Migliaia di scritte No vax bloccano sito e social Asl, indagini in corso

Migliaia di scritte No vax bloccano sito e social Asl, indagini in corso

Migliaia di scritte No vax hanno mandato in tilt con circa 3.000 commenti la pagina Fb della Asl Toscana Sud Est definendo i sanitari vaccinatori “nazisti” e scrivendo offese di ogni genere legati alle vaccinazioni.

Il direttore generale Antonio D’Urso ha presentato denuncia alla polizia postale di Arezzo. Il fatto è accaduto tra martedì e oggi con la pagina Facebook della Asl che è rimasta bloccata per alcune ore.

Compare nei commenti una sigla a doppia V che, secondo gli investigatori della polizia postale, sarebbe ricollegabile a organizzazioni No vax. in corso controlli a It e server utilizzati da chi ha intasato tanto massivamente il profilo. 

“La vaccinazione è il miglior antidoto alla diffusione del contagio, all’aggravamento e all’ospedalizzazione dei positivi. La Pandemia non è ancora un ricordo.
Per non dimenticare quello che abbiamo vissuto, in questo video abbiamo raccolto numeri, volti, storie del Covid19 nella Ausl Toscana sud est”
E’ quanto postato nell’intestazione della pagina social dell’Azienda sanitaria.

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Toscana, 1000 sanitari ricorrono a TAR contro obbligo vaccinazione

Toscana, 1000 sanitari ricorrono a TAR contro obbligo vaccinazione

Lo riporta Repubblica e lo conferma il legale che li assiste nella causa. Altri 200 starebbero ultimando la pratica del ricorso. 17enne ricoverato al Meyer per una trombosi dopo dose Pfizer, i medici ‘nessuna correlazione con vaccinazione”

“Abbiamo già notificato ed è in corso di deposito del ricorso con circa 1.000 ricorrenti ma stiamo raccogliendo altre firme, circa 200, per un altro ricorso uguale”: lo sostiene Tiziana Vigni, l’avvocata che segue i ricorrenti contro l’obbligo di vaccinazione, insieme  col collega Daniele Granara docente di diritto costituzionale e che era candidata alla presidenza della Toscana per la lista ‘Vaccini Vogliamo Verità’.

“In tutto quindi – aggiunge l’avvocato Vigni – sono circa 1.200 sanitari”. Tra loro ci sono medici, ma anche infermieri, Oss e tecnici di laboratorio appartenenti a tutte le tre Asl della regione Toscana. “Questo vaccino – spiega Vigni – non ha seguito l’iter di sperimentazione completo, quindi i dati tecnici sono sommari e provvisori, quindi noi obblighiamo una categoria professionale a farsi il vaccino senza conoscere la soglia di rischio. I medici che si oppongono alla obbligatorietà del vaccino non sono irresponsabili, ma sono persone che conoscono le problematiche del vaccino e sanno come difendersi dall’infezione”. “Questo – ha concluso – è uno scempio costituzionale, non si può chiedere questo sacrificio a queste persone”.

Intanto non ci sarebbe nessuna correlazione con la dose di vaccino ricevuto nel ricovero di un  ragazzo di 17 anni colpito una trombosi cerebrale. il ragazzo si trova  all’ospedale Meyer di Firenze e quattro giorni fa aveva ricevuto la somministrazione di una dose di Pfizer. Secondo i sanitari tra la vaccinazione e l’insorgenza della patologia non emerge nessuna correlazione.  Il ragazzo, abitante nella provincia di Firenze, è in buone condizioni cliniche, si apprende sempre dall’ospedale pediatrico Meyer i cui medici non rilevano danni neurologici preoccupanti.

Gli accertamenti comunque proseguono. Sempre la struttura riferisce che vengono curati per analoghe trombosi cerebrali sei giovani pazienti all’anno e che in questa fase di vaccinazione non risulta una incidenza maggiore di questa patologia. Il 17enne era stato ricoverato il 13 agosto dopo aver accusato a casa i sintomi tipici di una trombosi cerebrale.

Un centro di vaccinazione diffusa sarà allestito dall’1 settembre all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena. Lo prevede un accorso tra l’Asl Toscana sud est e l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. L’Aou metterà a disposizione gli spazi dell’ex pronto soccorso, già utilizzati fin dall’avvio della campagna di vaccinazione lo scorso 27 dicembre, che saranno ora gestiti dal personale dell’Asl. Il centro sarà inserito nella regolare programmazione accessibile dal portale di prenotazione regionale.

“Grazie all’accordo tra le nostre aziende – sottolinea in una nota Antonio D’Urso, direttore generale dell’Asl Toscana sud est -, Siena manterrà il suo centro vaccinale in un luogo di facile accessibilità e che ha anche un alto valore simbolico, per il senso di cura e attenzione ai bisogni dei cittadini rappresentato dal policlinico senese. Il nostro impegno comune per estendere la campagna di vaccinazione di massa non si ferma, nella convinzione che la capacità del sistema sanitario pubblico di fare squadra sia un’arma fondamentale per combattere la pandemia”.

Per Antonio Barretta, direttore generale Aou Senese, “la collaborazione tra aziende sanitarie, soprattutto nella stessa area vasta, è fondamentale per rispondere prontamente alle necessità dei cittadini . L’Aou Senese, dal 27 dicembre 2020 ad oggi, ha contribuito alla campagna vaccinale con oltre 77mila dosi somministrate. Questa collaborazione, e l’attivazione del centro di vaccinazione diffusa, consentirà ai nostri professionisti, che ringrazio per quanto fatto in questi mesi, di tornare a svolgere le proprie attività istituzionali anche per contribuire a ridurre le liste di attesa”.

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Vaccini: Asl Toscana sud est lancia la Pfizer open week a partire dal 31/5

Vaccini: Asl Toscana sud est lancia la Pfizer open week a partire dal 31/5

Per persone di 60-69 anni, residenti in province Arezzo, Siena e Grosseto. Le dosi Pfizer saranno somministrate durante la prossima settimana

A partire da lunedì 31 maggio, l’Asl Toscana sud est lancia nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena la Pfizer open week, tremila dosi riservate solo a questa fascia di età – residenti nelle tre province – che saranno somministrate in quattordici centri vaccinali nell’arco della settimana. Milleduecento dosi saranno utilizzate nella provincia di Arezzo, 1000 in quella di Siena e 800 in quella di Grosseto.

“Mettiamo in campo un’iniziativa straordinaria – spiega Antonio D’Urso, direttore generale dell’Asl Toscana sud est – per incentivare la vaccinazione di questa parte della popolazione, garantendo un’accelerazione dei tempi grazie all’accesso senza prenotazione ai centri vaccinali.

L’offerta è stata stabilita in base alla disponibilità definita dalla programmazione aziendale, che prosegue senza sosta per tutte le fasce di età cui è stata progressivamente allargata. Ma per le persone tra 60 e 69 anni abbiamo deciso di compiere uno sforzo ulteriore, convinti che questa opportunità sarà colta dalle persone che ancora non si sono vaccinate”. Sono stati coperti i vari orari nell’arco della giornata, in base alla possibilità di accesso ai centri vaccinali: la mattina dalle 8 alle 14, il pomeriggio dalle 14 alle 20 (e in un solo caso, ad Albinia, dalle 16 alle 20), la sera dalle 20 alle 23.

“Confidiamo in una risposta importante alla Pfizer open week dedicata alle persone tra 60 e 69 anni già a partire da lunedì – conclude -, quando partiranno i primi centri ad accesso senza prenotazione”.

Alla Pfizer open week potranno accedere anche persone che si sono già prenotate in una data successiva. In caso di somministrazione del vaccino, la loro prenotazione sarà automaticamente cancellata.

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Arezzo: in Toscana pazienti covid a casa monitorati con bracciale

Arezzo: in Toscana pazienti covid a casa monitorati con bracciale

Braccialetto elettronico per il monitoraggio a distanza dei pazienti Covid che sono in isolamento a casa

E’ il sistema attivato dall’Asl Toscana sud est – prima azienda sanitaria in Italia a usarlo secondo quanto spiegato – che mette in collegamento, 24 ore su 24, chi è positivo e i medici.


Grazie allo smartphone, il braccialetto trasmette ogni cinque minuti, al 118 e all’Usca di riferimento ma volendo anche ad altri dottori di riferimento, parametri essenziali quali ossigenazione, frequenza cardiaca, indice di qualità del segnale della saturimetria e temperatura corporea. Il monitoraggio è fatto in automatico dal sistema: nel momento in cui rileva un trend negativo, allerta la centrale. Il braccialetto è monouso e funziona per 10 giorni.

Il progetto è del 118 di Arezzo e presto verrà diffuso anche alle altre aree provinciali dell’Asl Toscana sud est a cui fanno capo anche i territori di Siena e Grosseto. “E’ un sistema integrato perché unisce le competenze e le disponibilità del 118 e delle Usca – spiega il dg dell’Azienda sanitaria Antonio D’Urso -. In questa prima fase ne attiveremo 200. In questo modo garantiamo un ulteriore livello di sicurezza anche per pazienti che, pur positivi al Covid, non hanno necessità del ricovero ospedaliero. E’ una garanzia per la loro salute ma anche un aiuto a vivere, in minor solitudine, una malattia che, anche nel caso sia senza sintomi, genera ansia e angoscia”.


“E’ destinato a pazienti Covid positivi a domicilio che siano a rischio di aggravamento delle loro condizioni ma che ancora possono stare a casa in sicurezza – aggiunge Giovanni Sbrana, referente del progetto e vice direttore della Uoc Co 118 Arezzo -. Ad ogni paziente viene assegnato uno dei tre programmi di cura che abbiamo predisposto: quello standard, quello per chi ha più di 75 anni e quello per chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva”. Al paziente viene chiesto di avere uno smartphone e di rispondere a eventuali domande dei medici o rispondendo al telefono o tramite messaggi Whatsapp. Se per varie ragioni, le persona non fosse in grado di farlo, il 118 la cataloga tra quelle che non sono in grado di rispondere e quindi, in caso di problemi, non telefona ma manda il medico a casa. Il braccialetto consentirà anche di alleggerire la pressione sul pronto soccorso.

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Asl Toscana Sud-est organizza incontri su prevenzione infezioni

Asl Toscana Sud-est organizza incontri su prevenzione infezioni

L’Asl Toscana sud-est organizzerà incontri con sindaci, operatori, strutture convenzionate come case di cura e Rsa, e cittadini, per dare tutte le informazioni necessarie nella prevenzione delle infezioni, compreso il New Delhi. Gli incontri dell’Asl Toscana sud-est saranno organizzati nonostante nel territorio si registri quasi il 100% dei risultati negativi al batterio. 

In una nota, il direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso spiega che: “Stiamo lavorando con la massima attenzione per sensibilizzare operatori e comunità sulle buone norme per la prevenzione ed il contenimento delle infezioni, su cui la Regione Toscana sta già operando da qualche anno. E’ importante sapere che ci sono soggetti colonizzati che non sanno di esserlo e che comunque sono da considerarsi persone sane”.
“Nel caso in cui però, queste stesse persone abbiano delle malattie che compromettono il sistema immunitario, è possibile lo sviluppo di infezioni resistenti ai trattamenti coi farmaci. Chiediamo quindi la massima collaborazione di tutti per trasformare questa circostanza in un’opportunità”, sottolinea D’Urso.
Come spiega l’Asl la questione centrale non è il batterio New Delhi in sè, ma le infezioni. Sono situazioni che necessitano dunque di grande attenzione e accorgimenti che siano attuati tra i cittadini ma anche tra gli operatori sanitari. Proprio il lavaggio delle mani è l’accorgimento più efficace contro le infezioni. “E’ stata adottato una procedura aziendale ad hoc dedicata a diagnosi, sorveglianza e controllo di eventuali infezioni”, ha ricordato l’Asl.
Dal 15 settembre la Regione Toscana ha predisposto lo screening per tutti coloro che sono ricovererati in ospedale. “Nessun allarmismo ma la soglia di attenzione non può scendere da parte di nessuno se si considera che l’Italia risulta essere, in ambito Ue, uno dei Paesi con il più elevato consumo di antibiotici e con preoccupanti livelli di resistenza”, conclude l’Asl.

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