Capodanno a Pistoia: divieto per botti e ‘lanterne cinesi’

Capodanno a Pistoia: divieto per botti e ‘lanterne cinesi’

Un ultimo dell’anno di festa, a Pistoia, all’insegna della musica e del divertimento, senza però i pericoli derivanti dallo scoppio dei botti. Il provvedimento sarà in vigore dalle ore 16 del 31 dicembre fino alla stessa ora del 1 gennaio.

Come lo scorso anno, infatti, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi ha firmato un’ordinanza a tutela della sicurezza e della civile convivenza. Il provvedimento vieta l’uso di materiali esplosivi come petardi, castagnole e materiali pirotecnici simili su tutto il territorio comunale, sia nei luoghi pubblici sia in ambienti privati aperti al pubblico o nei quali “tali attività potrebbero recare pregiudizio a terzi e produrre danni su aree pubbliche”.

Vietato, inoltre, il lancio delle cosiddette ‘lanterne cinesi volanti’, così come di ogni altro oggetto volante tipo ‘mongolfiera’ che abbia a bordo materiali infuocati o con fiamma libera. L’obiettivo – si spiega – è tutelare l’incolumità delle persone, in modo particolare dei minori, e degli animali domestici e selvatici. Inoltre, si vogliono evitare danneggiamenti al patrimonio cittadino, sia pubblico che privato. Per i trasgressori, previste multe da 80 a 360 euro e l’eventuale applicazione di penali accessorie.

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Museo Marini Pistoia: Comune incarica legale a tutela opere

Museo Marini Pistoia: Comune incarica legale a tutela opere

Il comune vuole “evitare la sospensione delle attività, in particolare la chiusura del Museo Marino Marini, “che recherebbe un grave danno alla città” con il conseguente spostamento delle opere a Firenze

Il Comune di Pistoia ha incaricato un legale esterno, l’avvocato Alessio Colomeiciuc, affinché valuti le eventuali iniziative giudiziarie da intraprendere per evitare la sospensione delle attività della Fondazione Marino Marini – decisa dal cda della stessa Fondazione, con voto contrario del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – e lo spostamento delle opere del celebre scultore dal Palazzo del Tau di Pistoia a Firenze.

L’esigenza dell’amministrazione comunale, si spiega, è “evitare la sospensione delle attività, in particolare la chiusura del Museo Marino Marini, che recherebbe un grave danno alla città privandola, senza giustificazione alcuna, non solo di un centro espositivo di indiscusso valore artistico, storico e culturale, ma anche di una parte dell’identità stessa di Pistoia. Per il momento la Fondazione nulla ha fatto sapere circa le modalità di sospensione dell’attività”, annunciata nei giorni scorsi dopo la decisione del cda di ricorrere contro il vincolo di pertinenza posto dalla Soprintendenza e che sancisce “l’indissolubile legame tra le opere del maestro e il Palazzo del Tau”.

Lunedì scorso il sindaco Tomasi, insieme ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione e a “tanti cittadini”, ha anche partecipato alla mobilitazione per la tutela della opere di Marini, ribadendo “la piena disponibilità dell’Amministrazione comunale a valorizzare la collezione del maestro a Pistoia attraverso un progetto di potenziamento del museo, sul quale il Comune negli anni ha già investito molte risorse sia in termini economici che di personale e di collaborazione con le altre istituzioni culturali della città”.

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Tomasi: io candidato CDX? Preferisco rimanere a Pistoia

Tomasi: io candidato CDX? Preferisco rimanere a Pistoia

Il sindaco di Pistoia si ‘sfila’ (tatticamente?) dalla corsa alla nomination per le candidature a governatore della Toscana del Centro Destra. ASCOLTA L’INTERVISTA

“Io candidato? Mi fa piacere che il mio nome circoli ma mi piace fare il sindaco di Pistoia, c’è molto da fare, e mi piacerebbe anche un secondo mandato” dice Tomasi. Che sulle prossime regionali ha le idee chiare: “possiamo giocarcela a patto però che non si calino inToscana discussioni nazionali, e si stia sui temi del territorio a partire dalle infrastrutture, dalla questione dei rifiuti, dalla liste d’attesa in sanità etc etc”

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Un cappotto per i meno fortunati dall’idea “Muro della gentilezza”

Un cappotto per i meno fortunati dall’idea “Muro della gentilezza”

Uno spazio nel quale chi ha bisogno potrà prendere cappotti e sciarpe per proteggersi dal freddo: è il primo ‘Muro della gentilezza’ che nasce a Pistoia e che sarà inaugurato sabato nella biblioteca San Giorgio dal sindaco Alessandro Tomasi.

L’idea, nata dai giovani dell’Associazione Fondo Marco Mungai, che ha coperto le spese per l’allestimento dello spazio, prende le mosse dall’esperienza che dalla città di Mashad, in Iran, si è diffusa in tutto il mondo, invitando le persone a non buttare i capi d’abbigliamento in più, ma a metterli a disposizione di chi vive per strada o non ha la possibilità economica di comprarsi un cappotto o una sciarpa per ripararsi dal freddo.
‘Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ne hai bisogno, prendilo’, questo lo slogan che accompagna l’iniziativa.
“Il mio ringraziamento va al Fondo Marco Mungai – evidenzia Tomasi – che ha il merito di aver portato a Pistoia un’iniziativa lodevole, importante e piena di significato. Il luogo scelto per realizzarla – la biblioteca San Giorgio – è sicuramente ideale: un luogo di cultura frequentato ogni giorno da tantissimi giovani, sede di moltissime iniziative che arricchiscono la nostra città. Quella del muro della gentilezza è un’idea utile che potrà insegnarci qualcosa”.
L’Associazione che ha promosso l’iniziativa, nata da un gruppo di giovani per ricordare Marco Mungai, scomparso nel 2014 a 22 anni in un tragico incidente stradale, collabora con la biblioteca San Giorgio alimentando annualmente l’acquisto di libri. “Si tratta di una iniziativa di solidarietà piccola ma concreta – afferma Gabriele Sgueglia, membro dell’Associazione Fondo Marco Mungai e promotore dell’idea – che dal basso intende contribuire a riequilibrare le disparità tra le persone, offrendo gratuitamente a chi non ce la fa da solo l’opportunità di ripararsi meglio dal freddo invernale”.
A marzo, con l’arrivo della primavera, lo stender sul quale i cappotti saranno esposti sarà svuotato e i capi eventualmente avanzati saranno consegnati alla Caritas di Pistoia.

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Donna licenziata da Publiacqua: Usb minaccia occupazione azienda

Donna licenziata da Publiacqua: Usb minaccia occupazione azienda

L’Usb minaccia di occupare Publiacqua spa Firenze se non verrà ritirato il licenziamento della delegata Rsu Dania Pieraccini. La misura è scattata dopo che aveva commentato un post su Facebook. Il sindacato trasmette un ultima richiesta di sollecito dopo quasi un mese dalla richiesta di convocazione del cda dell’azienza ai sindaci Biffoni e Nardella.

La donna aveva commentato un post su Facebook della consigliera comunale M5S Silvia Noferi. La notizia riguardava l’intossicazione di sei lavoratori dell’azienda impegnati all’interno della Palazzina Degremont invaso all’improvviso da agenti chimici. I dipendenti erano stati portati al pronto soccorso e uno di loro ebbe una prognosi di 40 giorni.
La delegata sindacale, commentando il post, avrebbe, a detta di Publiacqua avrebbe usato “un sarcasmo un pò pesante” e perciò licenziata due mesi e mezzo fa. Inoltre l’azienda sostiene che la donna, al momento della consegna della lettera di licenziamento, non era ancora una rappresentante ufficiale perchè i seggi erano stati chiusi da poco.
“Oggi – scrive Usb – trasmetteremo l’ultima richiesta di sollecito. In assenza di riscontro, già in occasione dell’assemblea cittadina di Firenze di giovedì 26 settembre delle organizzazioni del sindacalismo di base, porteremo la proposta di occupazione”. Il sindacato stato ricevuto il 17 settembre dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi.

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