Apuane. 33enne muore durante escursione

Apuane. 33enne muore durante escursione

La tragedia sul Roccandagia. L’uomo era con una ragazza che si è salvata. I due volevano raggiungere la vetta delle Apuane ma avrebbero intrapreso una traccia che li avrebbe portati sulla destra orografica dell’uscita del canale, su un terreno molto impervio e ripido

Voleva raggiungere la vetta della Roccandagia, sulle Alpi Apuane, ma avrebbero intrapreso una traccia che li avrebbe portati sulla destra orografica dell’uscita del canale, su un terreno molto impervio e ripido. Per questo un escursionista 33enne originario della provincia di Pisa ha perso ieri la vita precipitando a valle mentre si trovava su delle placche rocciose nella parte finale del canale di San Viano, nel territorio lucchese.

Con lui una donna che si è salvata dopo complesse operazioni di recupero che sono durate tutta la giornata, per concludersi intorno alle 22.15 la squadra del Sast intervenuta per il recupero ha raggiunto Campocatino dove la ragazza è stata visitata e poco accompagnata a Castelnuovo Garfagnana, nel comprensorio delle Apuane

L’intervento per riportare a valle la compagna dell’escursionista deceduto è stato particolarmente lungo a cauda del terreno scosceso.  L’incidente è avvenuto nella porzione delle Alpi Apuane che si trova territorio di Vagli di Sotto, in Alta Garfagnana. La squadra del Sast, si spiega, raggiunta e imbracata la donna, ha iniziato le manovre di calata per poi proseguire  fino al sentiero e confluire su Campocatino dove era stata inviata  un’ambulanza.

Si pensava a un possibile intervento dell’elisoccorso Pegaso non appena le condizioni meteo lo avessero consentito, ma non è stato possibile. L’allarme ai soccorritori è scattato dopo le 13:30. L’impossibilità di far intervenire l’elisoccorso, per le condizioni meteo, e le condizioni del terreno definite “particolarmente infide”, non hanno agevolato i soccorsi.

 

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Apuane, imprenditori e lavoratori nelle cave, ambientalisti sulle cime

Apuane, imprenditori e lavoratori nelle cave, ambientalisti sulle cime

Pietrasanta, in provincia di Lucca, domenica dalle 10 imprenditori, collaboratori, consulenti, lavoratori e famiglie di tutto il settore del marmo apuo-versiliese presidieranno pacificamente le cave del Parco regionale delle Alpi Apuane.

L’iniziativa è stata indetta dal consorzio per lo sviluppo dell’attività marmifera delle Apuane, Cosmave “per dimostrare e mostrare l’unità e il reciproco sostegno e rispetto – si legge in una nota – volto, ormai da secoli, a salvaguardia del territorio, della sua storia, della sua economia e della sua ricchezza professionale, culturale e sociale”.

Cosmave accusa l’associazione Apuane Libere di “gravi affermazioni e insinuazioni” nei confronti di alcuni dei suoi associati, definiti tra l’altro come “predatori, ovvero i ‘prenditori del marmo'”, e delle istituzioni. “Gli imprenditori e i lavoratori – si legge nella nota di Cosmave – chiedono rispetto, e ricordano la centralità delle cave, indispensabili per poter garantire i livelli occupazionali in tutte le aziende di trasformazione del territorio. E a chi lo avesse dimenticato: ci sono intere comunità nel territorio dell’entroterra apuo-versiliese” che “possono guardare con speranza al futuro grazie alle cave, per non parlare dell’indotto”.

Ma sempre domani sono in programma tre iniziative di ambientalisti a difesa delle Apuane: più di venti associazioni e comitati daranno vita a un flash-mob per un contemporaneo presidio di trenta cime, si svolgerà il ‘Clean Mountain Party’, con escursionisti e alpinisti impegnati nella pulizia di sentieri e via di salita e sarà inaugurato uno striscione da record di ben 180 metri quadri cucito dalle volontarie fiorentine di Apuane libere.

“L’associazione Apuane Libere, insieme ad altre 20 associazioni ambientaliste, saranno sulle cime per quel giorno – si legge in un comunicato dell’associazione indirizzato direttamente al presidente del consorzio che riunisce gli industriali del marmo della Versilia, Agostino Pocai – le cave le lasciamo a voi”.

“Signor Pocai – conclude il comunicato – sarete responsabili se questo clima di intimidazione portasse a episodi di violenza a famiglie con bambini che pacificamente festeggiano una domenica sui nostri monti”.

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🎧 “Cerchiamo volontari per osservatorio di protezione delle Apuane”, nasce Apuane Libere

🎧 “Cerchiamo volontari per osservatorio di protezione delle Apuane”, nasce Apuane Libere

Il 25 aprile è nato Apuane Libere: associazione di volontariato per monitorare per tutelare le Apuane, adesso cerca volontari, soci e militanti per proteggere le montagne

Nasce “Apuane Libere” organizzazione di volontariato per vigilare sull’opaca gestione dell’escavazione sulle Alpi Apuane. Un gruppo di persone volontarie e militanti per controllare l’opaca gestione dell’industria estrattiva e i danni causati per ambiente e salute delle popolazioni locali.

“La nostra fondazione è avvenuta lo scorso 25 aprile: una data di buon auspicio per liberare questa catena montuosa dal giogo che l’attanaglia”, spiega Gianluca Briccolani presidente di Apuane Libere. “Si tratta di attivismo sul campo: vorremmo costituire un nucleo militante che vada a fare controllare gli abusi”

“La Regione con gli ultimi PABE ha decretato la morte di questa catena montuosa. Perché ha autorizzato l’escavazione per altri 120milioni di tonnellate di marmo in 20 anni, ci sono delle inchieste in corso della magistratura sia su Carrara sia su Vagli. Le cave sono in aumento passeranno da 140 a 172”.

Si può partecipare a questo gruppo di sorveglianza raccogliendo le adesioni sul sito dove si potrà dare la propria disponibilità come soci, informatori anonimi fino alle persone militanti che andranno sul campo, dopo aver seguito dei corsi,  e saranno assicurati.

“Vogliamo formare un osservatorio permanente dell’opaca gestione delle Apuane. Si parla di un’economia di 2mila addetti tra diretti e indiretti fa un danno a più 200mila persone sia da un punto di vista paesaggistico che della salute. Sembra proprio il far west della Toscana: uno dei 43 disastri ambientali a livello mondiale si trova in Toscana”.

Lo racconta Gianluca Briccolani, presidente di Apuane Libere ai microfoni di Monica Pelliccia

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Alpinista soccorso sulle Apuane dopo essere scivolato per 200 metri

Alpinista soccorso sulle Apuane dopo essere scivolato per 200 metri

Un alpinista piacentino è stato soccorso ieri sulle Apuane dopo essere scivolato sul ghiaccio e essere precipitato per 200 metri.

Intervento ieri sera, domenica 4 aprile, del personale della stazione di Lucca del SAST, Soccorso Alpino e Speleologico Toscano, nel gruppo del monte Tambura, sulle Apuane, per soccorrere un alpinista di 37 anni infortunatosi a seguito di una scivolata su ghiaccio.

Il calo repentino delle temperature e il vento molto freddo hanno causato, spiega il SAST, un raffreddamento dell’abbondante manto nevoso, “trasformandolo in superficie e rendendolo molto scivoloso” e l’alpinista, nonostante i ramponi, è scivolato “precipitando a valle per circa 200 metri”, riportando più traumi. L’uomo è stato poi portato in ospedale a Pisa da un elicottero della Marina militare.

Secondo quanto spiegato dal SAST l’uomo era insieme a un altro alpinista, come lui originario di Piacenza e residente a Sarzana (Spezia): i due perfettamente equipaggiati, avevano bivaccato al rifugio Aronte al passo della Focolaccia e ieri pomeriggio avevano intrapreso la discesa del versante della “Carcaraia”. Il 37enne è scivolato mentre si trovava su un pendio molto ripido: “Nella caduta ha riportato la frattura esposta del ginocchio, vari traumi e un importante trauma cranico”.

Scattato l’allarme sono state fatte arrivare a Gorfigliano, nel tratto alto della strada diretta al passo della Focolaccia, i soccorsi sanitari, i carabinieri e i vigili del fuoco. Due squadre del SAST, col medico, a piedi hanno invece raggiunto il 37enne che, si spiega, stava già manifestando sintomi di ipotermia. Intorno alle 23 da Luni è arrivato l’elicottero NH90 della Marina militare dotato di dispositivi per la navigazione notturna che ha recuperato il ferito e lo ha trasportato all’ospedale a Pisa.

Si tratta solo dell’ultimo evento, in ordine cronologico, di questo tipo. Negli ultimi anni, gli incidenti, anche fatali, che hanno coinvolto gli escursionisti sulle alpi Apuane sono aumentati e si hanno continuato a verificarsi abbondantemente nonostante il numero ridotto di alpinisti a causa delle restrizioni causate dalla pandemia.

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Un 45enne di Massa muore durante un’escursione sulle Apuane

Un 45enne di Massa muore durante un’escursione sulle Apuane

A seguito di una caduta di 400 metri durante un’escursione sulle Apuane, un 45enne di Massa è morto. Si tratta solo dell’ultimo di una lunga serie di casi simili nella zona.

L’ANSA ha comunicato che nella mattina di domenica 21 febbraio un uomo di 45 anni residente a Massa è precipitato mentre camminava lungo un sentiero sul Monte Tambura, una montagna delle Alpi Apuane alta circa 1900 metri che si trova nella provincia di Massa e Carrara.

Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe precipitato per circa 400 metri dopo essere scivolato nella parte alta del sentiero CAI conosciuto come “via Vandelli”, in località Resceto. Sono stati avvisati SAST, Soccorso Alpino e Speleologico Toscano, e l’elisoccorso ma il loro intervento è stato inefficace. Il recupero della salma è attualmente in corso.

Il personale del Soccorso Alpino della sezione di Massa è stato raggiunti dalle forse dell’ordine. L’escursionista si trovava in compagnia di altre persone quando è scivolato ma al momento non risultano dichiarazioni che possano far luce sulle dinamiche dell’incidente.

Un caso molto simile era avvenuto lo scorso giugno sempre sulle Apuane. Un uomo di Parma stava percorrendo la via Vandelli e il mancato rientro ha generato la chiamata da parte del nipote che ha mobilitato l’elisoccorso, in grado soltanto di rinvenire la salma. A gennaio invece, una sorte simile era capitata a una coppia di sposi residenti a Lucca che mentre percorrevano un sentiero in cordata sul Monte Sella sono caduti e per 50 metri.

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