Turismo, ampliata ‘Vetrina Toscana’: protocollo per sostenere le eccellenze del territorio

Turismo, ampliata ‘Vetrina Toscana’: protocollo per sostenere le eccellenze del territorio

‘Vetrina Toscana’: adesione di alberghi, strutture all’aria aperta e stabilimenti balneari.

Il protocollo ‘Vetrina Toscana’, che favorisce la scoperta dei prodotti della nostra tradizione enogastronomica, si amplia aggiungendo anche le strutture ricettive all’aria aperta, stabilimenti balneari e alberghi. Non solo quindi botteghe e ristoranti. Il protocollo prevede che le imprese affiliate a Confesercenti Toscana Assoturismo, che vorranno aderire all’iniziativa dovranno inserire nella propria offerta almeno un servizio tra la colazione toscana con la proposta di un prodotto dolciario e uno salato del territorio, un menu con tre piatti della tradizione enogastronomica regionale o il corner, ovvero punti vendita dove siano inseriti almeno tre prodotti tra quelli indicati negli elenchi di Vetrina Toscana.

Questo è quanto previsto dal protocollo d’intesa siglato da Confesercenti Toscana Assoturismo e Toscana promozione turistica per lo sviluppo di ‘Vetrina Toscana’. Il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che valorizza l’identità delle destinazioni turistiche toscane.

“Quando abbiamo lanciato il nuovo corso di ‘Vetrina Toscana’, poco meno di un anno fa, immaginavamo proprio questo – ha spiegato Leonardo Marras, assessore regionale al turismo -. Un progetto sempre più partecipato che si apre al mondo dell’accoglienza nella sua totalità, promuovendo i valori della sostenibilità, del consumo consapevole e, di conseguenza, il turismo responsabile”.

Fabrizio Lotti, presidente di Assoturismo Toscana ha detto che, “il protocollo ha l’obiettivo di allargare in maniera significativa il numero di imprese della filiera turistica regionale, disposte ad utilizzare produzioni locali per qualificare la propria offerta enogastronomica, affiancando alberghi, campeggi e stabilimenti balneari, ad oltre 1.500 ristoranti e botteghe che già aderiscono a Vetrina Toscana”. Il protocollo è stata anche l’occasione per presentare la seconda edizione di ‘Appunti di viaggio: Racconti di Toscana tra cultura e cibo’. Un progetto ideato dalle Confesercenti di Arezzo, Livorno, Pistoia, Prato e Siena per la valorizzazione di ristoranti, botteghe, aziende agricole e produttori con un calendario che include 40 eventi da maggio a febbraio 2023.

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Turismo, 8 dicembre: l’incertezza frena ma non ferma la ripartenza

Turismo, 8 dicembre: l’incertezza frena ma non ferma la ripartenza

Turismo: l’incertezza frena la ripartenza del turismo, ma non cancella il Ponte dell’Immacolata. In occasione della festa dell’8 dicembre le strutture ricettive italiane dovrebbero registrare 4 milioni di pernottamenti, anche se molte stanze sono rimaste vuote: il tasso di occupazione delle camere disponibili è infatti del 62%, 14 punti in meno del 2018, ultimo Ponte pre-Covid (nel 2019 l’8 dicembre era domenica).

È quanto emerso dalle stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti sulla base di un’indagine realizzata sui portali on-line di promo-commercializzazione turistica. Le misure di contenimento per la risalita dei contagi allontanano le ipotesi di nuove ulteriori restrizioni, ma la situazione del settore rimane sempre molto complicata anche se per ora una quota rilevante di domanda non rinuncia al viaggio programmato.

I risultati migliori sono emersi per alcune regioni del Nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna) e del Centro Italia (Lazio e Toscana). Per le altre regioni mediamente i risultati si attestano su valori vicini al 60%, ad eccezione di Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia, che scendono sotto questa soglia. Il flusso maggiore di visitatori si registrerà nelle città/centri d’arte – che vedono occupate 7 camere su 10 – ma valori interessanti risulterebbero anche per le località dei laghi e della montagna.

“L’incertezza causata dal ritorno dell’emergenza Covid sta facendo sentire i suoi effetti anche sul mercato domestico- ha spiegato Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti- Dopo aver bloccato o quasi gli arrivi di turisti stranieri, il timore della quarta ondata – e l’ombra di possibili restrizioni – iniziano a frenare anche la domanda da parte dei viaggiatori italiani. Un colpo alla ripresa del settore, che dopo la buona performance estiva ha visto un progressivo peggioramento delle prospettive. C’è bisogno di fare di più per sostenere la filiera: il settore rischia un nuovo stop di fatto, è urgente prorogare aiuti per le imprese e tutele per i lavoratori”.

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Turismo: si chiude un anno nero, flussi come nel 1969

Turismo: si chiude un anno nero, flussi come nel 1969

Ricerca Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, -55% presenze di presenze turistiche

Per il turismo si chiude un anno da dimenticare: negli ultimi 12 mesi l’emergenza pandemica ha fatto svanire oltre 240 milioni di presenze turistiche (-55%), riportando il nostro mercato turistico ai livelli del 1969, oltre 50 anni fa.

Un grave colpo non solo per le attività ricettive e dei servizi del turismo, ma anche di negozi e pubblici esercizi, che quest’anno hanno visto svanire 50 miliardi di euro di consumi che avrebbe generato il turismo. Sono queste le stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti.

Capodanno – Il solo lockdown stabilito per la fine dell’anno costerà al sistema turismo almeno 3,5 milioni di turisti italiani e stranieri, che avrebbero trascorso soggiorni nelle diverse località italiane per un totale stimato di 10,4 milioni di presenze e una spesa in beni e servizi di 1,2 miliardi di euro. Per posizione da calendario, infatti, il Capodanno 2021 avrebbe favorito gli spostamenti per motivi turistici, in quanto avrebbe distribuito i flussi in un arco temporale di almeno 5 giorni (da mercoledì 30/12 a domenica 3/1). Il bilancio del 2020 – La degna conclusione di un anno terribile per il comparto. Negli ultimi dodici mesi sono andati perduti ben 83,6 milioni di pernottamenti di turisti italiani e 157,1 milioni di turisti stranieri, mentre gli arrivi hanno subito un calo del -61,8%, attestandosi a quota 50,2 milioni. Come è stato più volte sottolineato nel corso dell’anno, la contrazione maggiore è stata registrata per gli stranieri, che hanno trascorso nel nostro paese circa 63,5 milioni di notti, il 71,2% in meno rispetto al 2019. Valori meno negativi per i pernottamenti dei connazionali, che dovrebbero attestarsi a 132,5 milioni (-38,7%).

L’impatto sui consumi – Il crollo delle presenze turistiche ha determinato un impatto diretto in termini di spesa riversata nel sistema economico nazionale, per effetto di una minor domanda di beni e servizi nei diversi settori di attività. Considerando oltre al movimento dei turisti in strutture ricettive ufficialo aggiungiamo anche il flusso di vacanzieri nelle seconde case, ospiti presso amici/parenti o in altre strutture ‘non ufficiali’, la stima dei consumi turistici perduti raggiunge i 50,1 miliardi di euro, di cui oltre 32,9 miliardi (65,7%) in consumi turistici degli stranieri e oltre 17,1 miliardi (34,3%) di spesa dei connazionali.

“E’ una crisi senza precedenti per il settore, con presenze turistiche più che dimezzate e prospettive ancora azzerate: difficile, infatti, che i flussi di viaggiatori riprendano prima della seconda metà del prossimo anno”, afferma Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti.

“In questa situazione, serve un piano per ripartire: i sostegni a fondo perduto devono proseguire, ma sono necessari investimenti consistenti mirati al rilancio delle imprese del turismo. Un comparto che è tra i più colpiti in assoluto dall’emergenza pandemica, ma che è vitale per la ripresa della nostra economia, di cui normalmente contribuisce a generare, direttamente ed indirettamente, il 13% del Pil”

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