Vaccini: 11mila dosi in meno per la Toscana con stop Johnson&Johnson

Vaccini: 11mila dosi in meno per la Toscana con stop Johnson&Johnson

La sospensione del vaccino Johnson&Johnson per la Toscana significherà avere a disposizione 11mila dosi in meno, che erano destinate alla fascia di età 70-79 anni.

La Regione avrebbe dovuto ricevere la partita del vaccino americano monodose il 16 aprile. A disposizione della Toscana, da quanto appreso, rimangono al momento 9900 dosi di Astrazeneca e una quota rimanente di Pfizer destinata alla categoria dei superfragili.

La società farmaceutica in una nota ha sottolineato che “al momento nessun nesso causale chiaro è stato stabilito fra i rari eventi tromboembolici segnalati e il vaccino anti Covid Janssen”, il nome del siero prodotto dalla J&J. Tuttavia la Johnson & johnson ha deciso “in via proattiva di ritardare le consegne all’Europa”. La Commissione europea ha fatto sapere di aver chiesto chiarimenti alla Johnson & Johnson.”La Commissione è in contatto con la società” per ricevere chiarimenti riguardo a questa decisione, ha fatto sapere una fonte della Commissione.

L’Italia ha deciso di rinviare per ora la somministrazione del vaccino di J&J che sarebbe dovuta partire questa settimana. “Abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati e l’Aifa e siamo in collegamento con l’Ema: valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore, ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante”, ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Porta a Porta, dopo un vertice su questo tema.

“E’ chiaro che lo stop di Johnson & Johnson ci preoccupa, ma non influirà sulla campagna vaccinale. Questo blocco, come dimostra quello temporaneo di AstraZeneca, dimostra trasparenza su ciò che accade. Bisogna affidarsi ad Ema e Aifa e aspettare le loro valutazioni”. Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, ospite al Tg2Post, su RaiDue

Intanto riaprirà oggi in Toscana il portale regionale per le prenotazioni dei vaccini anti Covid. Nella giornata di oggi saranno anche inviati circa 11mila sms agli estremamente vulnerabili già iscritti sul portale regionale, che potranno così prenotare la somministrazione del vaccino in un giorno disponibile tra il 23 aprile e il 7 maggio.

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Lotto AstraZeneca, la Toscana ha già sospeso le dosi non utilizzate

Lotto AstraZeneca, la Toscana ha già sospeso le dosi non utilizzate

La Toscana ha già provveduto a sospendere l’utilizzo del lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca come da indicazione precauzionale di Aifa, che ne ha vietato l’utilizzo sul territorio nazionale, dopo la segnalazione di alcuni presunti “eventi avversi gravi”.

La Regione ha tempestivamente sospeso l’utilizzo delle 15 dosi del vaccino Astrazeneca non ancora somministrate di questo lotto, in via del tutto precauzionale. Il lotto citato dall’Agenzia italiana del farmaco, oggetto di indagini, è arrivato in Toscana nel mese di febbraio: dal 11 al 23 febbraio sono state somministrate 15.743 dosi senza che siano emerse criticità particolari nelle persone che hanno ricevuto la prima dose.

“Al momento – come si legge nella nota stessa di Aifa – non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e gli eventi”, segnalati. Il divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale è stato disposto da Aifa in via cautelativo, in attesa degli esiti di tutte le verifiche del caso.

Procede, invece, con regolarità la somministrazione delle dosi AstraZeneca relativamente ad altri lotti.

Sono  intanto una decina gli indagati dalla procura di Siracusa che dovrà accertare eventuali criticità sulla corretta conservazione e sull’utilizzo della dose di vaccino AstraZeneca somministrata lunedì mattina al sottufficiale della Marina Stefano Paternò, morto per arresto cardiocircolatorio  ventiquattr’ore dopo avere ricevuto l’immunizzazione. Per tutti l’accusa è omicidio colposo.

La procuratrice della Repubblica di Siracusa invita per alla calma. “Niente allarmismi ed evitiamo di creare una psicosi collettiva. Può trattarsi di una coincidenza. Solo l’autopsia ci chiarirà le cause della morte”.

Un fascicolo al momento senza indagati in cui si ipotizza il reato di omicidio colposo è stato invece aperto dalla procura di Catania. Riguarda la morte di Davide Villa, 50 anni, agente della squadra mobile di Catania, deceduto 12 giorni fa. Villa due settimane prima del decesso era stato sottoposto al vaccino AstraZeneca. Al poliziotto era stata somministrata una dose proveniente dallo stesso lotto (2856) di cui l’Agenzia italiana del farmaco ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo su tutto il territorio nazionale. .

Sul caso si muove anche il ministero della Salute che invierà i suoi ispettori. Visiteranno l’Asp di Siracusa, il reparto medico della base militare della Marina nel quale è stato somministrato il vaccino e sentiranno i medici del 118 che per 45 minuti sono intervenuti la notte tra lunedì e martedì nel momento in cui Stefano Paternò con la febbre alta ha iniziato ad avere le convulsioni, prima del decesso per arresto cardiocircolatorio.

 

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