Bimbo cade da bici e un ferro gli si conficca nell’inguine

Bimbo cade da bici e un ferro gli si conficca nell’inguine

Pistoia, un bimbo di dieci anni è rimasto ferito gravemente cadendo dalla bici a Quarrata intorno alle 10:30. Era insieme al padre, che era su un altro mezzo, e avrebbe perso il controllo della bici, finendo in un fosso.

A quel punto un ferro gli si è infilato all’altezza dell’inguine. Il bimbo è stato quindi trasportato con l’elisoccorso all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per un intervento urgente.

Le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il personale del 118 e l’elicottero Pegaso della Regione Toscana.

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Escursionista trovato morto sulle Apuane

Escursionista trovato morto sulle Apuane

Massa, il corpo senza vita di un escursionista, originario di Parma, è stato ritrovato nella tarda serata di ieri dal Soccorso alpino e speleologico toscano (Sast), sul monte Tambura dopo che il nipote non vedendolo rientrare aveva dato l’allarme ai carabinieri.

L’ escursionista era partito il giorno precedente da Resceto (Massa Carrara) per effettuare un percorso ad anello che prevede la salita della via Vandelli, la cima del monte Tambura, la discesa verso il passo della Focolaccia e il rientro tramite via di lizza ‘Silvia’ sempre a Resceto.

Il cadavere è stato ritrovato sotto la pioggia battente dai tecnici della squadra Sast di Massa sulla via di rientro, su un terreno impervio in un canale sotto Piastra Marina.

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Lite in via Palazzuolo: due denunce

Lite in via Palazzuolo: due denunce

Firenze, lunedì sera, in seguito ad alcune segnalazioni di un’accesa lite in strada, con l’utilizzo anche di bottiglie di vetro, i Carabinieri sono intervenuti, intorno alle 21:30, in via della Scala dove hanno trovato un uomo ferito che soccorrevano richiedendo anche l’intervento di personale del 118.

L’uomo presentava una ferita alla testa, e raccontava di essere stato colpito con una bottiglia di vetro da un individuo, che dopo una lite, si era poi dato alla fuga, ed era anche in grado di fornire alcuni dettagli sull’accaduto compresa la direzione in cui l’aggressore si era dileguato.

I carabinieri riuscivano quindi a rintracciare il fuggiasco, a sua volta ferito all’altezza dell’occhio destro, da una bottiglia lanciata dal primo uomo.

I due, portati rispettivamente al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova e a quello di Careggi, ne uscivano con una prognosi di 10 giorni ciascuno.

Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che l’uomo, che si era dato alla fuga, aveva tentato di impossessarsi del cellulare del padre dell’altro e che da li era nata una lite verbale poi sfociata in aggressione.

Entrambi sono stati denunciati, il primo per il reato di lesioni aggravate ed il fuggiasco, già noto alle Forze dell’Ordine poiché responsabile negli ultimi cinque mesi di numerosi reati contro la persona e il patrimonio, è stato denunciato per tentato furto aggravato e lesioni personali aggravate.

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Borgo San Lorenzo, Smantellata organizzazione trafficanti di cocaina

Borgo San Lorenzo, Smantellata organizzazione trafficanti di cocaina

Borgo San Lorenzo, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di sei soggetti, ritenuti responsabili del reato di “associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”.

I provvedimenti eseguiti nel corso della mattinata scaturiscono da un approfondimento investigativo di una precedente operazione della Compagnia di Borgo San Lorenzo, conclusa a settembre 2018 con l’arresto di nove soggetti per “traffico internazionale di sostanze stupefacenti” importate prevalentemente dall’Olanda, che ha permesso di individuare un’organizzazione composta di cittadini di nazionalità albanese, operante in proprio, che riforniva di cocaina anche il gruppo disarticolato nel 2018.

Grazie alla disponibilità di un elevato numero di autovetture a noleggio, alcune delle quali dotate di doppio fondo, il gruppo non aveva problemi di mobilità, circostanza che permetteva di poter effettuare le consegne nei luoghi più disparati.

La struttura poteva contare anche su località destinate alla momentanea custodia dello stupefacente, in attesa della vendita, in particolare presso un residence a Prato.

Si tratta, dunque, di soggetti ben inseriti nel “mercato della droga” non facenti parte della filiera terminale ma collocati, piuttosto, ad un livello superiore, giacché rari sono stati i casi di vendita diretta a persone dedite al consumo per uso personale.

Elevato, inoltre, il giro d’affari dell’organizzazione criminale, in grado di movimentare in brevi periodi (gennaio – marzo 2018) decine di kg. di cocaina, ceduta a 30/35.000 € ciascuno. La vendita di tale sostanza è stata la mission della loro attività, merce esclusiva, come ha avuto modo di precisare uno dei destinatari della misura, facendo presente all’interlocutore, interessato ad altro stupefacente, che trattava “solo cose che ti rendono allegro”.

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze (Dott. Fabio Frangini), su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano (Sost. Proc. Dott. Giuseppina Mione e Dott. Fabio Di Vizio).

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Rifiuti speciali smaltiti in campi di granturco, 4 arresti

Rifiuti speciali smaltiti in campi di granturco, 4 arresti

Firenze, oltre 24mila tonnellate di rifiuti speciali, contenenti sostanze nocive e inquinanti, illecitamente smaltiti utilizzandoli per concimare più di 150 ettari di terreni agricoli coltivati a granturco e girasole, ubicati nelle province di Pisa e di Firenze.

Questo quanto scoperto dell’ambito di un’inchiesta sull’utiliozzo illecito di rifiuti speciali, coordinata dalla Dda di Firenze e condotta dalla sezione di pg della procura insieme ai carabinieri del Nipaaf, che ha portato all’arresto, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere, di tre amministratori di un consorzio di gestione dei rifiuti del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno (Pisa) e di un agricoltore.

È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di beni per 3 milioni di euro nei confronti del consorzio e di alcuni indagati.

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