Mazzeo, presidente del consiglio regionale della toscana, positivo al Covid

Mazzeo, presidente del consiglio regionale della toscana, positivo al Covid

Firenze, con un post sul suo profilo ufficiale Facebook, il presidente del consiglio regionale della toscana, Antonio Mazzeo ha fatto sapere di essere positivo al Covid-19.

“Buongiorno amiche e amici, purtroppo quest’anno sotto l’albero ho trovato un regalo inatteso e certamente non gradito – scrive il presidente Mazzeo – Sono positivo al Covid”.

“Ho fatto un tampone rapido per precauzione prima di incontrare i miei parenti per le feste e stamani ho poi avuto la conferma del molecolare – spiega poi Mazzeo – Nonostante tutte le precauzioni sempre prese, questo virus si dimostra per quello che è: subdolo, sempre in agguato e pronto a colpire quando proprio non ce lo aspettiamo”.

“Per questo ve lo ripeto ancora una volta: continuate a fare attenzione, usate la mascherina sempre, lavatevi e disinfettatevi le mani e cercate di evitare più possibile situazioni di potenziale pericolo e contagio. Fortunatamente, grazie al vaccino, al momento ho solo un po’ di mal di testa e un po’ di dolori ma sto bene e questo, certamente, mi rincuora”.

“Vaccinarsi è fondamentale, prenotate la terza dose, convinciamo gli ultimi indecisi, è l’unica arma che abbiamo per combattere questo virus – raccomanda poi il presidente del consiglio regionale della Toscana – Ci sono migliaia di persone nella mia stessa condizione in questi giorni in Toscana e in tutta Italia. La situazione mondiale non è da meno. Siamo di fronte senza dubbio a una nuova ondata di contagi e occorre il senso di responsabilità di ogni singolo individuo per tornare a una normalità accettabile”.

“Grazie a tutto il personale sanitario che si è preso cura di me in questo momento complicato e a coloro che da quasi due anni sono impegnati notte e giorno in prima linea – conclude infine Mazzeo il suo post su Facebbok – Il lavoro che queste donne e questi uomini svolgono senza sosta al servizio degli altri è semplicemente straordinario. Vi mando un grande abbraccio virtuale e vi terrò aggiornati. A presto”.

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Mazzeo, è arrivato il momento per l’obbligo vaccinale

Mazzeo, è arrivato il momento per l’obbligo vaccinale

Firenze, il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, a margine della cerimonia di consegna del premio ‘Comunicatrice toscana 2021’, è intervenuto sulla situazione sanitaria attuale in rapido peggioramento, che vedrebbe l’Italia, secondo alcuni esperti, tra cui Guido Rasi, consulente scientifico di Figliuolo, che fa notare come continui “ad aumentare l’occupazione dei posti ospedalieri, avviarsi verso la zona arancione.

“Mi auguro che la strada che il governo seguirà sia velocizzare il più possibile la terza dose, e individuare metodi per convincere chi è ancora indeciso – ha detto il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo – ma se tutto questo non basta, lo ripeto da tempo, credo che sia arrivato il momento di dire, con grande chiarezza, che è necessario anche rendere obbligatorio il vaccino”.

“In gioco c’è la salute di milioni e milioni di cittadini, e su questo noi non possiamo fermarci”, ha aggiunto Mazzeo: “Sono settimane che sono preoccupato – ha proseguito – continuavo a dire a tutti di rispettare le regole minimali che ci siamo dati. Ho lanciato più volte l’appello, specialmente a chi non è ancora vaccinato, di farlo; e a chi ha fatto due dosi, quando è il momento, di fare la terza. Noi siamo organizzati per dare risposte a tutti”.

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Toscana: al via campagna vaccinazione bimbi

Toscana: al via campagna  vaccinazione bimbi

Da Siena a Pontedera, la campagna di vaccinazione pediatrica contro il Covid è partita regolarmente in Toscana.

In particolare, spiega l’Aou senese, le somministrazioni, riservate alla fascia d’età 5-11 anni, sono effettuate su bambini vulnerabili e portatori di particolari fragilità. “Ci aspettiamo una grande adesione alla vaccinazione per poter continuare combattere ulteriormente questa pandemia”, il commento di Maria Teresa Bianco, direttore della farmacia ospedaliera dell’Aou senese. “Pediatria impegnata in prima linea per assistere, accompagnare e monitorare i piccoli pazienti fragili prima, durante e dopo la somministrazione del vaccino: già contattate oltre 200 famiglie” sottolinea Salvatore Grosso, direttore della pediatria dell’Azienda ospedaliera.

Al via la vaccinazione per i bimbi fragili anche nella pediatria dell’Aoup: i genitori, si spiega, sono stati contattati direttamente. In tutto previste all’incirca un centinaio di vaccinazioni, da effettuare nelle giornate di oggi pomeriggio, il 18 e il 22 dicembre. Sempre oggi al via le somministrazioni anche nell’hub vaccinale di via Mattei a Pontedera, dedicato solamente ai più piccoli.

Fino al 13 gennaio saranno “690 i bambini che verranno vaccinati in Valdera e in Alta val di Cecina, circa 60 al giorno in due ambulatori dove sono presenti medici pediatri, personale infermieristico con formazione pediatrica e sanitari dell’emergenza urgenza”.

Oggi al ‘Ceppo’ a Pistoia via alle prime 80 vaccinazioni pediatriche giornaliere per bambini con un’età compresa tra i 5 e gli 11 anni per i quali nei giorni scorsi è stata prenotata la vaccinazione sul portale regionale. Al momento, si spiega dalla Asl, sul portale regionale sono 1248 le prenotazioni fino al 6 gennaio. A livello provinciale gli interessati, di età compresa tra 5 e gli 11 anni, sono 17.356, secondo i dati Istat. A Empoli (Firenze) oggi prima giornata all’hub vaccinale empolese per i più piccoli con già 82 prenotazioni: in programma per tutta la settimana (dal 16 al 22 dicembre) già 551 dosi prenotate sul portale regionale.

Anche  il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, ha invitato alla vaccinazione dei  più piccoli, auspicando che tutti, a partire dai pediatri, “facciamo ancora uno sforzo ulteriore per offrire il massimo della chiarezza e delle informazioni in modo da spiegare, raccontare e far capire alle famiglie il valore della vaccinazione anche per i più piccoli”. “Abbiamo vaccinato la maggior parte dei toscani – ha concluso – Adesso dobbiamo proteggere 200mila bimbi”.

Intanto il il sindaco di Forte dei Marmi (Lucca) Bruno Murzi, dedica un pomeriggio di approfondimento per i genitori sulla vaccinazione. L’appuntamento, aperto al pubblico su prenotazione e in diretta Fb sulla pagina del Comune è fissato per martedì prossimo 21 dicembre alle 17.00 a Villa Bertelli. Insieme al primo cittadino, che porterà nell’approfondimento anche le sue competenze di medico, saranno presenti Diego Peroni, direttore unità operativa complessa dell’Aoup nonché direttore della Scuola di specializzazione in pediatria dell’Università di Pisa e Roberto Miccoli, medico vaccinatore Hub Massa Carrara.

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🎧 Festa Toscana, Mazzeo: “Noi dalla parte giusta della storia e dobbiamo continuare ad esserlo”

🎧 Festa Toscana, Mazzeo: “Noi dalla parte giusta della storia e dobbiamo continuare ad esserlo”

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, in occasione della seduta solenne del Consiglio per la Festa della Toscana, in corso al cinema ‘La compagnia’ a Firenze.  Giani e Nardella scrivono a Governatore Oahio per chiedere abolizione pena morte

“La Toscana ha scelto sempre di stare dalla parte giusta della storia, e noi dobbiamo continuare a fare lo stesso, portando con forza il tema dei diritti al centro della nostra azione. La Toscana vuole essere all’avanguardia anche nella lotta ai linguaggi d’odio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, in occasione della seduta solenne del Consiglio per la Festa della Toscana, al cinema ‘La compagnia’ a Firenze. L’appuntamento quest’anno è intitolato “Dall’abolizione della pena di morte alla lotta ai linguaggi d’odio: la Toscana terra di diritti”.

“Ai ragazzi e le ragazze più giovani dico di non voltarsi mai dall’altra parte se un loro coetaneo è molestato in rete o dal vivo – ha aggiunto -. Avete visto che cosa è successo alla giornalista Greta Beccaglia qualche giorno fa, questo è solo un caso piccolo rispetto alla violenza che ogni giorno tante donne e tanti uomini ancora subiscono”.

Mazzeo ha spiegato che si tratta di “una sfida culturale, oggi è l’inizio, noi vogliamo andare nelle scuole, portare avanti questa battaglia culturale che non ha colori politici ed è di tutta l’assemblea legislativa. Lo vogliamo fare dicendo che la Toscana è una terra che non odia, è una terra che sui diritti vuole essere all’avanguardia, ed è una terra che guarda con speranza al futuro”. “Oggi non viviamo questo giorno come una ricorrenza – ha detto ancora – ma come un momento in cui guardiamo con speranza al futuro ed in cui tramandiamo i nostri valori alle generazioni più giovani”.

Sulle parole della senatrice a vita Lilia Segre “sono concetti che devono essere un monito per tutti e ci indicano la strada da seguire. Oggi le violenze che vediamo a poche centinaia di km da noi, quello che sta accadendo sul confine fra Polonia e la Bielorussia, danno il senso dell’impegno che noi dobbiamo prenderci”.

l discorso d’odio “è esploso negli ultimi anni perché i social hanno permesso questo. I social sono strutturati per far proliferare il discorso d’odio. Se non riusciremo a costruire un sistema che trovi una soluzione all’utilizzo del discorso d’odio in qualsiasi ambito della società noi diventeremo incapaci di affrontare anche i problemi più semplici. Ci mancherà il linguaggio per farlo”. Questo quanto ha invece dichiarato  Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, in occasione della seduta solenne del Consiglio regionale per la Festa della Toscana.

Russo ha parlato proprio del collegamento tra hate speech e il percorso per l’abolizione della pena di morte: “Così come la pena di morte è l’esempio di uno stato che nega i diritti umani nella sua essenza – ha spiegato -, così il proliferare incontrollato del discorso d’odio nelle nostre relazioni rappresenta un rischio mortale per la convivenza pacifica, armonica, per una vita condotta nel rispetto dei diritti umani”. “È sempre più difficile – ha concluso – trovare una giustificazione per uno stato che decide di uccidere una persona, non importa quale sia il reato commesso. Amnesty dice che non si ha giustizia attraverso l’esecuzione della pena capitale: anzi, dire che una persona è stata giustiziata significa usare in modo improprio il termine giustizia”.

“La Festa della Toscana ha il messaggio di rievocazione storica ma soprattutto di proiezione verso il futuro. Fummo il primo Stato al mondo 235 anni fa ad abolire la pena di morte: oggi è abolita in 106 Paesi del mondo su circa 200 Stati: questo significa che ancora più della metà della popolazione della terra vive in paesi in cui l’ordinamento penale chiede, seppur come extrema ratio, la pena di morte”. Questo quanto affermato dal  presidente della Toscana Eugenio Giani,. Giani ha ricordato che, causa Covid, l’anno scorso non era stato possibile festeggiare questo evento. “I valori di civiltà, dei diritti, della libertà che la Toscana seppe esprimere per prima 235 anni fa sono attuali – ha aggiunto -. Ci sono ancora giudici che possono condannare alla pena capitale. Il tutto salvo poi scoprire, magari anni dopo, che si tratta di un errore giudiziario. Una vita umana deve vivere il suo percorso naturale, fino alla fine, anche con la possibilità di poter rieducare se stessi e rendersi conto dello sbaglio che si è fatto. Il rispetto dell’uomo è uno dei salti di qualità della civiltà umana”. Tra le iniziative anche il corteo dei Gonfaloni verso Palazzo Vecchio con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo che ha consegnato ai sindaci la bandiera della Regione.

Nel file audio una parte dell’intervento del Presidente del Consiglio Regionale ANTONIO MAZZEO

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Torna la Festa della Toscana nel segno della lotta contro il ‘linguaggio d’odio’

Torna la Festa della Toscana nel segno della lotta contro il ‘linguaggio d’odio’

Il 30 novembre del 1786, grazie al Granduca Pietro Leopoldo, la Toscana  adottò un nuovo codice penale che per la prima volta nel mondo non prevedeva la pena di morte.

Quando fu introdotta,  era il 2001, ci trovavamo in una congerie storicopolitica completamente diversa. La lega se secessionista di Bossi era al governo e da sinistra si pensava ad un Regionalismo ‘buono’ ‘moderato’ da contrapporre alla volontà dichiarata di voler spaccare il Paese. Oggi che la lega è diventato un partito nazionalista la  La Festa della Toscana torna, come ogni anno,  il 30 Novembre per ricordare la centralità di tutti i diritti a partire da quello alla vita. La Festa si celebra infatti il giorno in cui, la Toscana nel lontano 1786, adottò un nuovo codice penale che per la prima volta nel mondo non prevedeva la pena di morte.

Ricordando, come ha fatto il presidente del consiglio Regionale Antonio Mazzeo che ancora metà degli Stati al mondo mantengono la pena capitale nel proprio ordinamento, a partire dagli Stati uniti, oggi la Festa edizione 2021 si concentra su altri diritti: quello di essere al riparo dalla violenza ad esempio, e da quella verbale in particolare. L’evento clou della Festa quest’anno infatti sarà l’iniziativa che si svolgerà nel pomeriggio del 30 al Cinema Teatro della Compagnia, a partire dalle 15,  dal titolo ‘la toscana che non odia. Contrasto all’hate speech e sottoscrizione del manifesto per la comunicazione non ostile. Prima, in mattinata, il consiglio regionale solenne a palazzo Panciatichi. Ancora prima, in mattinata, la giornata inizierà à con  un omaggio sulla tomba di Gregory Summers lo statunitense condannato a morte e giustiziato nel 2006, sepolto per sua volontà nel cimitero comunale di Cascina dopo anni passati nel braccio della morte, durante i quali intrattenne un rapporto epistolare coi ragazzi della scuola Luigi Russo di Navacchio.

Nel 1991 Gregory Summers venne condannato a morte perché ritenuto colpevole di aver commissionato l’omicidio dei propri genitori adottivi. Summers ha sempre dichiarato con forza la propria innocenza e prima di essere giustiziato nel carcere di Huntsville, chiese al presidente degli Stati Uniti di essere tumulato in Toscana, la terra che per prima al mondo, per volontà del Granduca Pietro Leopoldo, il 30 novembre 1786 abolì la pena capitale e la tortura.

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