Esplosione in palazzina a Portoferraio, uomo ferito

Esplosione in palazzina a Portoferraio, uomo ferito

Esplosione in una palazzina, in località Acquaviva di Portoferraio (Livorno), all’isola d’Elba per una probabile fuga di gas

A Portoferraio durante un’esplosione in una palazzina è rimasto ferito un uomo di 86 anni che è stato trasferito in ospedale con ustioni alle mani e alla testa. Illesa la moglie di 76 anni che si trovava al primo piano. Sul posto sono intervenute due ambulanze da Portoferraio con medico e da Porto Azzurro, mentre è stato allertato l’elicottero Pegaso per il trasferimento dell’anziano.
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri di Portoferraio, che sono arrivati sul posto insieme ai soccorritori e ai vigili del fuoco, si sarebbe trattato di una probabile fuga di gas nell’appartamento al piano terra di Portoferraio dove vive l’86enne, che è separato dalla moglie, e che pare fosse intento ad accendere una stufa a legna. Sarebbe stata una scintilla a far esplodere l’appartamento che risulta sventrato e completamente distrutto.
Nella deflagrazione si sarebbero prodotti danni strutturali a tutto l’edificio, ancora al vaglio dei vigili del fuoco, che nel frattempo hanno provveduto a far evacuare. Portata via anche la donna dall’abitazione del primo piano, accompagnata in ospedale a scopo precauzionale
Delle due persone soccorse in seguito all’esplosione nella loro palazzina a Portoferraio, marito e moglie di 86 e 74 anni, l’uomo, fanno sapere dal 118, è stato trasferito al Centro ustioni dell’ospedale di Cisanello, mentre la donna con ferite meno gravi, è in trattamento all’ospedale di Portoferraio (Livorno). La procura di Livorno ha deciso di mettere sotto sequestro l’immobile. Le cause dell’esplosione avvenuta nella palazzina di Portoferraio sono da accertare.

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Chat degli orrori tra adolescenti, indagini ad Arezzo

Chat degli orrori tra adolescenti, indagini ad Arezzo

Indagini carabinieri dopo denuncia del padre di uno dei ragazzi dopo la scoperta della chat dell’orrore

Un gruppo creato su whatsapp tra adolescenti per organizzare una festa per Capodanno 2020 si è rivelata essere una “chat dell’orrore” cosi come l’hanno definita i carabinieri del comando di Arezzo che hanno raccolto la denuncia del genitore di un 14enne. Ne è nata un’indagine che, si spiega dall’Arma, ha portato a scoprire video dal contenuto pedopornografico e altre immagini violente.

Dopo la segnalazione del genitore, che aveva individuato all’interno dello smartphone del figlio la chat sospetta con all’interno un video pedopornografico, i carabinieri hanno effettuato accertamenti partendo dal sequestro dello smartphone. Per il ragazzo è scattata la segnalazione alla procura presso il tribunale per i minorenni di Firenze per detenzione e diffusione del materiale pedopornografico. Successivi accertamenti hanno poi portato a individuare ad altre giovani, età compresa tra i 15 e i 16 anni, residenti nell’Aretino, con ulteriori perquisizioni e sequestri di smartphone e dispositivi informatici all’interno dei quali sono stati recuperati altri video violenti.

Secondo quanto riferito dai carabinieri le immagini pedopornografiche venivano anche trasformate in stickers, emoticon con le quali rispondere ai messaggi. Su questa seconda parte di indagine sono in corso ulteriori approfondimenti per chiarire eventuali responsabilità.

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Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone

Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone

Il bimbo di 18 mesi, deceduto il 15 settembre scorso in un paese della provincia di Grosseto, sarebbe morto per aver ingerito metadone: è quanto sarebbe emerso dagli esami tossicologici effettuati dal medico legale incaricato dal pm. Indagati per omicidio colposo i genitori del piccolo.

Un avviso di garanzia è stato loro notificato ieri dai carabinieri, secondo quanto riferisce oggi il Tirreno. I militari hanno anche contestualmente perquisito l’abitazione della coppia. Il bimbo sarebbe morto a causa di una “intossicazione acuta da metadone – così nell’avviso di garanzia notificato insieme al decreto di perquisizione ai genitori, secondo quanto riporta il quotidiano – inoltre, il bambino è stato esposto a varie altre sostanze stupefacenti”.

Sostanze che il bambino potrebbe aver respirato in casa perché assunte dai genitori. Il bambino potrebbe poi aver trovato in casa una boccetta con il metadone bevendone il contenuto, senza che i genitori se ne accorgessero.

Nel corso della perquisizione, disposta dal pm Anna Pensabene che coordina le indagini dei carabinieri, sarebbero stati trovati pochi grammi di hashish e qualche bottiglietta vuota di metadone.

Ad allertare i soccorsi, lo scorso 15 settembre, era stato il padre del piccolo, perchè il bambino non si svegliava. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari.

La coppia, assistita dal giorno della morte del piccolo e ora difesa dall’avvocato Sabrina Pollini, aveva nominato un consulente di parte, il medico legale Giulia Nucci, che ha all’autopsia e che presto dovrebbe depositare anche le proprie conclusioni.

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Omicidio Ciatti: arrestato in Francia uno degli aggressori, richiesta estradizione

Omicidio Ciatti: arrestato in Francia uno degli aggressori, richiesta estradizione

E’ stato arrestato ieri in Francia, in esecuzione di un mandato di arresto europeo, un cittadino ceceno considerato responsabile del pestaggio e della morte di Niccolò Ciatti in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna, nell’agosto del 2017.

Le autorità di polizia francesi, su attivazione dei Carabinieri del Ros con il supporto del Servizio di cooperazione internazionale di polizia (Scip/Sirene), hanno rintracciato e arrestato ieri a Strasburgo (Francia), in esecuzione di Mandato d’Arresto Europeo (Mae), un cittadino ceceno responsabile del pestaggio che, il 12 agosto 2017, provocò la morte del giovane Niccolò Ciatti in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna) Il Mandato di Arresto Europeo, emesso sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, è stato spiccato anche nei confronti di un secondo ceceno già ristretto in Spagna per l’omicidio del connazionale (in quanto colpito da provvedimento restrittivo delle locali autorità).

L’importante risultato scaturisce da una complessa attività d’indagine condotta dal Reparto Crimini Violenti del Ros, unità specializzata nella risoluzione di crimini particolarmente efferati commessi anche all’estero in danno di connazionali e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Le investigazioni, svolte in costante raccordo con i collaterali spagnoli, hanno consentito di acquisire solidi elementi identificativi degli autori del delitto e ricostruire appieno la dinamica dell’evento. Sono state avviate le procedure di estradizione.

“Ho dato istruzioni alla nostra ambasciata a Madrid affinché intervenga formalmente presso le autorità spagnole sollecitando una rapida conclusione del procedimento penale. So che il ministro Bonafede ha indirizzato una lettera con analoga richiesta al suo omologo spagnolo”. Così nel gennaio scorso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul caso di Niccolò Ciatti scrivendo in risposta una lettera del sindaco di Scandicci (Firenze) Sandro Fallani.
 Il sindaco si era unito all’appello della famiglia Ciatti per promuovere “una sollecitazione da parte di tutte le istituzioni italiane affinché il tribunale” spagnolo “emetta una sentenza prima dello scadere del quarto anno dagli arresti dei sospettati”.
Niccolò Ciatti morì ucciso a 22 anni dopo un pestaggio subito il 13 agosto 2017 da parte di alcuni ceceni in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna), località dove era in vacanza.

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Rintracciate le due ragazze In fuga dopo conoscenza su Tik Tok

Rintracciate le due ragazze In fuga dopo conoscenza su Tik Tok

E’ stata rintracciata questa sera dai carabinieri nel comune di Pinerolo (Torino), la sedicenne che il 14 gennaio scorso si era allontanata dalla sua casa di Reggello. I militari della locale stazione l’hanno rintracciata su indicazione dei militari della compagnia di Figline Valdarno (Firenze) che seguivano il caso. Era invece tornata a casa da sola l’altra ragazza, la 17enne di Pontedera, che si sarebbe conosciuta con la sedicenne su Tik Tok.

La ragazzina, spiegano gli investigatori, è stata trovava a casa di un amico. Sempre
secondo quanto riferito dai carabinieri, i militari della compagnia di Figline Valdarno (Firenze) l’avrebbero rintracciata anche ricostruendo la sua rete di amicizie. Al momento si trova nella stazione dei carabinieri di Pinerolo (Torino) dove i militari la stanno ascoltando. I genitori sono partiti da Reggello e la raggiungeranno nella notte. E’ tornata a casa invece stamani la 17enne di Pontedera (Pisa) data per scomparsa dal 14 gennaio insieme alla  sedicenne di Reggello (Firenze). Le due si erano conosciute sul social Tik Tok

Diversi i racconti delle due famiglie sull’allontanamento delle ragazze. La madre della 17enne, secondo quanto pubblicato ieri dalla Nazione, non aveva denunciato la scomparsa della figlia perchè, questa la dichiarazione riportata dal quotidiano, “la sento tutti i giorni. Ho parlato con lei anche poco fa e mi ha assicurato che domani torna a casa. Le ho raccomandato di tornare perché sta venendo fuori una storia nella quale, secondo me, lei rischia di prendersi colpe che non ha”. Erano stati i genitori della sedicenne di Reggello a ritenere che la ragazza di Pontedera potesse aver influenzato la loro figlia: “Abbiamo
paura che la sua ‘amica’ l’abbia plagiata” aveva raccontato il padre.

Secondo quanto emerso, la 17enne avrebbe raccontato ai carabinieri di essersi separata dall’amica ieri, a Bologna. Tuttavia non avrebbe dato spiegazioni circa il loro allontanamento da casa, né sul perché lei abbia poi deciso di tornare mentre l’amica abbia scelto di continuare il viaggio.

Nei giorni scorsi, come testimoniato anche da alcuni video pubblicati sul social Tik Tok, le ragazzine erano già state a Bologna, dove probabilmente avrebbero dormito da un amico della 17enne. La ragazzina si è allontanata da casa senza cellulare e senza documenti, portando con sé solo il tablet del fratello, che avrebbe usato in alcune occasioni per connettersi ai social collegandosi a reti wi-fi. Dal 14 gennaio, giorno della sua
scomparsa, avrebbe chiamato la famiglia solo una volta, da un numero sconosciuto, parlando col padre, al quale avrebbe detto di non cercarla.

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