Covid, Mantovani: in futuro lo tratteremo come una polmonite

Covid, Mantovani: in futuro lo tratteremo come una polmonite

“Su Omicron non abbiamo ancora abbastanza dati per fronire una valutazione definitiva” ha detto l’immunologo Alberto Mantovani che oggi ha ricevuto  16esimo Premio Città di Firenze sulle scienze molecolari. I vaccini per i bambini? Non sono sperimentali ed hanno una grande utilità

“La persona che mi ha accompagnato in taxi ha detto che si era vaccinato, che ha vaccinato il bambino più grande e aveva perplessità su una bimba in età pediatrica. Io dico di vaccinare i bambini per la loro sicurezza. È vero che i bambini si ammalano più raramente, è vero che i bambini si ammalano in forma grave più raramente ma si ammalano, e purtroppo a volte vanno in terapia intensiva e muoiono”. Lo ha detto l’immunologo Alberto Mantovani, oggi a Firenze per ricevere il 16esimo Premio Città di Firenze sulle scienze molecolari.

Il vaccino in età pediatrica non è sperimentale. È stato sperimentato in modo adeguato ed è stato somministrato in più di 3 milioni di bambini negli Stati Uniti” ha aggiunto Mantovani. Che ha sottolineato: -“abbiamo avuto tanti bambini con una malattia grave che segue il Covid, si chiama Ms. Abbiamo avuto tanti bambini in terapia intensiva, siamo preoccupati per le conseguenze a lungo termine. Il problema è il ‘long Covid’, si manifesta 15 settimane dopo la fine della malattia acuta, non sappiamo cosa succede in età pediatrica. Il rischio è la miocardite, che colpisce i ragazzi maschi un po’ più grandi, si risolve in modo benigno con antinfiammatori ‘banali’ nella stragrande dei casi. La miocardite da Covid è invece drammatica”.Mantovani è intervenuto anche sulla variante Omicron.  “Siamo preoccupati per l’aumento dei contagi -ha detto-. non possiamo non esserlo. Tuttavia siamo consolati del fatto che ci sono molti meno morti, più o meno 10 volte meno morti, 10 volte meno terapie intensive occupate con un virus molto più cattivo di quello che avevamo un anno fa. La grande maggioranza delle persone di questo Paese si sta comportando con grande senso di responsabilità. Arriveremo a trattare il Covid come una polmonite: useremo un vaccino per prevenire e i farmaci per curare”. Lo ha detto l’immunologo Alberto Mantovani, a margine di un’iniziativa in Palazzo Vecchio dove ha ricevuto il Premio Città di Firenze sulle scienze molecolari.  Sulla variante Omicron non abbiamo ancora dei dati affidabili, su quanto corra, su quanto si replichi e quanto sia infettiva”

“In Africa meno del 5% delle persone è vaccinato – ha aggiunto Mantovani-. È molto probabile che la variante Omicron sia nata in un paese africano, in una persona con un sistema immunitario compromesso. Questo è un motivo di forte preoccupazione, tutte le varianti lo sono. Sono state fatte promesse da parte dei Paesi ricchi sulla consegna dei vaccini, ma ne abbiamo consegnato meno del 20%. Le promesse vanno mantenute”. Per Mantovani “è importante poi costruire la capacità di fare i vaccini, un continente come l’Africa non può dipendere per il 90% da vaccini prodotti all’estero”.

 Mantovani, medico, direttore scientifico Irccs Istituto Clinico Humanitas e professore emerito Humanitas University, ha ricevuto il riconoscimento per i suoi “molteplici e fondamentali contributi nel campo dell’immunologia, delle patologie tumorali e delle basi molecolari delle loro interrelazioni. E’ stato il primo, alla fine degli anni ’70, a capire che l’infiammazione dovuta a una risposta immunitaria può favorire la crescita delle cellule tumorali, legando così le due discipline. Agli inizi degli anni ’80 ha scoperto il primo membro di quella che sarebbe poi diventata la superfamiglia delle chemochine, dando così un contributo fondamentale alla comprensione delle basi molecolari della crescita tumorale. Più recentemente ha scoperto i ‘recettori esca’, oggi universalmente riconosciuti parte di una strategia generale degli organismi per la regolazione di chemochine, citochine e fattori di crescita”.

Il premio sarà consegnato allo scienziato oggi alle 17 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza del sindaco Dario Nardella, della Rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci e del consigliere di Fondazione CR Firenze Giovanni Fossi. A seguire, Alberto Mantovani terrà una conferenza dal titolo: “Immunità e infiammazione dal cancro a COVID-19: sogni e sfide”. La cerimonia prosegue con una tavola rotonda, introdotta da Claudio Luchinat e coordinata da Margherita De Bac, sul tema: La pandemia, dalla trincea clinica, alla ricerca e all’impatto sulla società. intervengono Giancarlo Landini, Rino Rappuoli ed Ersilia Menesini. Conclude Lucia Banci.

Il Premio Città di Firenze sulle Scienze molecolari è presieduto da Lucia Banci, direttrice del Centro di Risonanze magnetiche dell’Università di Firenze (Cerm), nel cui ambito è nata l’idea di questo riconoscimento, istituito nel 2002. Nelle edizioni precedenti sono stati insigniti 15 prestigiosi ricercatori nelle scienze molecolari, tra cui alcuni Premi Nobel.

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