Nasce un nuovo bosco urbano a Firenze

Nasce un nuovo bosco urbano a Firenze

Inaugurato oggi un nuovo bosco urbano con 100 alberi in via del Guarlone, a Firenze.

A Firenze nasce oggi un nuovo bosco urbano, al posto di un’area abbandonata, che racconta le storie dei bambini nati grazie alla procreazione assistita. Si tratta del grande frutteto donato alla città di Firenze dal Centro Demetra, il centro che si occupa di procreazione assistita, inaugurato oggi in via del Guarlone.

L’inaugurazione del bosco urbano è avvenuta alla presenza dell’assessore all’ambiente del Comune di Firenze Cecilia Del Re. Si tratta di un’area di circa quattro ettari nella quale sono stati messi a dimora 100 alberi, in prevalenza da frutta (albicocchi, peschi, meli, peri e ciliegi), ma anche cipressi, salici, lecci.

L’assessore Del Re ha così descritto il bosco urbano: “Un bellissimo binomio per il futuro della città tra nuovo verde urbano e bambini nati. Con l’offerta del Centro Demetra abbiamo la prima risposta al bando lanciato in agosto per coinvolgere soggetti esterni nella realizzazione di interventi di forestazione urbana in una delle zone individuate in città. Un segnale importante che va nella direzione intrapresa per rendere la nostra città sempre più verde, resiliente e sostenibile per il futuro di tutti”.

Claudia Livi, la responsabile del Centro Demetra, ha commentato l’iniziativa: “Quest’anno abbiamo festeggiato i nostri primi 25 anni di attività. Con il nostro lavoro nato, cresciuto e sviluppato a Firenze, hanno visto la luce in questi anni moltissimi bambini, che al Centro Demetra dallo stadio di poche cellule hanno trovato un posto accogliente nell’utero delle loro mamme. I bambini sono nati e cresciuti in tutta Italia, perché è da tutta Italia che arrivano le coppie al nostro Centro, ma è a Firenze che sono diventati realtà. Un albero che cresce, si sviluppa e mette radici ci è sembrata la metafora più bella per festeggiare tutti i bimbi del Demetra, che hanno messo radici nella vita, è per questo che abbiamo aderito subito al progetto del Comune di Firenze”.

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Presidio in strada contro taglio pini via Aretina a Firenze

Presidio in strada contro taglio pini via Aretina a Firenze

Il Comitato Amici degli Alberi del Quartiere 2 è sceso nuovamente in strada per protestare contro l’abbattimento di tutti i pini superstiti di via Aretina a Firenze: un’operazione, sostengono, non supportata da analisi e prove strumentali dato che gli stessi alberi, solo tre anni fa erano stati considerato sani dalle perizie tecniche allora svolte.

L’abbattimento dei pini di via Aretina non ha convinto nemmeno alcuni consiglieri comunali che su sollecitazione dei cittadini hanno fatto una richiesta di accesso agli atti.

La mattina del 14 gennaio 2021 alcuni residenti di Via Aretina a Firenze insieme a componenti di comitati, associazioni e gruppi che si interessano al verde pubblico della città, hanno presidiato il luogo di abbattimento dei pini.

“Mezza alberata di pini domestici, Pinis pinea, è stata abbattuta senza che la popolazione ne fosse informata. La segnaletica non è stata apposta 5 giorni prima, come di regola, e riporta la sola dicitura: “Lavori di manutenzione alle alberature”. A nostro parere il cantiere non era transennato a norma per impedire il passaggio e la sicurezza delle persone- questo quanto si legge nella richiesta di raccolta fondi del Comitato che ha annunciato che “come cittadini residenti metteremo in atto tutto ciò che democraticamente e costituzionalmente è possibile attivare per impedire la desertificazione massiva dei restanti 16 pini rimasti nel percorso, reclamando adeguata informazione pubblica tramite assemblea di quartiere sugli abbattimenti che si intendono effettuare nel quartiere 2, chiedendo l’interessamento dei consiglieri di quartiere e dei consiglieri comunali, utilizzando l’accesso agli atti tramite Legge 241/90 e chiedendo che la segnaletica dei lavori debba essere apposta almeno 5 giorni prima, dove si possa  evincere se verranno effettuati  lavori di abbattimento. Verranno a tal scopo costituiti gruppi e comitati del verde pubblico su obiettivi specifici e finalità ambientali. Riteniamo la desertificazione di un intero percorso pedonale un gravissimo danno alla collettività e alla popolazione residente che si quantifica in danni alla qualità del microclima della zona, in perdita di ombreggiamento e mitigazione climatica”, dirmato  Presidio residenti di Via Aretina del 14 gennaio 2021 di cui fa parte Fabrizia (Ascolta l’intervista).

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Mufloni dell’Isola del Giglio. Che ne sarà di loro?

Mufloni dell’Isola del Giglio. Che ne sarà di loro?

I Mufloni dell’Isola del Giglio sono diventati uno dei problemi da risolvere del progetto ‘Let’s Go Giglio’, un progetto Life, finanziato con fondi europei e capitanato dall’ente Parco dell’arcipelago Toscano insieme ad alcuni partner: il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e NEMO, Nature and Environment Management Operators. Obiettivo principale del progetto è infatti quello della salvaguardia delle specie autoctone dell’Isola.

Tra le azioni previste per il raggiungimento di tale obiettivo c’è anche l’eradicazione di alcune specie animali aliene ed invasive, ed i Mufloni dell’Isola del Giglio (Ovis aries), rientrano tra queste specie.

Per onor di cronaca bisogna però dire che i mufloni non sono l’unica specie ad essere eradicata, sempre secondo il progetto ‘Let’s Go Giglio’, anche i conigli selvatici (Oryctolagus cunicolo) e le Trachemys scripta, una specie di tartaruga originaria del Nord America, considerata una delle più pericolose specie esotiche invasive presenti in Europa, rientrano nella lista delle specie aliene da eradicare dall’Isola.

“Il progetto è un progetto Life finanziato dall’Unione Europea, – dice ai nostri microfoni Giampiero Sammuri, presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – il programma Life è quello dell’Unione Europea che si preoccupa della conservazione della biodiversità appunto in Europa e all’interno dei programmi Life uno degli assi e quello del controllo della gestione delle specie aliene soprattutto nelle isole europee, ed è per questo che è stato presentato dal Parco questo progetto che prevede appunto intervenire sulle specie aliene all’Isola del Giglio e tra le quali appunto compare il muflone. Il progetto è finanziato perché appunto è una delle priorità dell’Unione Europea anche nella strategia per la biodiversità del 2030 quella di intervenire sulle specie aliene sulla struttura delle isole”.

Ascoltiamo l’intervista a Giampiero Sammuri, presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano realizzata da Rossana Mamberto:

Ma al progetto vengono mosse alcune critiche da alcuni abitanti dell’Isola del Giglio in particolare da Cesare Scarfò, un viticoltore che abbiamo intervistato, secondo cui sono già state abbattuti circa 90 esemplari di mufloni e dai quali vengono chieste delle misure alternative all’abbattimento.

“Negli ultimi mesi – racconta Cesare Scarfò – sono stati abbattuti moltissimi mufloni e oggi sull’isola sono rimasti solo tra i 25 ed i 40 capi”. Da qui il lancio della petizione, che conta ad oggi quasi 2500 firme, in cui vengono proposte soluzioni alternative come la creazione di una riserva in terreno demaniale o il trasporto dei capi rimasti in altre zone fuori dall’isola, evitandone l’uccisione”.

“Il muflone è un animale bellissimo – prosegue Cesare Scarfò – che non ha mai fatto male a nessuno. Questi animali hanno dato da mangiare ai nostri antenati per millenni e vedendo quello che stanno facendo mi sono sentito in dovere di fare qulacosa”.

Ascoltiamo l’intervista a Cesare Scarfò realizzata da Rossana Mamberto:

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