A11, 16 caprioli catturati, ma per Aidaa soluzione sono ‘ponti erbosi’

A11, 16 caprioli catturati, ma per Aidaa soluzione sono ‘ponti erbosi’

Pistoia, è di 16 caprioli catturati il bilancio dell’intervento di ‘bonifica’ di animali selvatici, in particolare ungulati, che stamani ha comportato la chiusura di un tratto di circa 25 km sull’autostrada A11 Firenze-Pisa Nord tra Prato Ovest e Montecatini Terme.

I 16 caprioli sono stati catturati nell’area a fianco del casello autostradale di Pistoia e saranno liberati sulle colline pistoiesi. L’operazione è durata circa un’ora e 20 minuti, l’autostrada A11 è rimasta chiusa dalle 6 fino a poco dopo le 9, in largo anticipo rispetto al previsto perché la riapertura del tratto autostradale era inizialmente fissata per le 12.

Gli animali sono stati catturati con delle reti, quindi sono stati bendati e poi collocati in appositi contenitori chiusi. Tutte le operazioni si sono svolte alla presenza di personale dell’Asl e di veterinari.

Ai 16 caprioli catturati sono stati apposti dei bollini identificativi, poi sono stati caricati su due camion dell’Asl Toscana Centro e del Comune di Pistoia che li hanno trasportati nell’area protetta dell’Acquerino, nel Pistoiese, per essere liberati.

Ma la soluzione del problema per l’Associazione animalista Aidaa, sarebbe quella di creare dei ‘ponti erbosi’ che ‘ridurrebbero gli incidenti dell’85%’

La proposta avanzata dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente sarebbe infatti quella di collocare dei ‘ponti erbosi’ nei punti nevralgici di strade e autostrade, per permettere l’attraversamento da parte degli animali selvatici e ridurre così il numero di incidenti stradali causati dagli animali stessi.

“Abbiamo assistito in queste settimane alle solite graduatorie degli incidenti stradali – sottolinea l’associazione in una nota -, con i relativi numeri di morti e feriti che hanno avuto come oggetto l’impatto tra le auto, camion, ma anche gli altri mezzi di trasporto, e animali selvatici, in particolare ungulati, caprioli e cinghiali. Il problema, se visto nell’ottica prospettata dagli automobilisti ai quali per ovvie ragioni si sono subito accodati i cacciatori, si dovrebbe dare voce ai fucili tutto l’anno. Oggi si è arrivati addirittura a chiudere un tratto di autostrada tra Firenze e Pisa Nord per permettere la cattura di alcuni animali che invadono quotidianamente le carreggiate provocando effettivamente dei problemi non indifferenti”.

Secondo Aidaa, i ‘ponti erbosi’ “se posizionati nelle zone nevralgiche delle autostrade e delle strade dove maggiormente avvengono gli incidenti, specialmente nelle strade di montagna, risolverebbero gran parte del problema”.

L’Associazione spiega che “nei prossimi giorni invierà uno studio al ministro dei Trasporti che contiene una serie di indicazioni su dove posizionare cento ponti in Italia, i relativi costi, ma sopratutto i benefici in termini di vite umane. Infatti, queste realizzazioni arriverebbero a ridurre fino all’85% degli incidenti stradali”.

Toni diversi arrivano invece da Coldiretti che parla di emergenza nazionale: “La chiusura dell’autostrada A11 Firenze-Pisa Nord per la presenza eccessiva di animali selvatici è la conferma di una emergenza nazionale che in Italia causa diecimila incidenti stradali all’anno con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 secondo l’Asap, mentre nelle campagne sono stimati danni in almeno 200 milioni alle colture, senza contare i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie di animali che razzolano sempre più spesso tra i rifiuti delle città”.

Secondo Coldiretti si tratta della “conferma dell’enormità di un fenomeno che ha raggiunto livelli insopportabili, non solo per le aziende agricole, che vedono i loro raccolti razziati, dagli attacchi ai vigneti nel Chianti e in tutta la provincia di Firenze, a Prato e Pistoia. La situazione è diventata insostenibile – sostiene la Coldiretti – e si calcola che il numero di animali selvatici siano raddoppiato negli ultimi dieci anni e che solo in Toscana siano presenti 250mila cinghiali, 200mila caprioli, 12mila daini, 4mila cervi e 3mila mufloni”

“E’ in realtà – continua la Coldiretti – un’emergenza su tutto il territorio nazionale dove si contano 2 milioni di cinghiali che stanno provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni con le incursioni dei cinghiali che sono arrivati anche all’interno delle città minacciando la sicurezza delle persone”.

Per la Coldiretti “serve un piano straordinario” ed ha ricordato il “pacchetto di proposte” presentato durante la manifestazione nazionale in Piazza Montecitorio lo scorso giovedì 7 novembre. “Apprezziamo gli impegni assunti dai parlamentari di tutti gli schieramenti” ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini annunciando però che “se le commissioni parlamentari, dall’Agricoltura all’ambiente e alle Finanze, non voteranno il provvedimento (un emendamento alla legge di Bilancio che assegna le competenze alle Regioni), torneremo in piazza, ma questa volta non in modo così pacifico perché siamo esasperati”

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Palio Siena: “Sostituire corsa cavalli con lotta uomini”

Palio Siena: “Sostituire corsa cavalli con lotta uomini”

Cambiare la modalità del Palio di Siena passando dalla corsa dei cavalli alla lotta libera tra i rappresentanti dei quartieri senesi. E’ la proposta che l”Associazione italiana difesa animali ed ambiente’ (Aidaa) avanza al sindaco di Siena Luigi De Mossi, a cui ha inviato una lettera.

“Non capiamo perché il Palio debba essere corso dai cavalli vista la strage di cui sono rimasti vittime negli ultimi anni – scrive il presidente di Aidaa Lorenzo Croce -, basti pensare che negli ultimi dieci anni sono morti otto cavalli.”

“Sostituite – continua Croce – la corsa dei cavalli con un bell’incontro multiplo di lotta libera senza limitazioni tra esponenti dei vari quartieri che prendendosi gli stessi rischi dei cavalli entrino in un ring realizzato in mezzo alla piazza e combattano a mani nude e l’ultimo che rimane in piedi vince il Palio”.

“Siamo certi che il successo sarebbe garantito lo stesso, il regolamento della battaglia umana – conclude Croce – fatelo voi ma una lotta tutti contro tutti sarebbe molto interessante e di sicuro interesse generale e quelli feriti sarebbero curati nel migliore ospedale attrezzato di Siena e se muoiono sepolti con tutti gli onori del caso”.

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