“Bernardo Bellotto, 1740, Viaggio in Toscana”. Alla Fondazione Ragghianti di Lucca

“Bernardo Bellotto, 1740, Viaggio in Toscana”. Alla Fondazione Ragghianti di Lucca

Bernardo Bellotto è stato un pittore veneto maestro del vedutismo. Lavorò per le più grandi corti europee. Giovanissimo compì un viaggio in Toscana, lasciandosi dietro una scia di quadri e disegni che la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti raccoglie adesso in mostra.

Bernardo Bellotto nacque a Venezia nel 1722. Sua madre è Fiorenza Canal, sorella di Antonio, detto Canaletto. Il talento è nel DNA di famiglia insomma, e dal famosissimo zio Bernardo va subito a bottega. Lì impara i trucchi del mestiere. Che nel suo caso sono legati alla corrente pittorica detta “vedutismo”.

Di cosa si tratta? Di una corrente artistica che si sviluppa proprio a Venezia nei primi decenni del Settecento.

Questa nuova corrente è collegata alle rivoluzionarie teorie francesi dell’illumismo. Sulla loro scia, si dà il compito di riprodurre la realtà in maniera oggettiva e “scientifica”. Zero spazio alla fantasia del pittore, dunque. Il compito è quello di osservare la realtà per comprenderla e riprodurla con i “lumi” della ragione.

E non solo con i “lumi”. Ma anche con la nuova tecnologia della cosìdetta camera ottica. Ovverosia, un dispositivo portatile che proietta un’ immagine di quanto ha davanti e che permette al pittore di tracciarne i contorni in maniera veloce e precisa. Rispettando le proporzioni.

Bernardo Bellotto impara da suo zio ad usarla. E in mostra a Lucca c’è proprio la camera ottica di Canaletto. Usarla non era certo barare. Era un aiuto. Perchè una volta tracciate le linee guida rimaneva tutto da fare. Ed è qui che si vede scintillare subito il talento del giovanissimo Bernardo Bellotto.

 

Nel 1740, a 18 anni, Bernardo Bellotto compie un lungo viaggio in Toscana. Lavora a Firenze, Lucca e Livorno. Per committenti illuminati, in tutti i sensi, come il marchese Andrea Gerini che opera in combutta con l’antiquario veneziano Anton Maria Zanetti – e i due ritratti insieme da Giuseppe Zocchi sono in mostra – per portare il vedutismo in Toscana.

La mostra “Bernardo Bellotto, 1740, Viaggio in Toscana” alla Fondazione Ragghianti è piccola ma deliziosa e raccoglie opere speciali.

Ci sono 4 vedute di Firenze, che oggi “vivono” a Budapest e a Cambridge. E la bellissima, perlacea veduta di Piazza San Martino di Lucca, oggi alla York City Gallery. Insieme a 5 disegni di piazze lucchesi, posseduti da re inglesi. E che sono stati letteralmente staccati da un album per arrivare a Lucca.

Il talento di Bernardo Bellotto risalta anche grazie agli accostamenti con opere di altri pittori vedutisti dell’epoca. Confrontandoli è facile capire perchè Bernardo Bellotto divenne così famoso e così ricercato dalle grandi corti europee. Era un vero mago della luce.

 

“Bernardo Bellotto, 1740, Viaggio in Toscana” a cura di Bozena Anna Kowalczyk, è aperta da 12 ottobre al 6 gennaio 2020 alla Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti. Per l’occasione la Fondazione ha anche collaborato con Photolux e commissionato a due giovani fotografi di rileggere Lucca sulla scia delle vedute di Bellotto. In mostra si vedono dunque anche i lavori di Jacob Ganslmeier (Monaco di Baviera, 1990) e di Jacopo Valentini (Modena, 1990).

Tutte le info pratiche sulla mostra qui.  Info su Photolux, che aprirà a novembre, qui.

 

Margherita Abbozzo. Tutte le fotografie sono mie.

 

 

L'articolo “Bernardo Bellotto, 1740, Viaggio in Toscana”. Alla Fondazione Ragghianti di Lucca proviene da www.controradio.it.