Carta antifascista del Chianti fiorentino, niente sedi comunali

Carta antifascista del Chianti fiorentino, niente sedi comunali

Cinque Comuni del Chianti fiorentino prendono l’impegno a non concedere sedi comunali per lo svolgimento di eventi che si legano alle vicende e alla dimensione fascista, e chiederanno alle prefetture di agire in modo analogo: è uno dei punti della Carta antifascista sottoscritta dai Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, Impruneta e San Casciano Val di Pesa (Firenze), da Cgil, Cisl e Uil del Chianti e dalle sezioni Anpi di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Impruneta, Mercatale.

Obiettivo della Carta è contrastare la discriminazione sociale, economica, di razza, di genere, promuovendo forme di mobilitazione contro la violenza sulle donne, le molestie e le violenze in ambito lavorativo.

Gli uffici comunali saranno dotati di una copia della Costituzione perché sia resa visibile; i sindaci agiranno per destinare i beni confiscati alla mafia a finalità di carattere sociale, e si attiveranno per organizzare nelle scuole percorsi educativi e incontri col supporto di testimoni diretti, studiosi ed esperti del secondo conflitto mondiale.

Sindacati e Anpi diffonderanno a loro volta i contenuti e i principi della Costituzione nei luoghi di lavoro, nelle attività produttive, e presso le scuole del territorio.

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Vallina, presidio di protesta per il doppio ponte

Vallina, presidio di protesta per il doppio ponte

Vallina, nel comune di Bagno a Ripoli, presidio di protesta pacifica, lunedì mattina dalle ore 7:00 alle 9:00 all’incrocio di Via di Rosano e Via di Vallina per protestare per la mancata messa in sicurezza della SP 34, una strada ad alto transito veicolare che attraversa per intero l’abitato di Vallina e che anche negli ultimi mesi è stata teatro di vari incidenti automobilistici.

Il presidio dei residenti di Vallina, ha anche l’obiettivo di sollecitare le istituzioni locali e nazionali ad una rapida risoluzione dei problemi relativi all’armonizzazione del traffico che unisce Firenze alla Valdisieve, al Casentino e al Valdarno fiorentino.

“La Legge di Stabilità 2016 – scrive il Comitato di Vallina che organizza la protesta – aveva stanziato un fondo unico di 54,36 milioni di euro destinato al compimento della «Variante dell’abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull’Arno e riclassificazione della SP 34. Nonostante la totale copertura finanziaria garantita dalla Legge di cui sopra e a dispetto del procedimento di Via recentemente adottato dalla Regione Toscana (che meritoriamente continua a perorare l’opera), i lavori utili alla costruzione dell’infrastruttura sono stati nuovamente bloccati a causa delle resistenze opposte da una Soprintendenza ligia ai dettami ideologici delle Associazioni ecologiste ma poco attenta alla qualità della vita dei cittadini che vivono lungo la strada e alla sicurezza di pedoni e automobilisti che quotidianamente vi transitano”.

Sul posto anche il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini.

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