Inchiesta medicina: maratona di interrogatori fino a dopo Pasqua

Inchiesta medicina: maratona di interrogatori fino a dopo Pasqua

Una maratona di interrogatori partita ieri e che si concluderà solo dopo Pasqua quella davanti al gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, che dovrà decidere sulla richiesta di interdizione dall’incarico per otto persone avanzata dai pubblici ministeri fiorentini Luca Tescaroli e Antonio Nastasi, titolari delle indagini sulle presunte irregolarità in alcuni concorsi per professori della Facoltà di Medicina. Ieri è stata la volta del rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei. Oggi il turno della professoressa associata di Chimica, Sandra Furlanetto.

Oltre un anno di conversazioni ascoltate dalla Guardia di Finanza tra i vertici dell’Università e la sanità fiorentina. Intercettazioni al centro dell’inchiesta  che vede complessivamente 39 indagati con reati che vanno dall’abuso d’ufficio a varie declinazione della corruzione.

La Procura ipotizzerebbe, secondo quanto riporta oggi Il Corriere fiorentino,  “accordi spartitori” nella gestione delle cattedre di Medicina per professori ordinari, associati e ricercatori, con “vincitori predeterminati”. Ma nell’inchiesta e nelle intercettazioni, si legge su La Repubblica,  non comparirebbero solo i presunti bandi ‘profilati’ per Medicina anche anche altre procedure, cattedre e dipartimenti.

Sul fronte degli interrogatori a dare inizio al programma che proseguirà fino a dopo Pasqua con decisione sulle misure interdittive attesa per metà di aprile, è stato ieri il Rettore di Firenze, Luigi Dei indagato dei reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. “Il rettore ha risposto alle domande e ha avuto modo di chiarire i particolari richiesti”, ha dichiarato l’avvocato Sigfrido Fenyes. Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori di garanzia. Domani il professore di urologia Marco Carini e chiuderà il direttore generale di Careggi, Rocco Damone.

Secondo il teorema accusatorio, illustrato dai pm Tescaroli e Nastasi nelle carte inviate al gip, esisteva “un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria” ovvero “in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato”.

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Rettore Unifi Luigi Dei interrogato: “Dico la verità”

Rettore Unifi Luigi Dei interrogato: “Dico la verità”

Firenze, il rettore Unifi Luigi Dei è apparso davanti al gip che dovrà decidere sulla richiesta di interdizione dall’incarico avanzata nei suoi confronti dai pm fiorentini. L’interrogatorio, al quale erano presenti anche il procuratore aggiunto Luca Tescaroli e il pm Antonino Nastasi, titolari delle indagini, è durato quasi 4 ore. L’inchiesta che coinvolge Dei e altre 38 persone è incentrata su presunte irregolarità in concorsi in medicina.

“Sono stanco ma sereno e tranquillo. Io dico la verità, questa è la mia forza, è solo quella”, ha detto il rettore al termine dell’interrogatorio.”Il rettore – ha dichiarato il suo legale, avvocato Sigfrido Fenyes – ha risposto alle domande e ha avuto modo di chiarire i particolari richiesti”.

Nell’inchiesta Luigi Dei è accusato dei reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. La richiesta di interdizione è stata avanzata per tre degli episodi che gli vengono contestati.

In un caso è accusato di corruzione in concorso con Sandra Furlanetto, associato di chimica analitica all’Università di Firenze: secondo la procura, si sarebbe impegnato a conferire alla docente le funzioni di ‘delegato del rettore all’orientamento e servizi agli studenti’, in cambio dell’impegno di lei a non presentare ricorso contro la nomina di un altro prof a ordinario di chimica analitica.

In un altro caso sempre il rettore – in concorso col dg di Careggi Monica Calamai e poi con Rocco Damone, succeduto nell’incarico, e col prorettore Paolo Bechi -, per creare un posto da professore straordinario da riservare a una persona già stabilita, si sarebbe fatto promettere il cofinanziamento di due posizioni di professore da parte dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi.

Per quanto riguarda l’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità, il rettore in concorso con Bechi, per l’accusa avrebbe indotto il professor Angelo Raffaele De Gaudio, anche lui indagato nell’inchiesta, a conferire un incarico di docente straordinario a una persona predeterminata, offrendogli in cambio il mantenimento della direzione del dipartimento di anestesia e rianimazione.

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Inchiesta Medicina: domani gli interrogatori. Dei per primo davanti al Gip

Inchiesta Medicina: domani gli interrogatori. Dei per primo davanti al Gip

Inizieranno domani gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nei concorsi per cattedre alla facoltà di Medicina dell’Università di Firenze e di altri atenei dove secondo gli inquirenti sarebbe emersa “l’esistenza di un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria, con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato”. A presentarsi per primo davanti al Gip il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei.

Il servizio di Chiara Brilli

 

Dalle indagini sulle presunte irregolarità nei concorsi per cattedre alla facoltà di Medicina
dell’Università di Firenze e di altri atenei sarebbe emersa “l’esistenza di un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria” ossia “in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato”. Lo sostengono il procuratore aggiunto Luca Tescaroli e il pm Antonino Nastasi, nella richiesta di interdizione dagli incarichi avanzata nei confronti di otto  dei 39 indagati, su cui dovrà pronunciarsi il gip Angelo Antonio Pezzuti all’esito degli interrogatori. L’interdizione è stata chiesta tra gli altri per il rettore Luigi Dei che sarà il primo a comparire davanti al gip domani.

Nella richiesta di misura cautelare i pm contestano al rettore due episodi di presunta corruzione e uno di induzione indebita a dare o promettere utilità. “Deve rilevarsi – scrivono i pm – la sua inclinazione a delinquere e a commettere reati contro la pubblica amministrazione” agendo “in spregio delle regole di legalità, trasparenza e correttezza”. Gli altri destinatari di richieste di misure interdittive sono il direttore generale dell’Aou di Careggi Rocco Damone, il professor Marco Carini, primario di urologia a Careggi, il direttore del dipartimento cardiotoracovascolare Niccolò Marchionni, Sandra Furlanetto professoressa associata di chimica analitica all’Universita’ di Firenze, Corrado Poggesi docente ordinario di fisiologia in pensione, Francesco Montorsi professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Andrea Benedetto Galosi, quest’ultimo secondo gli investigatori designato come vincitore predeterminato di un concorso per professore ordinario indetto presso l’Università Politecnica delle Marche.

 

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Tamponi con reagente non autorizzato, inchiesta in Toscana

Tamponi con reagente non autorizzato, inchiesta in Toscana

Lo usava un laboratorio privato che lavorava per la Asl. Non avrebbe falsato i risultati dei test.

Il laboratorio che ai tempi del lockdown effettuava le analisi sui tamponi per il coronavirus per conto delle aziende sanitarie della Toscana avrebbe usato un reagente non autorizzato, poiché privo del marchio ‘Ce’ e deputato al solo uso a fini di ricerca. E’ quanto scoperto dalla guardia di finanza, nell’ambito di indagini coordinate dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e dal pm Antonino Nastasi. Secondo quanto spiegato dalle consulenze effettuate per conto della procura dai medici dell’Iss e da quelli dell’Istituto Spallanzani di Roma è emerso che il reagente, pur non essendo autorizzato, non avrebbe comunque falsato l’esito degli esami diagnostici.

I contratti stipulati dal laboratorio prevedevano l’effettuazione, tra aprile e luglio scorsi, di un massimo di 3mila tamponi al giorno, per un valore complessivo dell’affidamento di circa 10 milioni di euro. “In difformità dei contratti stipulati con le aziende sanitarie – spiega una nota della Gdf -, il laboratorio avrebbe utilizzato in parte un componente del kit diagnostico non previsto contrattualmente ed ad uso di ricerca”. Il legale rappresentante e il direttore del laboratorio, che ha sede a Firenze e fa capo a una multinazionale, sono stati colpiti da una misura interdittiva della durata di 12 mesi con l’accusa di frode in pubbliche forniture. Nei confronti del primo, l’interdizione opera sulla possibilità di concludere contratti con la pubblica amministrazione mentre il secondo è stato interdetto dall’esercizio della professione di direttore del laboratorio.

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