Coronavirus Toscana: 3500 nuovi casi, nessun decesso

Coronavirus Toscana: 3500 nuovi casi, nessun decesso

In Toscana sono 1.315.742 i casi di positività al Coronavirus, 3.500 in più rispetto a ieri (702 confermati con tampone molecolare e 2.798 da test rapido antigenico). I nuovi casi sono lo 0,3% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,4% e raggiungono quota 1.210.160 (92% dei casi totali).

 I ricoverati positivi al coronavirus sono 750 (29 in meno rispetto a ieri), di cui 24 in terapia intensiva (3 in meno). Oggi non si registrano nuovi decessi. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

L’età media dei 3.500 nuovi positivi al corinavirus odierni è di 52 anni circa (10% ha meno di 20 anni, 15% tra 20 e 39 anni, 28% tra 40 e 59 anni, 33% tra 60 e 79 anni, 12% ha 80 anni o più).

Oggi sono stati eseguiti 1.888 tamponi molecolari e 17.589 tamponi antigenici rapidi, di questi il 18% è risultato positivo. Sono invece 4.520 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 77,4% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 95.242, -0,8% rispetto a ieri.

Di seguito i casi di positività  al coronavirus sul territorio con la variazione rispetto a ieri (702 confermati con tampone molecolare e 2.798 da test rapido antigenico). Sono 364.100 i casi complessivi ad oggi a Firenze (860 in più rispetto a ieri), 88.868 a Prato (225 in più), 103.989 a Pistoia (309 in più), 64.508 a Massa (202 in più), 139.134 a Lucca (386 in più), 152.493 a Pisa (387 in più), 117.400 a Livorno (338 in più), 119.119 ad Arezzo (319 in più), 94.604 a Siena (217 in più), 70.972 a Grosseto (257 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 1.443 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 1.264 nella Nord Ovest, 793 nella Sud est.

La Toscana si trova al 9° posto in Italia come numerosità di casi di coronavirus (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 35.629 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 34.673 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Pisa con 36.483 casi x100.000 abitanti, Firenze con 36.467, Lucca con 36.237, la più bassa Grosseto con 32.579.

Complessivamente, 94.492 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (771 in meno rispetto a ieri, meno 0,8%).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 750 (29 in meno rispetto a ieri, meno 3,7%), 24 in terapia intensiva (3 in meno rispetto a ieri, meno 11,1%).

Le persone complessivamente guarite dal coronavirus sono 1.210.160 (4.300 in più rispetto a ieri, più 0,4%): 0 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 1.210.160 (4.300 in più rispetto a ieri, più 0,4%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Oggi non si registrano nuovi decessi.

Restano quindi 10.340 i deceduti positivi al coronavirus dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 3.254 a Firenze, 847 a Prato, 934 a Pistoia, 665 a Massa Carrara, 968 a Lucca, 1.155 a Pisa, 771 a Livorno, 664 ad Arezzo, 547 a Siena, 392 a Grosseto, 143 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 280,0 x100.000 residenti contro il 288,1 x100.000 della media italiana (10° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (350,3 x100.000), Firenze (325,9 x100.000) e Pistoia (321,8 x100.000), il più basso a Grosseto (179,9 x100.000).

Si ricorda che tutti i dati saranno visibili dalle ore 18.30 sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19.

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Prato. focolai Covid in aziende, ASL commina 8 sanzioni

Prato. focolai Covid in aziende, ASL commina 8 sanzioni

L’Unità Funzionale Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro della ASL ha verificato in 34 aziende il rispetto delle norme. In 8 rilevate criticità e applicate sanzioni

Sono state 34 le aziende produttive dell’area pratese oggetto dei controlli effettuati nelle prime tre settimane di aprile dal gruppo operativo del Dipartimento di prevenzione per il monitoraggio sui focolai Covid segnalati nei luoghi di lavoro. Nell’attuale fase epidemica, caratterizzata da una significativa diffusione del contagio nelle aree a maggiore densità abitativa e produttiva, i tecnici della prevenzione sono impegnati in questa campagna straordinaria indirizzata verso i luoghi di lavoro in cui è stata constatata una pluralità di casi Covid-19 positivi, individuati nell’attività di tracciamento o oggetto di segnalazione. La procedura messa a punto dal Dipartimento concentra l’attività prioritaria nelle Aziende dove è rilevata una compresenza di casi positivi e fa scattare l’intervento di valutazione ispettiva teso a verificare il rispetto dei protocolli anticontagio.

Delle 34 aziende controllate, 10 sono risultate a conduzione cinese. In otto (sei italiane e due cinesi) sono state applicate sanzioni.

Ulteriori otto aziende (sei cinesi e due italiane) sono state trovate chiuse per decisione spontanea dei titolari. Nelle restanti 18 i protocolli anticontagio sono risultati applicati, la gestione dei focolai è risultata sotto controllo con osservanza dei provvedimenti di quarantena da parte dei lavoratori contatti stretti dei casi e messi in atto gli interventi di sanificazione straordinaria. Diverse imprese hanno disposto l’esecuzione di tamponi diagnostici anche ai soggetti che non risultavano contatti stretti

Le principali criticità riscontrate hanno riguardato:

sanificazione: uso di prodotti non conformi alla Circolare del Ministero della Salute e al Rapporto ISS n° 19/2020 e l’insufficiente aerazione dei locali
uso di mascherine non adeguate come le cosiddette “mascherine di comunità”
gestione degli spazi comuni (sala riunioni, spazio caffè e snack) non ben gestiti ed organizzati con rischio di assembramenti.
Proprio in relazione alle criticità rilevate il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria raccomanda di attenersi alle disposizioni vigenti:

i prodotti da utilizzare per la sanificazione devono riportare in etichetta la dicitura di presidio medico chirurgico con il relativo simbolo e numero di registrazione come “disinfettanti” e tra le indicazioni dello spettro di attività deve figurare la dizione “virucida”.
l’aerazione dei locali è parte integrante e fondamentale della sanificazione. Infatti è risultato evidente che i focolai si sono sviluppati nei luoghi dove veniva assicurata una scarsa areazione dei locali.
nei luoghi di lavoro devono essere utilizzate esclusivamente mascherine chirurgiche o FFP2 messe a disposizione dal datore di lavoro
È importante sottolineare che i contatti stretti devono essere individuati dall’azienda in collaborazione con il medico competente, ove presente, ed essere allontanati dal luogo di lavoro dandone comunicazione all’ Azienda Sanitaria per la conseguente emissione dei provvedimenti di quarantena. In nessun caso i contatti stretti possono restare a lavoro, neanche sottoponendosi a tampone. La circolare del Ministero di Sanità dello scorso 12 aprile prevede che i contatti stretti debbano sempre effettuare un tampone (molecolare o antigenico) dopo 10 giorni per poter rientrare nel luogo di lavoro, mentre per i casi positivi a lungo termine è riconfermata la necessità di un tampone (antigenico o molecolare) negativo per il rientro al lavoro.

Nelle attività di verifica i tecnici della prevenzione hanno rilevato la tendenza da parte delle aziende a conduzione cinese di chiudere in modo spontaneo quando si verifica un focolaio. In alcuni casi si sono verificate difficoltà nell’ individuare il domicilio dei casi e di conseguenza rintracciare i contatti stretti per poter emettere i provvedimenti di quarantena.

 

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Prato. focolai Covid in aziende, ASL commina 8 sanzioni

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Sono state 34 le aziende produttive dell’area pratese oggetto dei controlli effettuati nelle prime tre settimane di aprile dal gruppo operativo del Dipartimento di prevenzione per il monitoraggio sui focolai Covid segnalati nei luoghi di lavoro. Nell’attuale fase epidemica, caratterizzata da una significativa diffusione del contagio nelle aree a maggiore densità abitativa e produttiva, i tecnici della prevenzione sono impegnati in questa campagna straordinaria indirizzata verso i luoghi di lavoro in cui è stata constatata una pluralità di casi Covid-19 positivi, individuati nell’attività di tracciamento o oggetto di segnalazione. La procedura messa a punto dal Dipartimento concentra l’attività prioritaria nelle Aziende dove è rilevata una compresenza di casi positivi e fa scattare l’intervento di valutazione ispettiva teso a verificare il rispetto dei protocolli anticontagio.

Delle 34 aziende controllate, 10 sono risultate a conduzione cinese. In otto (sei italiane e due cinesi) sono state applicate sanzioni.

Ulteriori otto aziende (sei cinesi e due italiane) sono state trovate chiuse per decisione spontanea dei titolari. Nelle restanti 18 i protocolli anticontagio sono risultati applicati, la gestione dei focolai è risultata sotto controllo con osservanza dei provvedimenti di quarantena da parte dei lavoratori contatti stretti dei casi e messi in atto gli interventi di sanificazione straordinaria. Diverse imprese hanno disposto l’esecuzione di tamponi diagnostici anche ai soggetti che non risultavano contatti stretti

Le principali criticità riscontrate hanno riguardato:

sanificazione: uso di prodotti non conformi alla Circolare del Ministero della Salute e al Rapporto ISS n° 19/2020 e l’insufficiente aerazione dei locali
uso di mascherine non adeguate come le cosiddette “mascherine di comunità”
gestione degli spazi comuni (sala riunioni, spazio caffè e snack) non ben gestiti ed organizzati con rischio di assembramenti.
Proprio in relazione alle criticità rilevate il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria raccomanda di attenersi alle disposizioni vigenti:

i prodotti da utilizzare per la sanificazione devono riportare in etichetta la dicitura di presidio medico chirurgico con il relativo simbolo e numero di registrazione come “disinfettanti” e tra le indicazioni dello spettro di attività deve figurare la dizione “virucida”.
l’aerazione dei locali è parte integrante e fondamentale della sanificazione. Infatti è risultato evidente che i focolai si sono sviluppati nei luoghi dove veniva assicurata una scarsa areazione dei locali.
nei luoghi di lavoro devono essere utilizzate esclusivamente mascherine chirurgiche o FFP2 messe a disposizione dal datore di lavoro
È importante sottolineare che i contatti stretti devono essere individuati dall’azienda in collaborazione con il medico competente, ove presente, ed essere allontanati dal luogo di lavoro dandone comunicazione all’ Azienda Sanitaria per la conseguente emissione dei provvedimenti di quarantena. In nessun caso i contatti stretti possono restare a lavoro, neanche sottoponendosi a tampone. La circolare del Ministero di Sanità dello scorso 12 aprile prevede che i contatti stretti debbano sempre effettuare un tampone (molecolare o antigenico) dopo 10 giorni per poter rientrare nel luogo di lavoro, mentre per i casi positivi a lungo termine è riconfermata la necessità di un tampone (antigenico o molecolare) negativo per il rientro al lavoro.

Nelle attività di verifica i tecnici della prevenzione hanno rilevato la tendenza da parte delle aziende a conduzione cinese di chiudere in modo spontaneo quando si verifica un focolaio. In alcuni casi si sono verificate difficoltà nell’ individuare il domicilio dei casi e di conseguenza rintracciare i contatti stretti per poter emettere i provvedimenti di quarantena.

 

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Dengue: due casi a Firenze, scatta la disinfestazione

Dengue: due casi a Firenze, scatta la disinfestazione

Due casi di Dengue sono stati accertati a Firenze. La Asl spiega che la patologia è stata riscontrata in una coppia rientrata da un viaggio all’estero. L’uomo al momento è ancora in ospedale mentre la donna in via di dimissione. I tecnici della prevenzione dell’Igiene pubblica e nutrizione si sono adoperati per le operazioni di disinfestazione e controllo della zanzara tigre.

Le zone interessate sono viale Duse e la zona via Masaccio. In queste i tecnici sono stati impegnati nelle operazioni di coordinamento delle squadre del personale di Alia con il supporto della polizia municipale. Asl Toscana centro precisa che i tecnici hanno iniziato un’attività di informazione porta a porta con la cittadinanza. La misura è infatti prevista dalla circolare ministeriale e dall’ordinanza emessa dal sindaco di Firenze.
Le operazioni prevedono la lotta larvicida e adulticida nei pozzetti e caditoie presenti sia nelle pertinenze private che in quelle pubbliche e trattamenti adulticidi spaziali. Sono eliminati inoltre eventuali focolai larvali presenti nelle abitazioni private. Gli interventi di questo tipo sono effettuati a scopo cautelativo per ridurre la densità delle zanzare presenti per evitare che quelle infette possano essere contagiose. La zanzara tigre è uno degli insetti in grado di  trasmettere la malattia, anche se povo efficace nel diffondere il virus.

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