Cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile, un seminario a Firenze il 1 ottobre

FIRENZE - Cooperazione internazionale, impresa e sviluppo sostenibile. Se ne parlerà martedì 1 ottobre ad un seminario in programma presso la sede di Confindustria in via Valfonda a Firenze. Parteciperà anche la vice presidente ed assessore all'università e alla ricerca della Toscana Monica Barni, che introdurrà l'incontro assieme al presidente di Confindustria Toscana Alessio Ranaldo. Il progetto si chiama "Beside", finanziato dalla Regione e promosso da Arci Toscana assieme a sei partner locali (Anci, Euro-African Partnership, Camera di Commercio di Lucca, Lucca innovazione e tecnologia, Agenzia per lo sviluppo empolese Valdelsa, Water Right Foudation) ed un partner tunisino.

"L'obiettivo, parte di un percorso avviato nel 2018 - spiega Barni - è quello di avvicinare la cooperazione allo sviluppo e il mondo dell'imprenditoria, comprese le aziende di servizio pubblico, e verificare se e come da questa interazione possano nascere iniziative di sviluppo sostenibile, duraturo e inclusivo".

Al seminario interverranno l'ambasciatore della Repubblica tunisina Moez Sinaoui e il capo dell'ufficio economico dell'ambasciata del Senagal Amadou Lamine Cisse, due paesi del Nord Africa che hanno storiche e robuste relazioni con la Toscana.

La legge sulla cooperazione allo sviluppo del 2014 ha dato legittimato il coinvolgimento delle aziende. L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile approvata dalle Nazione Unite nel 2015 enfatizza invece il ruolo del no profit. "Assieme a Confindustria raccogliamo la sfida - conclude Barni - convinti delle opportunità che possono derivare dalla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale in partnership tra imprese, associazioni del terzo settore, università ed enti locali. Seminari ed incontri costituiscono un'importante occasione di conoscenza reciproca".

Leonardo, a Bruxelles iniziativa in favore di Unicef sulle favole scritte dal Genio

FIRENZE - Una serata tra arte e musica all'insegna della beneficenza, nel segno di Leonardo. È quella che è andata in scena ieri al teatro Bozar di Bruxelles per celebrare il genio leonardesco nel cinquecentenario della morte valorizzando un aspetto particolare della ricerca e della cultura: musica e narrazione delle favole per bambini. 'Leonardo 4 Children', questo il titolo dell'iniziativa organizzata dalla Fondazione Carrano e Unicef a favore di tre progetti in Ucraina, Kenia e Giordania, col patrocinio di Regione Toscana e Regione Lombardia, Commissione e Parlamento Ue, Unesco e la Regina del Belgio, che celebra sia l'anniversario di Leonardo che quello, il 30esimo, della Dichiarazione dei Diritti dell'Infanzia.

L'obiettivo è aiutare i bambini bisognosi attraverso le favole ideate da Leonardo con un concorso. 709 le bambine ed i bambini provenienti da tutta Europa che si sono cimentati nell'interpretazione dei racconti con disegni o musica classica. Il tutto raccolto in un libro della casa editrice fiorentina Giunti. Ieri a Bruxelles la premiazione e l'esibizione dei ragazzi, tra i quali anche il fiorentino Leone Pini, vero e proprio talento del violino che a 9 anni ha interpretato la lettura della favola ‘L'acqua depurata'.

"Trovo bellissimo – ha detto l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – che tanti piccoli ‘geni' ieri sera siano riusciti a legare due regioni,la Toscana e la Loira, che Leonardo ha voluto accostare. Durante il 2019 tantissime sono state le mostre, le conferenze e altre manifestazioni che queste due regioni hanno promosso su Leonardo e sul Rinascimento, a Vinci a Chambord, ma anche sull'intero territorio regionale. Un evento come questo ci fa scoprire un lato poco conosciuto delle poliedriche capacità del nostro illustre conterraneo e questo ci rende orgogliosi".

La serata si è conclusa con una degustazione di vini che il Consorzio Consorzio Vino Chianti Classico ha gentilmente offerto.

Leonardo, a Bruxelles iniziativa in favore di Unicef sulle favole scritte dal Genio

FIRENZE - Una serata tra arte e musica all'insegna della beneficenza, nel segno di Leonardo. È quella che è andata in scena ieri al teatro Bozar di Bruxelles per celebrare il genio leonardesco nel cinquecentenario della morte valorizzando un aspetto particolare della ricerca e della cultura: musica e narrazione delle favole per bambini. 'Leonardo 4 Children', questo il titolo dell'iniziativa organizzata dalla Fondazione Carrano e Unicef a favore di tre progetti in Ucraina, Kenia e Giordania, col patrocinio di Regione Toscana e Regione Lombardia, Commissione e Parlamento Ue, Unesco e la Regina del Belgio, che celebra sia l'anniversario di Leonardo che quello, il 30esimo, della Dichiarazione dei Diritti dell'Infanzia.

L'obiettivo è aiutare i bambini bisognosi attraverso le favole ideate da Leonardo con un concorso. 709 le bambine ed i bambini provenienti da tutta Europa che si sono cimentati nell'interpretazione dei racconti con disegni o musica classica. Il tutto raccolto in un libro della casa editrice fiorentina Giunti. Ieri a Bruxelles la premiazione e l'esibizione dei ragazzi, tra i quali anche il fiorentino Leone Pini, vero e proprio talento del violino che a 9 anni ha interpretato la lettura della favola ‘L'acqua depurata'.

"Trovo bellissimo – ha detto l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – che tanti piccoli ‘geni' ieri sera siano riusciti a legare due regioni,la Toscana e la Loira, che Leonardo ha voluto accostare. Durante il 2019 tantissime sono state le mostre, le conferenze e altre manifestazioni che queste due regioni hanno promosso su Leonardo e sul Rinascimento, a Vinci a Chambord, ma anche sull'intero territorio regionale. Un evento come questo ci fa scoprire un lato poco conosciuto delle poliedriche capacità del nostro illustre conterraneo e questo ci rende orgogliosi".

La serata si è conclusa con una degustazione di vini che il Consorzio Consorzio Vino Chianti Classico ha gentilmente offerto.

La Toscana firma il “Manifesto” per il rafforzamento del ruolo delle Regioni nella nuova Pac

FIRENZE - "Maggiori risorse e rafforzamento del ruolo e del peso delle Regioni nella gestione e attuazione della nuova Politica agricola comunitaria (Pac) 2021-2027": è questo, in sintesi, quanto chiesto nel "Manifesto" della Coalizione delle Regioni Agricole Agriregions, firmato stamani a Rennes (Francia), nella regione della Bretagna, per la Toscana dall'assessore all'agricoltura Marco Remaschi all'interno di Space 2019, la fiera internazionale dedicata all'agricoltura (Rennes, 11-14 settembre). Della coalizione fanno parte, ad oggi, 14 tra le più importanti regioni agricole europee che rappresentano oltre il 13% della popolazione dell'UE e il 18% della superficie agricola utilizzata.

"In un contesto di intensificata competizione globale e crescenti disparità territoriali – ha sottolineato l'assessore Remaschi - la PAC deve mantenere un collegamento diretto con le aree rurali attraverso un coinvolgimento attivo delle regioni dell'Unione Europea, compreso un ruolo nella definizione e attuazione delle politiche di sviluppo agricolo e rurale a livello locale".
"Le Regioni non possono perdere l'interlocuzione col livello europeo – continua Remaschi - ed è quindi vitale ristabilire e rafforzare il ruolo dei territori così come previsto anche dalla nostra Costituzione che attribuisce alle Regioni e alle Province autonome competenze primarie nella gestione delle politiche agricole; abbiamo agricolture molto diverse in Italia e rischiamo di perdere in efficacia e capacità di risposta ai fabbisogni settoriali e locali. E' importante quindi riconoscere la legittimità delle regioni europee a progettare, gestire e attuare interventi della PAC a livello regionale per promuovere la transizione verso un settore agricolo più sostenibile e competitivo, aumentare l'attrattività delle zone rurali, combattere lo spopolamento, attrarre nuovi agricoltori e garantire l'inclusione sociale".
Nella discussione sulla futura Pac, ha infine osservato l'assessore,  le risorse sono elemento fondamentale. In vista di una Brexit non ancora definita occorre prevedere uno sforzo di riallocazione di fondi da altri programmi o almeno un ulteriore piccolo aumento contributivo degli Stati poichè non possiamo rischiare tagli ai Programmi di sviluppo rurale in una misura compresa tra il 17% e il 25%, sarebbe davvero mettere in ginocchio un settore fondamentale per l'economia del Paese.

La Coalizione Agriregions è la voce delle regioni europee mobilitate per difendere una futura Politica agricola comune,  equa e sostenibile ed il ruolo delle regioni europee nella sua attuazione; ma rappresenta anche una "strategia di alleanza che permetta di portare una visione e dei messaggi comuni presso i decisori europei", e una "rete di scambio e di influenza all'interno delle negoziazioni interistituzionali per la Pac post 2020".
In un momento in cui si discute della riforma della nuova PAC ed in cui i Programmi di Sviluppo rurale (PSR) rischiano un pesante taglio di risorse, la coalizione rappresenta, ad oggi, alcune tra le più importanti regioni agricole dell'UE di 6 diversi Stati membri: Bretagna, Paesi della Loira, Nuova Aquitania, Alvernia-Rodano-Alpi, Emilia-Romagna, Toscana, Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige, Andalusia, Castiglia e Léon, Estremadura, Azzorre, Baviera, Baden-Württemberg, Wielkopolska.

La Toscana firma “Manifesto” per il rafforzamento del ruolo delle Regioni nella nuova Pac

FIRENZE - "Maggiori risorse e rafforzamento del ruolo e del peso delle Regioni italiane nella gestione e attuazione della nuova Politica agricola comunitaria (Pac) 2021-2027": è questo, in sintesi, quanto chiesto nel "Manifesto" della Coalizione delle Regioni Agricole Agriregions, firmato stamani per la Toscana dall'assessore all'agricoltura Marco Remaschi all'interno di Space, una fiera internazionale dedicata all'agricoltura.  La coalizione rappresenta, ad oggi, 14 tra le più importanti regioni agricole europee che rappresentano oltre il 13% della popolazione dell'UE e il 18% della superficie agricola utilizzata.

"In un contesto di intensificata competizione globale e crescenti disparità territoriali – ha sottolineato l'assessore Remaschi - la PAC deve mantenere un collegamento diretto con le aree rurali attraverso un coinvolgimento attivo delle regioni dell'Unione Europea, compreso un ruolo nella definizione e attuazione delle politiche di sviluppo agricolo e rurale a livello locale".
"Le Regioni non possono perdere l'interlocuzione col livello europeo – continua Remaschi - ed è quindi vitale ristabilire e rafforzare il ruolo dei territori così come previsto anche dalla nostra Costituzione che attribuisce alle Regioni e alle Province autonome competenze primarie nella gestione delle politiche agricole; abbiamo agricolture molto diverse in Italia e rischiamo di perdere in efficacia e capacità di risposta ai fabbisogni settoriali e locali. E' importante quindi riconoscere la legittimità delle regioni europee a progettare, gestire e attuare interventi della PAC a livello regionale per promuovere la transizione verso un settore agricolo più sostenibile e competitivo, aumentare l'attrattività delle zone rurali, combattere lo spopolamento, attrarre nuovi agricoltori e garantire l'inclusione sociale".
Nella discussione sulla futura Pac, ha infine osservato l'assessore,  le risorse sono elemento fondamentale. In vista di una Brexit non ancora definita occorre prevedere uno sforzo di riallocazione di fondi da altri programmi o almeno un ulteriore piccolo aumento contributivo degli Stati poichè non possiamo rischiare tagli ai Programmi di sviluppo rurale in una misura compresa tra il 17% e il 25%, sarebbe davvero mettere in ginocchio un settore fondamentale per l'economia del Paese.

La Coalizione Agriregions è la voce delle regioni europee mobilitate per difendere una futura Politica Agricola Comune (PAC) equa e sostenibile ed il ruolo delle regioni europee nella sua attuazione; ma rappresenta anche una "strategia di alleanza che permetta di portare una visione e dei messaggi comuni presso i decisori europei", e una "rete di scambio e di influenza all'interno delle negoziazioni interistituzionali per la Pac post 2020".
In un momento in cui si discute della riforma della nuova PAC Agricola Comune ed in cui i Programmi di Sviluppo rurale (PSR) rischiano un pesante taglio di risorse, la coalizione rappresenta, ad oggi, alcune tra le più importanti regioni agricole dell'UE di 6 diversi Stati membri: Bretagna, Paesi della Loira, Nuova Aquitania, Alvernia-Rodano-Alpi, Emilia-Romagna, Toscana, Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige, Andalusia, Castiglia e Léon, Estremadura, Azzorre, Baviera, Baden-Württemberg, Wielkopolska.