Corteo per Piazza Dalmazia e Piazza Fontana

Corteo per Piazza Dalmazia e Piazza Fontana

?Firenze, circa 300 persone hanno partecipato nonostante il freddo intenso e la pioggia ad un corteo in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi dal neofascista Gianluca Casseri il 13 dicembre 2011 in piazza Dalmazia, a Firenze e per “non dimenticare la strage di piazza Fontana” del 12 dicembre 1969.

Il corteo è partito proprio da piazza Dalmazia, è transitato per il quartiere di Rifredi e poi è ritornato nella stessa piazza teatro dell’agguato.

Hanno partecipato la comunità senegalese (colpita anche dall’omicidio di Idy Diene sul ponte Vespucci) e quella curda, in solidarietà con tutte le vittime del fascismo, del razzismo e della violenza di genere.

Diversi gli striscioni tra cui ‘Noi non dimentichiamo: Pinelli vive’. È stato ricordato anche Lorenzo Orsetti, caduto in Rojava mentre lottava al fianco del popolo curdo: tra i presenti c’era il padre Alessandro.

“Queste manifestazioni servono per unire, col desiderio, ha spiegato Alessandro Orsetti, “di un mondo diverso. Andiamo oltre il colore della pelle, l’appartenenza a uno Stato, le possibilità economiche”. Si deve “sognare un mondo migliore, dove si superano i confini e si vive in un mondo diverso”.

“La città di Firenze – hanno detto Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune – risponde al fascismo e al razzismo con determinazione, senza arretrare di un passo e cedere alla paura”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune ed alcuni ragazzi:

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Siria: sabato 19 ottobre corteo regionale “Giù le mani dal Rojava”

Siria: sabato 19 ottobre corteo regionale “Giù le mani dal Rojava”

Sabato 19 ottobre il corteo regionale “Giù le mani dal Rojava” partirà da Piazza Santa Maria Novella (ore 15). La volontà è quella di denunciare gli interessi economici e finanziari italiani, la passività e complicità delle amministrazioni rispetto alla situazione kurda. “La Regione Toscana e il Comune di Firenze si sono schierate contro la guerra illegittima scatenata da Erdogan ai danni della resistenza kurda”, hanno detto i consiglieri Antonella Bundu e Dmitrij Palagi (SPC).

Presenti alla conferenza Erdal Karabey (portavoce della comunità kurda in Toscana), Alessandro Orsetti (padre di Lorenzo Orsetti), Cecilia Soldino (attivista solidale appena rientrata dalla Siria) e Dmitrij Palagi (Consigliere comunale Sinistra Progetto Comune). Il corteo avrà ad oggetto l’opposizione alla guerra, contro l’aggressione turca in Rojava e Siria del Nord, per la liberazione del presidente Ocalan e degli 11.000 prigionieri politici in Turchia, per ritiro del Pkk dalla lista antiterrorismo UE. La manifestazione passerà sotto le finestre di Regione, Prefettura e Comune.

Da oltre una settimana la Turchia ha dispiegato le proprie forze attaccando il Rojava e l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord. “Le responsabilità politiche e militari vanno cercate sia nel regime turco che nelle politiche imperialiste delle potenze regionali. Il rischio è quello di scatenare ancora una volta pericolosi scenari di guerra, generare nuove migrazioni di profughi in fuga e continuare a mantenere tutto il Medio Oriente in situazione di conflitto permanente”, sono le parole degli organizzatori del corteo regionale.

La denuncia è anche nei confronti delle timide prese di posizione italiane: “Nessuna reale intenzione di rinunciare alle relazioni con un partner economico importante come la Turchia, fra i principali acquirenti degli armamenti “made in Italy” prodotti da Leonardo-Finmeccanica, per conto dello Stato italiano anche nello stabilimento di Campi Bisenzio. Nessuna intenzione di rinunciare agli affari finanziari per banche come Unicredit e Intesa San Paolo. Nessuna intenzione di rinunciare alle commesse turche per Impregilo, Alenia e Beretta spa. E attraverso la missione NATO Active Fence dispiega militari italiani a protezione dello spazio aereo degli aggressori turchi”, si legge nel comunicato.

La guerra ha attaccato la popolazione civile in maniera diretta, mirata. Fin dal primo giorno sono stati colpiti obiettivi civili. Sono state bombardate le strutture ospedaliere, così come le ambulanze che tentavano di avvicinarsi alle zone di guerra. Il Governo italiano ha delle responsabilità e potrebbe attivare delle soluzioni per fermare la guerra, per questo domani saremo in piazza, per fare richieste chiare ad un Governo che ha ancora enormi relazioni commerciali e militari con la Turchia”. Lo ha detto Cecilia Soldino, attivista fiorentina appena rientrata dalla Siria.

“Aiutare il popolo curdo è un discorso di cuore e di testa. L’Europa non sta facendo niente, sta alla gente far sentire la propria voce”, sono le parole di Alessandro Orsetti. “Salutiamo tutti i nostri guerrieri – ha detto Erdal Karabey, presidente dell’associazione culturale Kurdistan in Toscana – che combattono contro l’occupazione in Turchia. Noi andiamo avanti a combattere, ma dobbiamo anche prendere decisioni. Il Parlamento deve prendere decisioni, serve solidarietà per fermare questa guerra, questi crimini”.

In tutta la Toscana e a Firenze ci sono infatti molteplici iniziative tra cui il Presidio promosso dai sostenitori di Friday For Future di Venerdì 18 alle ore 15.30 sotto la Leonardo a Campi Bisenzio. La denuncia riguarda il legame profondo tra guerra ed inquinamento ambientale.

Le parole di Dmitrij Palagi, Alessandro Orsetti e Cecilia Soldino ai microfoni di Controradio a cura di Gimmy Tranquillo.

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Amazzonia, capo tribù a Firenze: “serve Governo umanitario”

Amazzonia, capo tribù a Firenze: “serve Governo umanitario”

Lunedì il Consiglio comunale di Firenze ospiterà il capo tribù della popolazione dell’Amazzonia ‘Huni Kuin’ Sia Huni Kuin Kawinaka che testimonierà “ciò che sta accadendo in Amazzonia, per far capire quanto è importante la difesa della terra e della popolazione”.

A riferirlo è lo stesso capo tribù in occasione oggi di una conferenza stampa nel capoluogo toscano; nell’occasione ha anche spiegato che “per superare questo momento serve un Governo umanitario, per aiutare questo popolo”. Parlando poi degli insegnamenti di Papa Francesco ha aggiunto “ama le persone, i poveri. Questo fa bene al nostro cuore e alla nostra anima”.

Sulla presenza del capo tribù della popolazione dell’Amazzonia ‘Huni Kuin’ in consiglio comunale, il presidente dell’assemblea cittadina Luca Milani ha spiegato che “l’invito è stato accolto da tutte le forze politiche”. Alla conferenza stampa era presente anche la consigliera comunale di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu.

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Approvata la mozione per intitolare un luogo toponomastico a Lorenzo Orsetti

Approvata la mozione per intitolare un luogo toponomastico a Lorenzo Orsetti

Approvato in Commissione Cultura e sport la mozione per intitolare un luogo toponomastico a Lorenzo Orsetti. La proposta proviene dai consiglieri Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune. “Un gesto importante che siamo certi troverà il giusto sostegno anche in Consiglio Comunale, per fare in modo che il ricordo di Lorenzo sia un esempio capace di ispirare speranza e impegno per la libertà”, commentano i consiglieri. “Si tratta di una proposta nata nel confronto attento con la famiglia del ‘partigiano di Rifredi'”, si legge nel comunicato.

Lorenzo Orsetti, ucciso dall’Isis nella Siria sud-orientale nella pianura di Baghuz, combatteva nelle milizie curde Ypg contro i jihadisti dello Stato Islamico. Il 33enne è morto combattendo il 18 marzo scorso nella battaglia di Bahoux ed è stato sepolto a San Miniato a Firenze al fianco di altri partigiani.

La mozione presentata invita il sindaco, il prefetto, la giunta e altre istituzioni ad attivarsi per individuare un luogo toponomastico nel quartiere di Rifredi da intitolare a Orsetti. Dovranno poi essere individuati i provvedimenti necessari ed inserire la dicitura di ‘Partigiano’. La Regione Toscana già gli aveva riconosciuto il Gonfalone d’argento per “l’impegno per la giustizia, l’eguaglianza e la libertà, a fianco del popolo curdo che in questi anni è stato il principale argine al terrorismo e al fanatismo dell’Isis”.

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