana di Firenze (la Valdelsa in particolare) e le province di Grosseto e di Lucca. I numeri sono stati ricordati nel corso di una conferenza stampa qualche giorno fa.

I danni a negozi, alberghi ed imprese produttive sono stati invece stimati per tutta la Toscana in 7 milioni di euro. La ricognizione è stata fatta attraverso le associazioni di categoria: 4 milioni e 200 mila euro  nell'aretino e nel senese ed altri 2 milioni e 700 mila per i territori dell'empolese, di Gambassi e Certaldo in particolare.  Da subito la giunta si era attivata concedere prestiti attraverso il microcredito (fino a 20 mila euro da rimborsare in dieci anni senza interessi) e per garantire finanziamenti agevolati alle attività produttive attraverso Fidi Toscana, la finanziaria di cui la Regione è socia di maggioranza relativa.

Per le perdite subite dai privati si attendono le schede che arriveranno ora dai cittadini. Quanto alle imprese agricole, le perdite stimate dalle aziende ammontavano subito dopo i nubifragi a 24 milioni di euro in tutta la regione: 14  milioni solo ad Arezzo ed altri dieci dal senese e l'Amiata grossetana fino ai  comuni vitivinicoli di Montaione, Montespertoli e Castelfiorentino nell'empolese e Valdelsa.