Anas, completata la prima fase dei lavori tratto Cassia

Anas, completata la prima fase dei lavori tratto Cassia

Anas (società del gruppo FS italiane) ha completato la prima fase dei lavori di ripristino del corpo stradale sulla statale 2 ‘Via Cassia’, nel tratto interessato dalla frana del 21 dicembre scorso a Radicofani, in provincia di Siena.

A partire dalla mattina di domani, precisa una nota, verranno modificate le limitazioni al transito con la riduzione di 200 metri del senso unico alternato attualmente in vigore, che rimarrà attivo unicamente tra i km 150,700 e 151,000, per consentire i lavori di ripristino di un altro punto del corpo stradale dove la scarpata è stata erosa dal fiume Paglia. Entro la fine del mese di gennaio sarà completata la seconda fase che consentirà l’eliminazione completa del senso unico.

Il completamento della prima fase delle lavorazioni è avvenuto nei tempi previsti e nel rispetto degli impegni con Regione ed enti locali. La riduzione delle limitazioni, prevista nella giornata di oggi, è stata posticipata di alcune ore per consentire un efficace tracciamento della segnaletica orizzontale, viste le basse temperature.

I lavori hanno riguardato la costruzione del corpo stradale e il posizionamento di grossi massi alla base del rilevato, per consentire la protezione della strada. Contestualmente le zone limitrofe all’evento franoso, sono interessate da ulteriori interventi di prevenzione, che prevedono la realizzazione di opere di contenimento al fine di evitare future frane.

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Autopalio: cantiere riaperto dopo quasi tre anni

Autopalio: cantiere riaperto dopo quasi tre anni

Dopo quasi tre anni di pressione da parte dei sindaci del Chianti e della Valdelsa, si riapre il cantiere in corrispondenza del Viadotto delle Terme Falciani, nel territorio al confine tra i Comuni di San Casciano e Impruneta. Secondo quanto annunciato da Anas i lavori si concluderanno ad aprile 2020.

Da tempo i sindaci denunciavano la difficoltà per i 25mila veicoli che transitavano ogni giorno lungo il raccordo autostradale, l’unica arteria che collega Firenze e Siena. I cantieri bloccati provocavano ingorghi, code e spesso anche incidenti. Il restringimento delle corsie, da 4 a 2, l’assenza di manutenzione della strada, all’assenza di corsie di emergenza e accelerazione, di piazzole per le soste e guardrail proporzionati alla dimensione della viabilità rappresentavano una minaccia alla sicurezza stradale.

“La nostra è al momento una soddisfazione a metà”, dicono i sindaci. “Il problema non è certo il fatto che i tempi siano stati chiaramente disattesi, il termine indicato durante l’incontro dello scorso luglio con il responsabile Anas era metà ottobre. Siamo al 5 novembre con tre anni di attesa alle spalle. Ciò che ci preoccupa è il tavolo, mai avvenuto e promesso per i primi di settembre, durante il quale avremmo dovuto aprire un confronto sui contenuti e gli obiettivi di un piano di investimenti complessivo, teso a riqualificare e adeguare non un pezzo del raccordo ma l’intero tratto della Firenze – Siena, da Greve Impruneta a Colle Val d’Elsa”.

I sindaci che guidano il Coordinamento della protesta sono: David Baroncelli del Comune di Barberino Tavarnelle, Alessandro Donati del Comune di Colle Val d’Elsa, Paolo Sottani del Comune di Greve in Chianti, Alessio Calamandrei del Comune di Impruneta, Andrea Frosini del Comune di Monteriggioni, Alessio Mugnaini del Comune di Montespertoli, David Bussagli del Comune di Poggibonsi, Roberto Ciappi del Comune di San Casciano in Val di Pesa, Andrea Marrucci del Comune di San Gimignano.

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