Firenze: 90enne trovato morto in Arno

Firenze: 90enne trovato morto in Arno

Firenze –  L’uomo 90enne, si era allontanato dalla sua abitazione nelle scorse ore. Ancora da chiarire la dinamica

Un uomo, 90enne, è stato ritrovato cadavere nel fiume Arno a Firenze. Il tragico ritrovamento è avvenuto questa mattina, quando alcuni passanti hanno visto affiorare il corpo dall’acqua, all’altezza del Ponte alla Vittoria.

Secondo una prima ricostruzione, l’anziano si era allontanato nelle scorse ore da casa e la famiglia aveva avvertito i vigili urbani. Di lui non c’era traccia da ieri, 3 maggio 2022. Adesso sono da chiarire le cause della morte, se possa esserci stato un malore o altro. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili urbani.

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Firenze: 90enne trovato morto in Arno

Firenze: 90enne trovato morto in Arno

Firenze –  L’uomo 90enne, si era allontanato dalla sua abitazione nelle scorse ore. Ancora da chiarire la dinamica

Un uomo, 90enne, è stato ritrovato cadavere nel fiume Arno a Firenze. Il tragico ritrovamento è avvenuto questa mattina, quando alcuni passanti hanno visto affiorare il corpo dall’acqua, all’altezza del Ponte alla Vittoria.

Secondo una prima ricostruzione, l’anziano si era allontanato nelle scorse ore da casa e la famiglia aveva avvertito i vigili urbani. Di lui non c’era traccia da ieri, 3 maggio 2022. Adesso sono da chiarire le cause della morte, se possa esserci stato un malore o altro. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili urbani.

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Radar per monitorare frane in Toscana, c’è progetto

Radar per monitorare frane in Toscana, c’è progetto

Firenze, utilizzare il radar per il monitoraggio del territorio da satellite per studiarne i fenomeni deformativi, in particolare fenomeni franosi lenti o molto lenti e di subsidenza del terreno.

È possibile grazie al progetto dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, basato su elaborazioni effettuate sui dati interferometrici messi a disposizione dalla Regione Toscana. Interessate, spiega una nota, cinque diverse aree del suolo toscano: i bacini dell’Arno, del Serchio e gli ex bacini regionali Ombrone, Toscana Nord e Toscana Costa. I dati forniti dalla regione Toscana sono ottenuti dall’elaborazione multi-interferometrica delle immagini radar acquisite dai satelliti Sentinel1 nel periodo gennaio 2018 – settembre 2021.

La metodologia applicata si basa sulla Tecnica Ps (Psinsar Tm) sviluppata dal gruppo Sar del Politecnico di Milano e da Tele-Rilevamento Europa – Tre. I diffusori permanenti (Permanet scatterers, Ps) corrispondono ad oggetti già presenti sul terreno che vengono identificati dal satellite grazie alle loro caratteristiche elettromagnetiche e sono in grado di fornire informazioni sul moto del punto osservato.

In funzione della densità sul territorio, dell’elevata precisione delle misure e dell’ottimizzazione dei tempi di calcolo e dei costi, la tecnica Psinsar Tm si colloca nell’ambito del monitoraggio territoriale come strumento idoneo allo studio dei fenomeni deformativi.

Un procedimento che risulta quindi particolarmente utile per l’analisi di fenomeni franosi lenti o molto lenti e di fenomeni di subsidenza del terreno e può fornire un valido ausilio per definire geometria e stato di attività dei fenomeni osservati.

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Via libera alla ciclopista dell’Arno Firenze-Scandicci: approvato il finanziamento regionale

Via libera alla ciclopista dell’Arno Firenze-Scandicci: approvato il finanziamento regionale

Una nuova ciclopista per collegare Firenze e Scandicci, dall’Argingrosso a Badia a Settimo. È il progetto che ha ottenuto il finanziamento della Regione Toscana nell’ambito del Fondo sviluppo e coesione per integrare il sistema ciclabile metropolitano delle ciclovie in riva sinistra d’Arno.

Un intervento da oltre 1,2milioni di euro, di cui circa 900mila euro sul territorio fiorentino (800mila di contributo regionale e il resto a carico del Comune di Firenze) e 300mila su quello di Scandicci. La ciclopista Firenze Scandicci consentirà di integrare la rete di piste dedicate ai ciclisti lungo l’Arno, collegando Badia a Settimo nel territorio di Scandicci con le ciclopiste esistenti in riva sinistra del fiume Arno nel territorio del Comune di Firenze cioè dall’Argingrosso, fino all’Albereta e poi verso la pista del Girone.

“La Regione Toscana ha ammesso a finanziamento il progetto che abbiamo presentato per la ciclopista Firenze Scandicci – ha detto l’assessora all’Ambiente Cecilia Del Re -. Un intervento per integrare il sistema ciclabile cittadino e metropolitano delle ciclovie in riva d’Arno e proseguire nelle azioni per la valorizzazione di percorsi di mobilità dolce in grado di ridurre gli impatti ambientali legati agli spostamenti. Abbiamo calcolato che l’utilizzo della ciclopista comporterà un ulteriore abbattimento di 1.692 tonnellate annue di anidride carbonica nell’atmosfera”.

Il progetto nel tratto del Comune di Firenze andrà da via dello Scalo di Peino (al confine comunale di Scandicci) fino alla pista esistente, che dal Ponte all’Indiano raggiunge la foce del fiume Greve in località Argingrosso. Il sistema integrato Ciclovia dell’Arno rappresenta l’asse portante del sistema delle vie ciclabili della Toscana, nonché il più lungo percorso ciclopedonale in via di realizzazione in Toscana.

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Progetto per 12 centrali idroelettriche lungo l’Arno

Progetto per 12 centrali idroelettriche lungo l’Arno

Presentato il progetto per 12 centrali idroelettriche nel Fiorentino e la conseguente riqualificazione di 13 pescaie. Sarebbe un investimento da 80 milioni di euro.

Il progetto presentato dalla Regione Toscana prevede di sistemare e riqualificare 13 pescaie esistenti nel tratto fiorentino dell’Arno e realizzare 12 centrali idroelettriche. Il progetto interessa 55 km di fiume per un investimento totale di 80 milioni di euro, di cui circa 16 per ristrutturare le pescaie e riqualificare le sponde.

Avviato nel 2007 dalla Provincia di Firenze e fermato da un ricorso, il progetto dovrebbe adesso concretizzarsi con un’operazione di project financing. I lavori alla pescaia dell’Isolotto a Firenze, dopo il crollo avvenuto a inizio febbraio, hanno decretato l’avvio del progetto: entro aprile 2021 partiranno tutti gli altri interventi, con una durata prevista di 24 mesi. La concessione avrà durata 30 anni, estendibili di ulteriori 10, poi le opere rientreranno completamente nella proprietà della Regione che potrà provvedere a un nuovo affidamento.

La produzione di energia elettrica stimata derivante dalle centrali idroelettriche si aggira sui 55 Gwh l’anno, pari a quella necessaria per far fronte al fabbisogno di circa 20mila famiglie ed equivalente ad un risparmio di circa 25 mila tonnellate annue di Co2.

Le località lungo l’Arno interessate dal progetto di ristrutturazione delle pescaie sono Incisa, Rignano, Sieci, Ellera, Compiobbi, il Girone, Vallina, Rovezzano, Porto di Mezzo a Signa e, a Firenze, la zona di San Niccolò e il parco delle Cascine.

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani ha parlato di un “investimento importante che coniuga sicurezza, sostenibilità ambientale e riqualificazione di vecchi manufatti” e l’assessore regionale all’ambiente Monia Monni ha detto che si tratta “di un progetto innovativo che ci riempie di orgoglio e che permetterà di mettere in sicurezza le 12 briglie esistenti nel tratto dell’Arno fiorentino e contemporaneamente consentirà di produrre energia pulita dalla forza dell’acqua”.

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