Lavoratrice madre firma accordo, mantiene il posto

Lavoratrice madre firma accordo, mantiene il posto

Si chiude positivamente la vicenda di Valentina, la lavoratrice di Arval Firenze che era a rischio licenziamento, e che ieri sera ha sottoscritto un accordo che garantisce il mantenimento del suo posto di lavoro. Lavoratrice part-time, madre di due figli, considerata in esubero nella riorganizzazione del suo reparto, come unica alternativa al licenziamento aveva ricevuto la proposta di un trasferimento a Milano. Per lei c’è stata una mobilitazione.

Immediata la risposta dei sindacati, che il 19 novembre avevano indetto uno sciopero in segno di solidarietà dopo la decisione di Arval di sospendere la dipendente in vista di un possibile licenziamento.

“La mia storia è una delle tante, di una delle tante persone, donne, mamme, che si trovano davanti ad un momento delicato dove non c’è nessuna formazione che ti insegna come affrontarlo”, scrive Valentina in una lettera aperta di ringraziamento diffusa dalla Fisascat-Cisl, che l’ha sostenuta nella vertenza: “Ognuno di noi – afferma – porta a casa la certezza che insieme si può”.

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“Je suis Valentina”: sciopero immediato all’Arval di Scandicci contro licenziamento lavoratrice

“Je suis Valentina”: sciopero immediato all’Arval di Scandicci contro licenziamento lavoratrice

Sciopero di due ore questa mattina alla sede Arval di Scandicci (via Sette Regole) contro la decisione dell’azienda di sospendere in attesa di licenziare una lavoratrice, part time, madre di due figli, considerata in ‘esubero’ nella riorganizzazione del reparto in cui lavora. I lavoratori (500 in tutto) di Scandicci della multinazionale del noleggio auto a lungo termine sono usciti sul piazzale dalle 10 alle 12, per esprimere la loro solidarietà alla lavoratrice.

“Ieri sera in assemblea – spiega Gianni Elmi Andretti, della Fisascat-Cisl – i lavoratori hanno deciso che non bastava lo stato di agitazione e di indire subito 2 ore di sciopero per mandare un segnale deciso all’azienda, che sta avendo un comportamento inspiegabile. Non è pensabile che in una realtà di queste dimensioni non si trovi una ricollocazione per una lavoratrice part time, che oltretutto aveva dato ogni disponibilità a trovare una soluzione, anche in altre mansioni. Proporre come unica alternativa a una mamma con due figli il trasferimento a oltre 300 chilometri di distanza è inaccettabile. Quello di stamani è solo il primo passo.”

“Unica alternativa, per lei, trasferirsi a Milano: stupisce che una azienda grande come Arval non trovi un ricollocamento nel territorio, nonostante rapporti sindacali decennali e un integrativo che tutela le lavoratrici madri”, aggiunge Chiara Liberati Filcams Cgil Firenze.

Intervista a cura di Chiara Brilli

La Rsu ha proclamato quindi lo stato di agitazione che porterà al blocco immediato degli straordinari, ed a mettere in campo tutte le iniziative sindacali atte a far tornare indietro l’azienda su questa assurda decisione.

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